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Riabilitazione cattivo pagatore

14 Luglio 2020 | Autore:
Riabilitazione cattivo pagatore

Elenco cattivi pagatori: cos’è e quando si viene iscritti? Dopo quanto tempo avviene la cancellazione dalla lista? Si può fare ricorso al giudice?

Sai che le banche possono mettere una taglia sulla tua testa? Beh, non si tratta di una taglia vera e propria, nel senso che in palio non c’è una somma di danaro; in realtà, ciò che è in potere delle banche è di inserire il tuo nominativo all’interno di uno speciale elenco di cattivi pagatori. Così facendo, ti verrà praticamente inibito ogni futuro prestito o finanziamento da parte degli istituti di credito. Per fortuna, questa procedura è reversibile, nel senso che è possibile ottenere la riabilitazione del cattivo pagatore.

Come scoprirai nei prossimi paragrafi, per essere cancellato dalla lista dei cattivi pagatori non occorre fare granché: la riabilitazione avviene automaticamente, decorso un determinato lasso di tempo. Tuttavia, se l’iscrizione nel registro è avvenuta ingiustamente, allora è possibile tentare la via giudiziale. Ma che cos’è questa lista dei cattivi pagatori? Come funziona? Quando si diventa cattivi pagatori e dopo quanto tempo si ottiene la riabilitazione? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per trovare le risposte alle tue domande.

Cattivi pagatori: chi sono?

Si definiscono cattivi pagatori coloro che non adempiono a un debito contratto con la banca. In particolare, diventano cattivi pagatori coloro che fanno ritardo anche solo di due rate (anche non consecutive) al pagamento di un mutuo, di un prestito o di un finanziamento.

Cosa succede se si diventa cattivi pagatori?

Chi diventa cattivo pagatore viene iscritto dalla banca o dall’istituto finanziario all’interno dei cosiddetti sistemi d’informazioni creditizie: si tratta di un enorme database all’interno del quale vengono riportati tutti i nominativi inerenti a coloro che hanno avuto a che fare con le banche.

All’interno di questi registri si trovano non solo i cattivi pagatori, ma anche coloro che sono in regola con i pagamenti. La differenza è che, mentre per questi ultimi non sorgono problemi, per coloro che vengono iscritti e segnalati come inadempienti si crea una sorta di “pregiudizio” che induce gli istituti di credito a non fidarsi più del cattivo pagatore, sbarrandogli la strada a un futuro prestito.

In sintesi, essere un cattivo pagatore significa essere stato iscritto in un registro informatico dove vengono riportati i ritardi di pagamento dei finanziamenti con banche e finanziarie.

Cattivi pagatori: come si ottiene la riabilitazione?

Come detto in premessa, la riabilitazione del cattivo pagatore si ottiene solamente con il decorso del tempo: trascorso un determinato lasso temporale, la banca provvede alla cancellazione del nominativo all’interno della lista dei cattivi pagatori.

Per la precisione, le informazioni negative, cioè quelle riguardanti gli inadempimenti, restano iscritte per i seguenti termini:

  • un mese per la richiesta di finanziamento rifiutata dall’istituto o abbandonata dal cliente;
  • fino a 6 mesi per la richiesta di finanziamento in attesa di esito istruttoria;
  • 12 mesi per le morosità poi sanate di due rate o due mesi, dalla data di regolarizzazione;
  • 24 mesi per le morosità maggiori poi sanate, sempre dalla data di regolarizzazione
  • 36 mesi per le morosità o altri gravi inadempimenti non sanati: dalla data di scadenza del contratto o dell’ultimo aggiornamento in caso di accordi o altri eventi legati al rimborso
  • 36 mesi per i rapporti creditizi regolari, se nello storico del soggetto figurano altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati.

Una volta scaduti i termini massimi di conservazione delle informazioni, i sistemi di informazioni creditizie sono obbligati alla cancellazione automatica dei dati.

Le informazioni positive, cioè quelli che riguardano richieste, erogazioni e pagamenti regolari di finanziamenti, possono essere conservati per 36 mesi dalla data di fine del rapporto di credito o di scadenza del contratto.

Cattivi pagatori: riabilitazione giudiziaria

In realtà esiste un altro modo per ottenere la riabilitazione del cattivo pagatore: quello di adire l’autorità giudiziaria e chiedere che questa, d’urgenza, ordini all’istituto di credito la cancellazione dalla black list.

La riabilitazione del cattivo pagatore a mezzo ricorso al giudice può essere chiesta solamente se si ritiene che l’iscrizione nell’elenco sia avvenuta ingiustamente, cioè senza che ne ricorressero i requisiti. Ciò può accadere, per esempio:

  • se la banca non ha avvertito il debitore del suo inadempimento, assegnandogli il termine di quindici giorni entro cui mettersi in regola (l’avvertimento è un dovere per la banca solamente nel caso di primo inadempimento, non per i successivi);
  • se la banca ha provveduto all’iscrizione nella black list in assenza di inadempimenti;
  • se la banca non ha provveduto alla cancellazione nonostante il decorso del tempo.

In questi casi (e in tutti gli altri ove si ritiene sia stata perpetrata un’ingiustizia), sarà possibile fare ricorso al giudice e chiedere d’urgenza la riabilitazione, cioè la cancellazione dalla lista dei cattivi pagatori. Sarà inoltre possibile chiedere il risarcimento nell’ipotesi in cui dall’indebita iscrizione sia derivato un danno concreto.


La riabilitazione del cattivo pagatore si ottiene con il decorso del tempo: trascorso un determinato lasso temporale, la banca provvede alla cancellazione del nominativo all’interno della lista dei cattivi pagatori.
La riabilitazione del cattivo pagatore a mezzo ricorso al giudice può essere chiesta solamente se si ritiene che l’iscrizione nell’elenco sia avvenuta ingiustamente, cioè senza che ne ricorressero i requisiti.

note

Autore immagine: Depositphotos.com


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