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Etilometro: tutto ciò che c’è da sapere

12 Luglio 2020
Etilometro: tutto ciò che c’è da sapere

Che fare se la polizia ti ferma per farti l’alcoltest: la prova del palloncino può essere evitata senza rischiare conseguenze penali. Ecco come e quando.

Di rientro dall’aperitivo o dalla discoteca, la polizia vi fa accostare, vi ferma, vi chiede di scendere e poi vi chiede di seguirla nel furgoncino per soffiare nel palloncino (il cosiddetto etilometro). Siete nel bel mezzo di un test dell’alcol, per verificare se guidavate in stato di ebbrezza. E siccome, quando si è con gli amici, non si beve quasi mai una minerale, in quel momento vi iniziano ad assalire i dubbi. Se la macchinetta riuscisse a misurare il tremore delle gambe probabilmente sareste spacciati. 

A quel punto, c’è chi si inventa crisi di asma, difficoltà respiratorie, collutori all’alcol e altre amene scuse pur di giustificare quel grado in più di alcol nel sangue.

In realtà, non è così che si sfugge all’etilometro. La legge consente delle scappatoie ancora più sicure, per quanto riluttante possa essere lasciare le nostre strade alla mercé di gente ubriaca, con tutto quello che si legge di investimenti di bambini e di auto fantasma che si dileguano nella notte dopo aver provocato stragi.

Da avvocato mi rilutta dire che ci sono svariate cose da sapere se la polizia ti ferma per l’alcoltest. E sarà bene parlarne qui di seguito in modo da conoscere diritti, doveri, rischi e possibili scappatoie. 

Ma procediamo con ordine e vediamo tutto ciò che c’è da sapere sull’etilometro. 

Come non farsi il carcere per guida in stato di ebbrezza

A più riprese, la Cassazione ha detto che chi viene beccato ubriaco alla guida, con una soglia di alcol nel sangue che rientra nel penale, può essere perdonato. Sì, perdonato. A patto, però, che non abbia fatto incidenti o che la sua condotta di guida non sia stata particolarmente pericolosa. È il tipico caso di chi guida piano, viene fermato dalla polizia e risulta positivo all’etilometro.

Esiste infatti una norma nel Codice penale, l’articolo 131-bis, in base alla quale non c’è più alcun processo penale né sanzione per chi ha commesso un reato, senza particolari conseguenze, punito solo con cinque anni di detenzione e/o con la pena pecuniaria. È la cosiddetta “particolare tenuità del fatto” che, guarda caso, si applica proprio all’ipotesi di guida in stato di ebbrezza.

A beneficio degli smemorati, ricordiamo infatti che le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza sono di tre tipi:

  • ci sono quelle per chi ha un volume di alcol nel sangue da 0,51 a 0,8 grammi: in questo caso, si tratta solo di sanzioni amministrative, non penali. C’è una sanzione pecuniaria di 531 euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente da tre a sei mesi;
  • ci sono quelle per chi ha un volume di alcol nel sangue da 0,81 a 1,5 grammi: in questo caso, siamo già nel penale; scatta l’ammenda da 800 a 3.200 euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione da sei mesi a un anno;
  • ci sono infine quelle per chi supera 1,5 grammi di alcol nel sangue: anche qui siamo nel penale ma le pene sono massime. E, difatti, scatta l’ammenda da 1.500 a 6mila euro, la decurtazione di 10 punti dalla patente e la sospensione da uno a due anni, oltre alla confisca del veicolo.

Quindi, le cose stanno nel seguente modo: vi ferma la polizia, vi chiede di soffiare nel palloncino, risultate ubriachi, vi arriva l’avviso per il processo penale ma poi il processo non si fa perché venite perdonati grazie alla particolare tenuità del fatto.

La particolare tenuità del fatto non si applica se rientrate nella prima delle tre soglie, quella cioè delle sanzioni amministrative (incredibile a dirsi: il beneficio non vale proprio per il caso meno grave) e quando avete fatto incidenti o siete andati a sbattere contro un muro o altre situazioni particolarmente pericolose.

Però, anche nel caso di incidenti stradali, ci sono le eccezioni secondo cui si può ugualmente essere perdonati. Questo succede quando la soglia dell’alcol è di poco più alta rispetto al limite penale. Dunque, se avete provocato un incidente per guida in stato di ebbrezza e ora vi state chiedendo come essere assolti, la Suprema Corte vi offre la soluzione: chiedere l’archiviazione del procedimento penale e la non applicazione della sanzione penale per via della tenuità del fatto (con conseguente totale assoluzione) [1].

Posso rifiutarmi di soffiare nel palloncino?

Per quanti non lo sanno, solo l’arresto può essere obbligato con la forza. Nel nostro Paese, il più delle volte, non si possono costringere le persone a fare determinate azioni, anche se obbligatorie o imposte dalla polizia. 

Quindi, se la polizia vi ferma e vi chiede di fare l’alcoltest non siete tenuti a obbedire.

Questo chiaramente non vi evita la multa. E ciò per due ragioni.

La prima: lo stato di ebbrezza può essere rilevato anche per via sintomatica, ossia sulla base dell’osservazione del comportamento del conducente. Si può quindi presumere che una persona sia ubriaca dal colore rosso degli occhi, dall’alito vinoso, dal fatto di camminare a zig zag e di non articolare bene le parole. In questo caso, se il poliziotto si accorge di tutto ciò vi può ugualmente multare anche se non soffiate nel palloncino.

La seconda ragione: è la legge stessa a stabilire che, se vi rifiutate di fare l’alcoltest, la polizia può già, in automatico, presumere che abbiate bevuto tanto e applicarvi le sanzioni più gravi per la guida in stato di ebbrezza, quelle cioè di carattere penale.

Dunque, se vi rifiutate di fare il test dell’alcol vi viene applicata questa sanzione. Ma sappiate che potete essere perdonati e non pagare nulla anche in questo caso. Anche qui, infatti, la Cassazione [2] ha detto che si può applicare la particolare tenuità del fatto. Il che significa che, seppur in astratto ci sarebbe il penale, il conducente che non vuol sottoporsi all’alcoltest non rischia nulla e viene perdonato. 

Insomma, sembrerebbe quasi che convenga non collaborare. Non lo dico ovviamente io ma purtroppo le aule della Cassazione che, nonostante gli sforzi degli agenti di rendere più sicure le nostre strade, applicano il guanto di velluto a chi guida ubriaco. 

Come contestare la validità dell’alcoltest

Non vi basta ciò che vi ho detto? Allora sentite anche questa: se in passato era il conducente, multato per guida in stato di ebbrezza, a dover dimostrare che l’etilometro aveva sbagliato i calcoli, ora le sorti si sono invertite. Secondo una recente sentenza della Cassazione [3]: è l’amministrazione che deve fornire la prova del corretto funzionamento dell’apparecchio. E come? Sottoponendolo a taratura almeno una volta all’anno (la stessa prevista per gli autovelox) e dimostrandolo con un certificato in copia autentica che, oltre ad essere menzionato nel verbale, va esibito al cittadino a sua richiesta. Se all’alcoltest non è stata fatta tale verifica periodica, la multa e ogni sanzione penale sono nulle.

Diritto di nominare un avvocato 

Vi ricordate la scena dei film americani dove, prima di una perquisizione, gli agenti dicono «Lei ha il diritto di nominare un avvocato e di non parlare?». Qualcosa del genere succede quando si fa il test dell’alcol. Secondo le sezioni unite della Cassazione [4], infatti, gli agenti della polizia, prima di effettuare l’alcoltest, devono avvisare il conducente della possibilità di nominare un avvocato di fiducia affinché presenzi alla prova. Non deve essere un avvocato molto lontano, tanto da far scemare il volume di alcol nel sangue.

In difetto di tale avviso, diventa nulla tanto la sanzione penale quanto quella del sequestro del mezzo.

Questo avviso però è dovuto solo se il tasso di alcol supera gli 0,8 grammi ossia se siamo nell’ambito del penale. Sotto questo range, siamo in presenza di un illecito amministrativo e, quindi, non operano le garanzie previste dalla procedura penale [5].

Scuse che attaccano un po’ meno contro l’etilometro

Ci sono tanti luoghi comuni che spesso si usano per impugnare le multe per guida in stato di ebbrezza ma che non hanno mai avuto presa sui giudici. La prima è quella del collutorio a base di alcol che falserebbe il risultato, giustificazione ritenuta non plausibile dai magistrati.

La seconda è il fatto che l’automobilista soffrirebbe di crisi d’asma o difficoltà respiratorie per poter soffiare nel palloncino: se la macchina dice “Volume d’aria insufficiente” venite ugualmente multati. E questo perché la polizia, come detto, può contestare l’infrazione stradale anche dall’osservazione dei sintomi del conducente. Tutti sappiamo riconoscere un ubriaco dall’alito, dalla voce e dal comportamento: ancor di più le autorità.

Diverso è il caso se l’automobilista ha un certificato medico con sé in cui dimostra patologie polmonari che gli impediscono di soffiare forte nel palloncino: in quel caso, la multa è nulla.

Solo la dicitura dell’errore nello scontrino della rilevazione è indicativa del funzionamento difettoso.

C’è poi il discorso dei diversi risultati delle due misurazioni. Di norma, vi vengono fatte due prove. Ci si aspetterebbe che il secondo test dell’alcol mostri un volume inferiore; ma potrebbe non essere così e, secondo alcuni, ciò sarebbe indice del non funzionamento dell’etilometro. Questa scusa non convince perché anche l’alcol nel sangue segue una curva che prima cresce e poi decresce: sicché, è ben possibile che se la misurazione viene fatta in prossimità dell’assunzione, il secondo test rileverà un quantitativo di alcol superiore al primo. 

Quindi, è valido il risultato dell’etilometro sia se la prima prova segna un risultato maggiore della seconda, sia se, invece, segna un risultato inferiore o uguale all’altra.

Una cosa, però, è certa e rischia di rendere nulla la rilevazione: il Codice della strada [6] stabilisce che le due prove devono essere fatte a distanza di cinque minuti l’una dall’altra. Tuttavia, nulla esclude che, se tra le due rilevazioni dovessero risultare dei contrasti, si possa passare a una terza.

La Cassazione ha poi chiarito [7] che l’intervallo di 5 minuti va interpretato come tempo minimo volto a controllare la curva alcolemica. Il che significa che può passare anche più tempo, ma non certo troppo. Ad esempio, la giurisprudenza ha ritenuto eccessivo l’intervallo di ben un’ora tra le due rilevazioni.

Si dice che bere molta acqua riduce il livello di alcol nel sangue. Questo è parzialmente vero: servono molti litri, quanti ne basterebbero per interrompere un viaggio ogni 20 minuti per urinare. La cosa migliore è certamente bere a stomaco pieno perché solo così l’alcol viene assorbito prima e meglio dal corpo. L’assimilazione dell’alcol è poi un fattore soggettivo e varia da soggetto a soggetto a seconda di alcuni enzimi presenti nel corpo. 


note

[1] Cass. sent. n. 18159/17 dell’11.04.2017.

[2] Cass. sent. n. 42255/17 del 15.09.2017.

[3] Cass, sent. n. 38618 del 19.09.2019.

[4] Cass. S.U. sent. n. 5396 del 5.02.2015.

[5] Cass. sent. n. 12474 del 17.06.2015.

[6] Art. 379 co. 2 del Regolamento di Esecuz. al codice della strada.

[7] Cass. sent. n. 25132/19 del 6.06.2019.


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