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3 modi per nascondere i soldi in banca

13 Luglio 2020
3 modi per nascondere i soldi in banca

Dai contanti nelle cassette di sicurezza alle banche estere: tutti i trucchi per non rendere tracciabile il denaro risparmiato. 

Perché mai bisognerebbe nascondere i soldi, in banca per di più che ormai è divenuta l’antonomasia della trasparenza e dei controlli fiscali? Le ragioni possono essere svariate. Si pensi al marito che, prima di separarsi con la moglie, voglia far sparire dal proprio conto una consistente parte dei suoi risparmi per evitare che vadano divisi con l’ex; o all’anziana zia che voglia destinare una parte delle proprie ricchezze a un nipote, senza farlo sapere agli altri eredi, evitando così contestazioni da parte di questi. Più banalmente, potrebbe essere il caso di chi invece scopra di non poter pagare alcuni debiti e, tuttavia, non voglia rimanere al verde in caso di pignoramento da parte dei creditori. 

Nascondere i soldi, sino ad oggi, ha sempre fatto rima con una sola parola: “materasso”. Il consiglio di ogni buon fiscalista è infatti quello di tenere i contanti a casa, in modo che non siano tracciabili. 

Tuttavia, esistono anche 3 modi per nascondere i soldi in banca; non che siano, di certo, più sicuri della mattonella divelta della camera da letto, ma non si prestano di certo a tutti quei controlli che la trasparenza bancaria ora consente sui conti correnti. In più, dribblano il rischio di eventuali incursioni dei ladri negli appartamenti.

Ecco dunque alcuni semplici suggerimenti, alla portata di tutti, privi di rilevanti costi e comunque sempre validi.

Il trucco degli assegni circolari

Il primo trucco per nascondere i soldi in banca è quello di farti rilasciare assegni circolari. 

In buona sostanza, bisognerà consegnare al cassiere dell’istituto di credito la somma in contanti che si vuole rendere “trasparente” e chiedere, a fronte di essa, il rilascio di assegni circolari intestati a se stessi, a un familiare o un amico fidato. 

In questo modo, il denaro uscirà fuori dal conto corrente dell’interessato e sarà accantonato in un apposito fondo della stessa banca. Nessuno potrà sapere dell’esistenza di tale denaro, neanche l’Agenzia delle Entrate o qualsiasi altro soggetto.

Così, tanto per fare un esempio, se un creditore dovesse bloccare il conto corrente del debitore, da questo resterebbero escluse le somme già riportate negli assegni circolari, somme che potranno peraltro essere riscosse dopo ben tre anni. 

Certo, questo sistema non rende nulla in termini di interesse, ma già il fatto di impedire pignoramenti e controlli è di per sé stesso un notevole vantaggio.

La banca estera

Lo spauracchio di ogni italiano si chiama Anagrafe dei conti correnti: si tratta di un archivio che, alimentato dai dati forniti dalle stesse banche ed aggiornato almeno una volta all’anno, contiene l’insieme di tutti i rapporti contrattuali intrattenuti tra queste e i propri clienti: conti correnti, cassette di sicurezza, bonifici e versamenti, deposito titoli, eccetera.

Grazie a tale Registro, sia il fisco che i creditori possono conoscere le capacità economiche di un soggetto per poi procedere, nel primo caso, agli accertamenti e, nel secondo caso, ai pignoramenti. 

Ad esempio, l’Agenzia delle Entrate può conoscere il numero di conti correnti, la giacenza, i prelievi e i versamenti, ecc.; i creditori possono sapere presso quale banca il debitore deposita i propri soldi per sottoporli ad esecuzione forzata.

Il secondo trucco per nascondere i soldi in banca è avvalersi di una banca estera come PayPal che, in quanto tale, non è soggetta alla nostra normativa. L’istituto di credito non dovrà comunicare alcuna informazione all’Anagrafe tributaria e se anche i dati in suo possesso non saranno completamente segreti, resteranno certamente acquisibili con maggiore difficoltà rispetto a un conto ordinario. Difficoltà che spesso scoraggia i privati dall’effettuare verifiche approfondite.

Le cassette di sicurezza

Nascondere contanti nelle cassette di sicurezza non solo è pienamente lecito, ma vi ricorrono migliaia di italiani proprio per le ragioni che abbiamo elencato all’inizio di questo articolo. Le cassette non sono trasparenti e neanche la banca può sapere cosa il proprio cliente vi nasconde. L’Agenzia delle Entrate può solo sapere dell’esistenza del contratto che lega il contribuente alla banca per una o più cassette ma, per conoscerne il contenuto, dovrebbe eseguire un’apposita verifica in loco.

Il fenomeno è tanto diffuso che spesso il Governo ha proposto una sanatoria per far uscire i contanti dalle cassette, in quanto spesso si presumono essere il frutto di redditi in nero. 

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1 Commento

  1. Rispetto al “trucco” n. 01, il collega ha dimenticato di scrivere che gli assegni circolari hanno una scadenza triennale, dopo la quale potrebbero non essere più esigibili; quindi vanno “rinnovati”.

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