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Dichiarazione dei redditi: è obbligatoria ogni anno?

23 Settembre 2020
Dichiarazione dei redditi: è obbligatoria ogni anno?

La presentazione del 730 e del Modello Redditi: i soggetti obbligati, le scadenze e le sanzioni.

Sei un lavoratore dipendente? Percepisci uno stipendio mensile? Ebbene, in tal caso, devi contribuire alla spesa pubblica pagando le tasse. Si tratta di un obbligo a cui non è possibile sottrarsi. In questo articolo faremo il punto della situazione sulla dichiarazione dei redditi: è obbligatoria ogni anno? Cosa si rischia se non si presenta il modello 730? Forse non lo sai, ma non tutti i contribuenti rispettano le scadenze previste dalla legge, poi però devono fare i conti con il Fisco. Se vuoi saperne di più sull’argomento, mettiti comodo e prosegui nella lettura. Troverai le risposte alle tue domande.

Cos’è la dichiarazione dei redditi?

La dichiarazione dei redditi è un modulo che il contribuente deve compilare per comunicare al Fisco il reddito percepito e le spese sostenute nel corso dell’anno d’imposta precedente. In questo modo, vengono calcolate le tasse da pagare. Il modulo varia a seconda della tipologia del contribuente (persona fisica o giuridica). Ti faccio un esempio pratico.

Tizio è un impiegato e deve presentare la dichiarazione dei redditi 2020. In tal caso, dovrà indicare nel modello 730 tutti i redditi prodotti nel corso dell’anno 2019.

Spesso e volentieri, la dichiarazione dei redditi è un’incombenza affidata al commercialista, il quale poi la trasmette direttamente all’Agenzia delle Entrate. 

Devo presentare il 730 o il Modello Redditi?

Devi sapere che non tutti i contribuenti devono presentare lo stesso modello per la dichiarazione dei redditi. Ad esempio, i lavoratori dipendenti e i pensionati devono presentare il 730. In tal caso, gli eventuali crediti d’imposta sono riportati direttamente nella busta paga del dipendente oppure nella rata della pensione.

Il Modello Redditi, invece, deve essere presentato dai contribuenti:

  • titolari di partita Iva anche se non hanno prodotto redditi;
  • dipendenti di datori di lavoro in regime forfettario;
  • che presentano la dichiarazione per conto di soggetti deceduti;
  • che hanno percepito redditi all’estero;
  • che devono dichiarare plusvalenze, redditi da capitale o redditi finanziari.

Tutti i contribuenti hanno la possibilità di scegliere la dichiarazione dei redditi cartacea oppure quella precompilata, contenente i dati già raccolti ed elaborati dal Fisco. In quest’ultimo caso, è necessario controllare sempre la correttezza dei dati riportati e provvedere, ove necessario, alla rettifica di eventuali errori.

Dichiarazione dei redditi: è obbligatoria ogni anno?

La presentazione della dichiarazione dei redditi è obbligatoria ogni anno qualora il contribuente non rientri nei casi di esonero previsti dalla legge.

In generale, sono obbligati a presentare la dichiarazione i contribuenti che hanno percepito redditi:

  • da lavoro dipendente;
  • fondiari;
  • di capitale (ad esempio, i proventi derivanti da mutui);
  • da lavoro autonomo;
  • d’impresa;
  • diversi (ad esempio, il reddito derivante da prestazioni occasionali).

Per darti un’idea, devono presentare la dichiarazione i pensionati, i contribuenti titolari di partita Iva, coloro che hanno percepito la Naspi, i dipendenti che hanno avuto più datori di lavoro nel corso dell’anno, ecc. Invece, non devono presentare la dichiarazione coloro che hanno dei redditi esenti (come, ad esempio, una borsa di studio o una pensione di accompagnamento) o redditi derivanti da lavori socialmente utili.

Le scadenze previste per la presentazione della dichiarazione dei redditi cambiano a seconda che si tratti del 730 o del Modello Redditi. Analizziamo entrambe le ipotesi. 

Per il Modello 730 le scadenze sono fissate al:

  • 7 luglio 2020 in caso di presentazione tramite sostituto d’imposta;
  • 23 luglio 2020 in caso di presentazione diretta (per il 730 precompilato) o tramite intermediario (per il 730 precompilato o ordinario). Tuttavia, a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, il Governo ha previsto una proroga al 30 settembre 2020.

Per il Modello Redditi il termine di presentazione è fissato al:

  •  30 novembre 2020.

Naturalmente, qualora i suddetti termini scadano di sabato o di domenica (oppure in un giorno festivo) sono prorogati automaticamente al primo giorno feriale successivo. Ti consiglio, in ogni caso, di tenere sott’occhio le scadenze fiscali annotate sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Ma cosa accade se la dichiarazione dei redditi non viene presentata? In tal caso, si commette un illecito tributario che comporta una sanzione:

  • da 250 euro a 1.000 euro, se non sono dovute imposte;
  • dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute.

Dette sanzioni, oltre agli interessi legali maturati, si applicano sia nel caso in cui il contribuente non presenti al Fisco la dichiarazione dei redditi entro il termine previsto dalla legge sia quando presenti la stessa 90 giorni dopo la scadenza prevista.

Attenzione però: l’omessa dichiarazione dei redditi costituisce anche un reato nel momento in cui le imposte evase superino la soglia di 50mila euro. La pena prevista in tal caso è la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni.

Se invece il contribuente presenta la dichiarazione nei tempi, ma riporta redditi falsi oppure non veritieri (ad esempio, molto più bassi rispetto a quelli effettivamente percepiti) commette il reato di dichiarazione infedele qualora:

  • le imposte evase siano di importo superiore a 150mila euro;
  • l’importo complessivo dei redditi non dichiarati superi i 3 milioni di euro.

Al di sotto delle suddette soglie, la dichiarazione infedele non costituisce reato ma è comunque prevista una sanzione amministrativa compresa tra il 90% e il 180% della maggiore imposta dovuta.

Cosa occorre per la dichiarazione dei redditi?

Per la compilazione della dichiarazione dei redditi sono necessari alcuni documenti, come ad esempio quelli relativi: 

  • ai dati identificativi del contribuente e dei familiari a carico (copia documenti d’identità, codice fiscale, ecc.);
  • alla contabilità (per i titolari di partita Iva);
  • alle certificazioni uniche dei sostituti d’imposta (datori di lavoro, ecc.);
  • al contratto d’affitto per eventuali immobili e relativi F24 per il pagamento dell’imposta;
  • alle fatture e ricevute per gli oneri deducibili o detraibili.


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