Proroga stato di emergenza: l’opinione dei medici

11 Luglio 2020
Proroga stato di emergenza: l’opinione dei medici

I pareri sono discordanti: c’è chi sposa in pieno la tesi di Conte e chi è nettamente contrario e promette di scendere in piazza. Spunta la soluzione mensile.

L’anticipazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla possibile proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre ha avuto l’effetto di una bomba e ha scatenato pesanti reazioni e perplessità, non solo a livello politico e sociale, come era naturale aspettarsi, ma anche in ambito sanitario.

Oggi, sono proprio i medici a prendere la parola: il loro contributo alla discussione è indispensabile, perché lo stato di emergenza si basa sulle misure restrittive valutate necessarie al contenimento dell’epidemia e ad evitare il pericolo di nuovi contagi di Covid-19. Ma anche qui i pareri e i giudizi si dividono: le loro opinioni sul tema sono molto diverse e, in alcuni casi, diametralmente opposte.

Sileri e Ricciardi (ministero della Salute): ci sono nuovi focolai, non siamo al sicuro

Iniziamo con il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, che è anche medico: «Dobbiamo continuare a gestire i focolai emergenti e quindi lo stato di emergenza è necessario», dice al Corriere della Sera. Favorevole alla proroga dello stato di emergenza è anche Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute: «Siamo di fronte a un evento epocale che durerà anni. La proroga è assolutamente indispensabile perché siamo ancora in una fase di crescita mondiale della pandemia e in questa situazione nessuno può dirsi al sicuro», afferma in un’intervista a La Stampa, sottolineando come solo lo stato di emergenza può continuare a garantire una «capacità di reazione rapida».

Ippolito: serve un controllo centrale, l’epidemia non è finita

Fin qui, due medici che sono comunque impegnati in incarichi di rilievo politico. Passando invece agli esperti “puri”, c’è innanzitutto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani e membro del Comitato tecnico scientifico su Sars-Cov-2, che intervistato da Il Messaggero sostiene: «Non si può affrontare un’emergenza senza uno stretto controllo centrale. Per questo do una valutazione positiva della decisione di prorogare lo stato di emergenza». Ippolito spiega che «c’è bisogno dello stato di emergenza perché l’epidemia non è finita» e rimarca che questo strumento «permette di attuare rapidamente procedure amministrative e risparmiare tempo in caso di necessità».

Clementi: è una forzatura, scenderò in piazza

Di parere nettamente contrario è invece il virologo Massimo Clementi, che sulla sua pagina Facebook definisce l’ipotesi di una proroga dello stato di emergenza «una incredibile forzatura» e arriva a promettere che se ci sarà «io scenderò in piazza, lo dichiaro sin d’ora». Secondo l’esperto, la prospettata proroga «va in parallelo con i toni terrificanti, totalmente ingiustificati, con cui Tv e grande stampa stanno descrivendo lo stato attuale dell’epidemia».

Un altro giudizio fortemente negativo sulla proroga arriva dall’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di Terapia antinfettiva (Sita). Interpellato dall’Adnkronos Salute, l’esperto afferma che «gli ospedali si stanno svuotando, ci sono poco meno di 60 persone in terapia intensiva in Italia e su 60 milioni di abitanti abbiamo circa 700 persone in ospedale e che a breve immagino verranno dimesse» ragionando su questi numeri «l’Italia non è in emergenza come era a febbraio o marzo».

Bassetti: emergenza da prorogare ogni mese

Poi, precisa che «le decisioni sono politiche e le accettiamo» e suggerisce una soluzione diversa rispetto a quella della proroga “in blocco” fino alla fine dell’anno prospettata dal Governo: «Forse l’emergenza andrebbe prorogata di mese in mese», anche perché «prolungando lo stato di emergenza fino a dicembre, l’immagine che diamo all’estero dell’Italia non è bella. Così sembra che siamo tornati alla situazione di febbraio-marzo mentre invece abbiamo fatto un lavoro eccezionale: abbiamo ridotto significativamente la mortalità dei nostri malati curandoli meglio grazie ai nostri protocolli di trattamento, dimettendone moltissimi e facendo il tracciamento con milioni di tamponi a nuove persone positive per isolarle ed evitare nuovi contagi. E invece – conclude l’infettivologo – i media e la comunicazione istituzionale continuano a dare messaggi sbagliati».

Conte assicura: decideremo insieme al Governo e al Parlamento

Intanto, il premier Giuseppe Conte ha corretto leggermente il tiro rispetto alle iniziali dichiarazioni quando, al termine dell’incontro con il primo ministro olandese Rutte, ha specificato: «Non ho detto che il Governo ha deciso di prorogare lo stato di emergenza. Ho detto che è un tema che dobbiamo affrontare. Sarà una decisione collegiale del Governo che verrà fatta nel confronto con il Parlamento. Potrebbe essere una proposta che valuteremo tutti insieme, e non significa che noi pensiamo che la curva epidemiologica ci stia sfuggendo dal controllo. Semplicemente significherebbe che verrebbe prorogato lo stato di emergenza che implicherebbe quelle minime misure che stiamo già adottando. E ovviamente questo ci consentirebbe di continuare a monitorare la curva epidemiologica e a intervenire se necessario».



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