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Possesso violento e clandestino: è utile per l’usucapione?

18 Luglio 2020
Possesso violento e clandestino: è utile per l’usucapione?

Certe persone si sono impossessate di alcuni box, di mia proprietà, all’interno di un condominio. Lo hanno fatto forzando la serratura. Sono trascorsi molti anni: posso temere l’usucapione?

Gentile cliente, affinché il possesso ventennale di un bene immobile possa essere utile ai fini dell’usucapione è necessario che sia stato ottenuto in modo pacifico (non violento) e non clandestino [1].

Nel caso da lei descritto, il primo requisito manca, visto che c’è stata un’occupazione abusiva dei suoi beni, con tanto di forzatura della serratura per entrare nei box, seguita dal presumibile cambio della medesima.

È, inoltre, da escludere che il possesso sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente. Infatti, come è stato precisato dalla Corte di Cassazione [2], i beni posseduti non sono stati utilizzati in modo visibile a tutti o almeno ad una rilevante ed indistinta generalità di persone. Il possesso, quindi, è stato percepito solo dal precedente possessore o da un circoscritto numero di persone, ad esempio i proprietari dei vari appartamenti nel palazzo, i quali hanno avuto modo di conoscere quanto è accaduto, solo e perché condomini del fabbricato.

Pertanto, allo stato attuale, permangono entrambe le condizioni affinché l’usucapione non possa essere legittimamente pretesa per i vizi del possesso su cui si fonderebbe. Per le stesse ragioni, non è necessario attuare alcun atto interruttivo, visto che l’usucapione non è mai potuta decorrere utilmente e ciò varrebbe anche per i successori a titolo particolare degli originari occupanti abusivi.

A questo punto, mettere un avviso in cui invita, amichevolmente, i detentori clandestini a liberare i suoi beni, con l’avvertimento che in mancanza sarebbe inevitabile la denuncia per occupazione abusiva [3], potrebbe essere un primo passo da compiere.

Se non dovesse ricevere alcun riscontro positivo all’avviso e, comunque, a prescindere dallo stesso, allo scopo di perseguire i responsabili e recuperare il possesso dei box di sua proprietà:

  • potrebbe depositare formale denuncia, anche contro ignoti, per il reato di invasione di terreni o edifici. Si tratterebbe di una querela tempestiva, nonostante gli anni passati, poiché si sta parlando di un reato permanente, dove la sua consumazione è tuttora in atto, vista l’occupazione ancora in corso [4];
  • dovrebbe avviare un’azione di recupero degli immobili e, nello specifico, la cosiddetta azione di rivendicazione.

Non le resta, pertanto, che agire di conseguenza, preferibilmente, con l’ausilio di un legale di fiducia vista la delicatezza e l’elevato tasso tecnico/giuridico delle attività da compiere.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 1163 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 17881/2013

[3] Art. 633 cod. pen.

[4] Cass. pen. sent. n. 41401/2010


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