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Recupero crediti società cancellata

12 Luglio 2020
Recupero crediti società cancellata

Se la società chiude, si può agire contro i soci? Che fine fanno i debiti quando nessuno risponde e l’imprenditore sparisce?

Si può fare un recupero credito da una società cancellata? Se devi riscuotere dei soldi e scopri che l’imprenditore ha chiuso tutto; che lì dove prima esercitava la sua attività non c’è più nessuno, neanche l’insegna; che la ditta è scomparsa, cancellata finanche dal registro delle imprese; che al telefono e alle email non risponde nessuno, che possibilità hai di ottenere i tuoi soldi? Lo spiegano la legge e la giurisprudenza: i soci di una società estinta continuano a rispondere, almeno in parte, dei debiti precedenti. E non conta il fatto che si tratti di una società di persone (una Snc, una Sas o una società semplice) o una società di capitali (una Spa, una Srl o una Sapa): a condizioni differenti, infatti, residua sempre un margine di responsabilità per i soci – anche per i debiti con il fisco – e quindi una possibilità di esercitare il recupero crediti dalla società cancellata. 

Vuoi sapere come? Non devi fare altro che leggere qui di sotto. 

Società di persone cancellata: recupero crediti?

Sicuramente, esercitare un’azione di recupero crediti nei confronti di una società di persone è più semplice anche se non offre la certezza matematica di una riuscita.

Le società di persone sono caratterizzate dalla responsabilità patrimoniale dei soci. Di qui la maggiore agevolezza delle azioni di riscossione. 

In buona sostanza, se la società non è solvibile, se scompare, se ha i conti pignorati o nessun bene intestato o se chiude definitivamente, i creditori possono agire nei confronti dei suoi soci in modo illimitato, ossia per l’intero importo vantato. 

Questo significa che, dopo un tentativo rivolto nei confronti della società non andato a buon fine, ci si può rivolgere a uno o a tutti i soci. A tal fine – se non si è in possesso già di tali dati – sarà opportuno eseguire una visura alla Camera di Commercio per scoprire nomi, indirizzi e codice fiscale dei singoli soci in modo da poter agire contro di loro. In tali documenti, sono presenti anche l’indirizzo di residenza, le cariche ricoperte, le quote sottoscritte.

Chiaramente, in questa ricerca, bisognerà verificare anche quali di questi sono più solvibili per evitare di aggredire dei nullatenenti. A tal fine, potrà servire una visura immobiliare, ossia una ricerca all’ufficio del territorio (presso l’Agenzia delle Entrate) ove figurano gli immobili intestati a ciascun contribuente. 

Inoltre, si possono fare delle indagini – sempre presso la Camera di Commercio – circa i protesti subiti dal socio, proprio per sondarne la liquidità. 

Chi ha la disponibilità economica, può incaricare un’agenzia investigativa che potrà fornire ulteriori informazioni e dettagli utili per scoprire quali beni aggredire.

Una volta estinta la società di persone, e quindi cancellata dal registro delle imprese, la società cessa di esistere ma i debiti continuano a permanere e si trasferiscono sui soci, proprio come se fosse un fenomeno successorio (ossia allo stesso modo di come i debiti del padre, al suo decesso, ricadono sui figli).

Un ultimo rischio da considerare è quello che la società chiusa abbia istituito un socio o un amministratore prestanome, ossia un parafulmine per preservare i veri artefici della gestione sociale. A questo proposito, però, non tutto è perduto: dimostrando, infatti, che il primo era solo una “testa di legno” e che le decisioni più importanti, le firme sugli ordini e tutto ciò che di più rilevante c’era da decidere nella vita sociale è stato fatto da un altro soggetto, si potrà in questi accertare la figura del socio o dellamministratore di fatto e, quindi, agire nei suoi riguardi.

Difatti, contrariamente a quanto si crede, in caso di sdoppiamento della figura del socio o dell’amministratore, realizzata solo per limitare la responsabilità al vero burattinaio, l’effettivo manovratore dei fili mantiene una responsabilità personale, civile e penale, per tutti gli atti di intrusione nella gestione commessi. 

Società di capitali cancellata: recupero crediti?

Più problematico, ma non impossibile, è il recupero crediti da una società di capitali cancellata. La caratteristica di tale struttura è infatti quella della cosiddetta «limitazione di responsabilità dei soci», i quali non rispondono dei debiti della società. Il loro rischio è limitato solo alle quote di capitale sociale sottoscritto e versato. Il che significa che se la società non paga un creditore, quest’ultimo non può poi rivalersi contro i soci o contro l’amministratore. Ma c’è un’eccezione e questa eccezione scatta non appena la società viene cancellata. Difatti, come ricorda una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, una volta estinta la società di capitali, sopravvivono i debiti nei confronti dei terzi. In particolare, la cancellazione dal registro delle imprese determina l’estinzione della società ma non comporta la scomparsa dei debiti che l’ente aveva nei confronti dei terzi. Di tali passività rispondono i soci, nei limiti di quanto da questi riscosso con l’ultimo bilancio di liquidazione, o – come abbiamo detto nel paragrafo precedente – per intero, se illimitatamente responsabili. 

A norma dell’articolo 2495 Codice civile, dunque, i creditori possono agire nei confronti dei soci dell’estinta società di capitali sino alla concorrenza di quanto questi ultimi hanno riscosso in base al bilancio finale di liquidazione, così come nei riguardi del liquidatore [2]. 

I rischi per i soci della società cancellata

Chiaramente, tutto ciò che abbiamo appena detto con riferimento ai diritti dei creditori, capovolto, si risolve in un rischio per i soci della società cancellata che, anche dopo l’estinzione alla Camera di Commercio, continua a produrre conseguenze per questi ultimi. Infatti, se nella società di persona, i debiti si trasferiscono integralmente sui soci, sicché questi ultimi continuano a rispondere nei confronti dei creditori della società, nella società di capitali tale responsabilità è determinata nei limiti delle somme riscosse con l’ultimo bilancio, quello di liquidazione. Dunque, se con il bilancio di liquidazione i soci della Sr, Sapa o Spa non hanno percepito nulla, non rischieranno alcun pignoramento da parte dei creditori sociali. 

 


note

[1] Ctr Lombardia, sent. n. 789/2/20.

[2] Cass. sent. n. 6070/13.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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