Coronavirus, l’allarme dell’Oms sulla «vecchia normalità»

13 Luglio 2020
Coronavirus, l’allarme dell’Oms sulla «vecchia normalità»

La pandemia e i cambiamenti a lungo termine alle nostre vite. Per gli esperti dell’Organizzazione la parola d’ordine è convivenza con il Covid.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) continua a vedere nero. Le previsioni dell’ente sono sempre state pessimiste finora e continuano a esserlo, di fronte all’avanzata del Coronavirus.

Ma a preoccupare non è solo il numero crescente di casi, con record giornalieri sempre più stupefacenti (l’ultimo pochi giorni fa, quando si è arrivati a 220mila nuovi contagi in ventiquattr’ore). Nella conferenza stampa di oggi, come sempre online da Ginevra, il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha espresso scarsa fiducia anche nelle probabilità di avere un vaccino subito e per tutti.

Niente più come prima, per ora

La «vecchia normalità» è una specie di cavallo di battaglia dell’Oms. I vertici dell’Organizzazione ne tornano periodicamente a parlare con nostalgia, come qualcosa a cui eravamo affezionati e che difficilmente tornerà, o almeno non nell’immediato (per esempio, ecco uno dei nostri resoconti sulla conferenza settimanale dell’Oms: Coronavirus, l’Oms: non torneremo alla normalità). Oggi hanno ribadito il concetto: «Voglio essere sincero con voi: non ci sarà un ritorno alla “vecchia normalità” nel prossimo futuro», ha detto il dg.

Subito dopo ha provato fornire comunque una specie di rassicurazione: «Esiste però una tabella di marcia per arrivare a una situazione in cui possiamo controllare la malattia e andare avanti con la nostra vita. Ma questo richiederà tre cose: la riduzione della mortalità e la soppressione della trasmissione; in secondo luogo, una comunità coinvolta e consapevole che adotta misure comportamentali corrette nell’interesse reciproco; e in terzo luogo abbiamo bisogno di una forte leadership governativa e del coordinamento di strategie globali che siano comunicate in modo chiaro e coerente».

Sul vaccino qualcuno resterà indietro

L’altro monito riguarda il vaccino. Nessuno pensava di averlo nell’immediato, ma abbiamo parlato a più riprese degli sforzi che si stanno compiendo per provare ad assicurare una distribuzione equa. La stessa Oms ha più volte sottolineato questa necessità come inderogabile; ad aprile lanciava l’iniziativa «Access to Covid-19 Tools Accelerator» o «Act Accelerator», un accordo di collaborazione per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione equa di vaccini, strumenti di diagnostica e terapie per Covid-19.

«Il nostro impegno comune è garantire a tutte le persone l’accesso a tutti gli strumenti per sconfiggere Covid-19», diceva Ghebreyesus. Oggi, i vertici Oms sono apparsi decisamente meno fiduciosi sull’obiettivo «non lasciare indietro nessuno».

«Non è realistico pensare di avere un vaccino subito e accessibile a tutti. Si sta facendo il massimo, ma ribadisco che non è realistico pensare una cosa simile. Abbiamo però misure efficaci e sistemi per sopprimere la trasmissione  e dobbiamo usarle», ha detto Mike Ryan, capo delle emergenze sanitarie Oms.

Come riaprire le scuole in sicurezza

Poi l’argomento scuole che, secondo gli esperti dell’Organizzazione, vanno riaperte «dove il virus circola poco». È l’unico modo di tornare a fare lezione in sicurezza, hanno detto oggi.

«Sappiamo che i bambini possono trasmettere il virus – ha aggiunto Ryan – ma anche che in genere sono meno colpiti e vengono colpiti in modo meno grave». Anche se, come osservato dal capo del gruppo tecnico dell’Oms per il Coronavirus Maria Van Kerkhove, ci sono stati minori con forme gravi e decessi.



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