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Coronavirus, adesso si indaga sul ruolo dell’Oms

13 Luglio 2020 | Autore:
Coronavirus, adesso si indaga sul ruolo dell’Oms

L’abbiamo vista sostenere teorie in controtendenza con la comunità scientifica internazionale. Ora, una procura dovrà accertare se l’organizzazione, con la sua gestione dell’emergenza, ha contribuito a diffondere il Covid.

Può l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aver accentuato i contagi da Coronavirus? Per Codacons la risposta è sì. Bisognerà capire se alla stessa conclusione approderà anche l’autorità giudiziaria. L’associazione che tutela i consumatori aveva presentato ad aprile un esposto alla Procura di Milano contro l’organizzazione diretta da Tedros Adhanom Ghebreyesus. La stessa che dovrebbe rappresentare un faro nella lotta al Coronavirus e nelle emergenze sanitarie in genere, o comunque il soggetto più autorevole cui attenersi in materia.

È notizia di oggi, battuta dall’Adnkronos e riportata da tutti i giornali, l’apertura di un’inchiesta sull’emergenza Covid in Italia, con particolare riferimento al ruolo e alle responsabilità dell’Oms. Lo annuncia l’associazione in difesa dei consumatori: «L’indagine, affidata al pm Clerici, è al momento a carico di ignoti e prende le mosse da una dettagliata denuncia in cui il Codacons segnalava errori, contraddizioni, omissioni e ritardi da parte dell’Oms nella gestione della pandemia».

La sottovalutazione del rischio

All’organizzazione, Codacons recrimina di «aver sottovalutato l’emergenza». Eppure c’è da dire che, dall’istituzione, abbiamo sentito lanciare più volte messaggi a dir poco pessimistici, per non dire tragici. L’ultimo, proprio oggi, sull’impossibilità di un ritorno alla normalità a breve e di avere il vaccino subito e per tutti. Ma non è tanto, o comunque non solo, un problema di come l’Oms abbia valutato il virus e la sua pericolosità.

Il danno, secondo l’esposto dell’associazione, è più nelle contromisure che l’organizzazione ha preso contro l’epidemia globale. Una risposta lenta, per Codacons: solo a marzo è stata dichiarata la pandemia, a distanza di almeno tre mesi dalla comparsa dei primi casi in Cina. E infatti l’associazione parla proprio di «ritardi nella comunicazione del pericolo».

Le indicazioni contraddittorie

Non solo. L’Oms, a detta di Codacons e della sua segnalazione all’autorità giudiziaria, avrebbe dato «indicazioni contraddittorie», «suggerimenti sbagliati circa le norme di comportamento da adottare», con «ripensamenti e repentini cambi di direzione».

Come non rimembrare, a titolo di esempio, la diatriba sulle mascherine che ha inciso pesantemente sulla credibilità dell’organizzazione (ne abbiamo scritto più volte, per esempio qui: Coronavirus e mascherine, l’Oms insiste: da sole non servono; Coronavirus e mascherine, l’Oms controcorrente). Ricorderete che, in un primo momento, l’organizzazione dubitava dell’efficacia dell’uso esteso delle mascherine come protezione dai contagi, per poi consigliarle in ambienti affollati. Una presa di posizione contestata da molti scienziati. E non è stata l’unica.

Anche di recente, vi abbiamo raccontato del botta e risposta con un gruppo di scienziati che hanno scritto una lettera ai vertici dell’organizzazione, per invitarli a rivedere le loro idee in materia di trasmissione aerea del virus, che per l’Oms è esclusa o comunque da accertare, mentre, per gli scienziati firmatari della lettera, è ampiamente possibile (leggi qui: Il Coronavirus viaggia nell’aria: l’allarme degli esperti).

Condizionamento negativo su Paesi come l’Italia

Il sospetto di Codacons è che tutto questo si sia riversato sulla gestione dell’emergenza da parte di Paesi, come l’Italia, che si sono affidati «totalmente a questi dettami e che, in qualche modo, potrebbero aver pagato le conseguenze di questo modus operandi, laddove l’Oms avrebbe sottovalutato l’emergenza Coronavirus e poi dato le linee guida errate».

In questo senso, si legge ancora sulla nota dell’Adnkronos che cita l’esposto, il «direttore dell’agenzia Tedros Adhanom Ghebreyesus potrebbe avere avuto possibili responsabilità contribuendo alla diffusione dell’epidemia all’origine, impedendo di salvare migliaia di vite e creando danni economici in tutto il mondo», con l’effetto di non consentire «alla collettività di prendere decisioni tempestive sulla salute pubblica». Accuse dure ma nessun dolo, secondo Codacons: piuttosto «omissioni non volute» ma, in ogni caso, «il mancato assolvimento delle proprie funzioni ha avuto le conseguenze ben conosciute».

Ora il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, si aspetta che «la procura di Milano accerti il ruolo dell’Oms nella diffusione del virus in Italia, e se vi siano stati errori, ritardi o informazioni sbagliate tali da aver alimentato l’emergenza sanitaria in Italia. Non escludiamo azioni risarcitorie contro l’Organizzazione qualora dovessero emergere eventuali illeciti».



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