Prestiti con furto d’identità: frodi in aumento

13 Luglio 2020
Prestiti con furto d’identità: frodi in aumento

Un documento di riconoscimento falso consente di truffare la finanziaria. Nel 2019, si sono verificati 32mila casi, con un danno di 150 milioni di credito erogato.

A volte, basta davvero poco per realizzare una frode attraverso cui si riesce a comprare un bene senza pagarlo: usare l’identità altrui (vera o inventata) quando si richiede il finanziamento. I rigorosi controlli sulla concessione di prestiti per l’acquisto di beni di consumo vengono spesso aggirati con il banale trucco di esibire alla finanziaria un documento falso.

È il furto di identità, che si basa sull’utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui da parte di chi ha premeditato questa frode e non ha nessuna intenzione di rimborsare il prestito ottenuto in modo truffaldino. Un metodo tanto astuto quanto semplice, che in molti casi funziona: secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Frodi Creditizie di Crif-Mister Credit e riportate ora dall’Adnkronos, il fenomeno è in crescita.

Nel 2019, si sono registrati oltre 32mila casi di frodi con furto di identità, per un danno stimato che supera i 150 milioni di credito erogato. E nei primi due mesi del 2020 si è avuto un ulteriore incremento del 5%, prima del lockdown. In quattro casi su cinque (precisamente l’81,7%) i truffatori per ottenere abusivamente il prestito hanno utilizzato una carta d’identità falsa o contraffatta, nel 16,1% dei casi una patente, nell’1,8% un passaporto e nello 0,3% un permesso di soggiorno.

L’importo medio di ciascun prestito è di 4.650 euro, a dimostrazione del fatto che ai criminali fanno gola anche le operazioni di importo contenuto. Nel 21,3% dei casi il valore risulta compreso tra 1.550 e 3.000 euro, mentre nel 20,3% è inferiore ai 1.500 euro. Nel 18,1% dei casi, però, supera i 10.000 euro.

I prestiti più “gettonati” dai truffatori sono quelli finalizzati all’acquisto di beni e servizi, come auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici: questi settori rappresentano la metà del totale e presentano un importo medio di 5.500 euro. Seguono le frodi sulle carte di credito, per le quali gli analisti prevedono un ulteriore aumento nel corso dell’anno «in virtù dei cambiamenti intervenuti nei comportamenti di acquisto degli italiani e dello sviluppo dell’e-commerce indotti dall’epidemia di Covid-19», spiega la nota del Crif.

Aumentano anche i casi rilevati sui prestiti personali, che arrivano a spiegare il 9,2% del totale ma, soprattutto, vedono crescere del +88% il valore economico delle perdite stimate. Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, quasi un terzo dei casi ha per oggetto elettrodomestici ma una quota significativa riguarda i comparti auto-moto (11,8% del totale), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%).

Inoltre, crescono i casi che hanno come oggetto di frode consumi (6,9% del totale ma +57,8% rispetto alla precedente rilevazione), spese professionali, trattamenti estetici o medici e prodotti assicurativi, che pur spiegando solo l’1,0% del totale, sono più che raddoppiate.

Talvolta, si truffa anche attraverso le buste paga falsificate: dall’analisi condotta dall’unità antifrode Bpo di Crif è emerso che l’1,2% delle pratiche di finanziamento di lavoratori dipendenti è risultata non conforme, contro un’incidenza dell’1,0% per i lavoratori autonomi e un residuale 0,16% per altre categorie come i Cococo.

La ripartizione territoriale dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (che con quasi 5.000 casi vanta un peso del 14,5% sul totale), Lombardia (12,6%), Sicilia (11,5%) e Lazio (10,8%). L’incremento più consistente, però, si registra in Molise (+59,8%), in Umbria (+25,9%), Basilicata (+16,0%) e Sicilia (+13,1%). A livello di province, invece, il maggior numero di casi si registra a Napoli, che con quasi 3.000 frodi creditizie da sola arriva a spiegare il 9,2% del totale  nazionale, seguita da Roma, con il 7,2%, da Torino, con il 4,6%, e da Milano, con il 4,4%.

Prima o poi, però, le frodi vengono scoperte; ma i tempi in molti casi non sono brevi. Da un lato c’è il 53,1% dei casi che viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere frodi commesse anche 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Queste ultime, in particolare, rappresentano il 14,1% del totale e risultano in costante crescita. Sembra che vengano scoperti prima i finanziamenti di importo più piccolo: la metà delle frodi accertate entro 6 mesi riguardava quelli al di sotto dei 5.000 euro, mentre per quelli con valore superiore ai 10.000 euro in un caso su quattro servono oltre 5 anni.

Ma come fanno i criminali a disporre dei dati necessari per realizzare le frodi? «Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità», risponde Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif. «Per questo è indispensabile – avverte la specialista – che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengano utilizzati per chiedere un finanziamento o se stanno indebitamente circolando sul web».

Ricorda che chiedere un prestito usando lo stratagemma di esibire un documento falso per camuffare la propria identità costituisce reato, che può essere quello di truffa se si guarda al fatto che il bene o servizio viene acquistato senza pagarne il prezzo, oppure quello di insolvenza fraudolenta, quando all’atto della stipula del contratto c’è già l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento illecitamente ottenuto.

Leggi anche “come prevenire i furti d’identità” e, se sei stato vittima del fenomeno, “furto d’identità: ultime sentenze“.



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