Diritto e Fisco | Articoli

L’avvocato può fatturare più della condanna alle spese?

13 Luglio 2020
L’avvocato può fatturare più della condanna alle spese?

Parcella avvocato più alta rispetto alla liquidazione delle spese processuali fatta dal giudice: come comportarsi con o senza preventivo scritto?

Un nostro lettore ci racconta di aver conferito mandato a un avvocato per una causa e di aver vinto il giudizio dopo cinque anni. Con la sentenza il giudice ha condannato la controparte a restituire le spese processuali nella misura di circa 5.000 euro. Nello stesso tempo, però, l’avvocato avrebbe preteso quasi il doppio dal proprio cliente presentando un avviso di parcella particolarmente elevato. Ci viene chiesto, quindi, se il comportamento del legale è corretto o meno. L’avvocato può fatturare più della condanna alle spese? Cerchiamo di spiegare cosa prevede la legge in questa breve guida.

Il contratto tra l’avvocato e il cliente

Nel momento in cui l’avvocato viene incaricato dal proprio cliente della difesa giudiziale, viene stipulato un contratto, contratto che non deve essere necessariamente scritto. Il mandato, infatti, può ben essere verbale (per quanto, ai fini della validità della procura processuale, è necessaria la firma sull’atto che verrà depositato in tribunale). 

Recenti regole sulla concorrenza hanno imposto l’obbligo, per ogni professionista, di presentare un preventivo scritto all’atto del conferimento del mandato. Questo preventivo deve tenere conto dei costi che il giudizio implicherà. Quindi, deve essere quanto più preciso possibile, nei limiti ovviamente di ciò che, prevedibilmente, potrebbe avvenire nel corso della causa. È chiaro infatti che, se a giudizio già avviato, dovessero verificarsi situazioni tali da complicare la difesa – come succede quando l’avversario chiama in garanzia altri soggetti – allora il preventivo potrà essere rivisto e corretto.

Il preventivo serve a definire, sin dall’inizio, il corrispettivo che l’avvocato potrà vantare.

Se l’avvocato non dovesse adempiere a tale obbligo e tra questi e il cliente dovessero sorgere contestazioni in merito all’importo del corrispettivo da versare all’espletamento dell’incarico, sarà il giudice a definire la parcella del legale. Lo farà tenendo conto del DM 55/2014 ove vengono fissate delle tariffe professionali parametrate in base al valore della controversia e alla difficoltà.

La condanna alle spese processuali

La legge prevede, nello stesso tempo, che il giudice, all’esito della causa, condanni la parte soccombente a pagare le spese processuali all’avversario. Questa liquidazione viene fatta tenendo conto, non già del contratto concluso tra l’avvocato e il cliente vittorioso, bensì delle tariffe indicate nel predetto DM 55/2014. 

La conseguenza è abbastanza chiara: è ben possibile che l’avvocato e il proprio assistito, risultato vittorioso all’esito del giudizio, si accordino per un onorario superiore o anche inferiore rispetto alla condanna alle spese processuali determinata dal giudice con la sentenza finale. Così come è possibile che il cliente abbia già onorato, ad inizio giudizio, tutto il corrispettivo al proprio difensore, avendo così diritto a trattenere la condanna alle spese processuali.

Esempi pratici

Alla luce di quanto sin qui detto possiamo di seguito tracciare una serie di esempi pratici per verificare come si possono atteggiare i rapporti tra avvocato e cliente.

Se il giudice condanna l’avversario alle spese processuali 

Se il cliente vince la causa e nella sentenza la parte soccombente viene condannata a pagare le spese processuali si possono verificare le seguenti ipotesi:

  • avvocato e cliente avevano già concordato un onorario al momento del conferimento dell’incarico: il cliente resta obbligato a versare tale importo, a prescindere dalla misura della liquidazione delle spese processuali effettuata dal giudice, che potrà essere inferiore o superiore, senza perciò influire sugli obblighi assunti in precedenza nei confronti del professionista;
  • avvocato e cliente non hanno concordato gli onorari: il cliente può accettare di pagare ciò che gli chiede il suo avvocato o rifiutarsi ritenendolo poco congruo. In tal caso, l’avvocato farà causa al cliente ma il giudice liquiderà la sua parcella tenendo conto dei parametri del DM n. 55/2014;
  • il cliente ha già onorato tutto il corrispettivo dell’avvocato all’inizio della causa: in tal caso, il cliente tratterrà la somma che la controparte gli verserà a titolo di condanna alle spese e l’avvocato non potrà chiedere alcuna integrazione;
  • l’avvocato non ha specificato un preventivo prima della causa e chiede alla fine della causa una somma maggiore: in tal caso, il cliente può opporsi e lasciargli solo la condanna alle spese liquidata dal giudice. L’avvocato difficilmente potrebbe chiedere una somma superiore, anche in causa, essendo l’importo liquidato dal magistrato determinato proprio sulla base del DM del 2014, e quindi con gli stessi criteri che stabilirà in assenza di preventivo scritto.

Se il giudice dispone la compensazione delle spese processuali 

Se il giudice compensa le spese tra le parti, il cliente resta obbligato a pagare il proprio avvocato secondo l’accordo stretto al conferimento dell’incarico. In assenza, sarà il giudice, sulla base del DM 55/2014, a fissare l’onorario dell’avvocato. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube