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Detrazioni familiari a carico

24 Settembre 2020 | Autore:
Detrazioni familiari a carico

Diminuzione dell’Irpef per chi ha coniuge, figli e altri familiari a carico: come si calcola la detrazione, quando può essere applicata.

Il contribuente, per quanto riguarda la tassazione dei redditi prodotti nell’anno, può beneficiare di numerose detrazioni: ma che cos’è la detrazione?

La detrazione, semplificando, corrisponde a una cifra che viene sottratta dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Questa “cifra” può corrispondere a una parte di un determinato costo sostenuto, considerando eventualmente dei tetti messimi o una franchigia. Ad esempio, la detrazione per spese mediche corrisponde al 19% di quanto speso per l’acquisto di medicinali, per visite, terapie, esami, ticket, dedotta una franchigia di 129,11 euro. Se, nell’anno, il contribuente ha speso mille euro tra medicine, cure, analisi, etc, può detrarre dall’Irpef il 19% di questi costi, escludendo dalla detrazione la franchigia di 129,11 euro. Toglierà dunque dalle tasse 165,47 euro, corrispondenti a (1000-129,11) x19%.

In altri casi, la detrazione non corrisponde a una quota di un costo sostenuto, ma è determinata in base a una formula: è quanto avviene per le detrazioni familiari a carico.

Questa detrazione è difatti un’agevolazione per il contribuente che mantiene il coniuge, uno o più figli, un altro familiare convivente senza reddito, o con reddito inferiore a un determinato limite annuo. La formula da applicare varia in base alla parentela, al reddito dell’interessato e, per i figli a carico, anche in base alla loro età, al loro numero ed al riconoscimento di un handicap.

Quando un familiare è a carico?

Un familiare viene considerato a carico se il suo reddito annuo è inferiore a 2.840,51 euro. Se si tratta di un figlio di età non superiore a 24 anni, il limite aumenta a 4mila euro.

Non ha rilevanza il mese in cui il familiare a carico ha superato la soglia di reddito, in quanto, anche se la soglia è superata, per assurdo, il 31 dicembre, al contribuente, per l’intero anno, non spetta alcuna detrazione.

Coniuge e figli possono risultare a carico anche se non convivono col contribuente, mentre per gli altri familiari è richiesta la convivenza, a meno che il familiare a carico percepisca assegni alimentari non derivanti da provvedimenti giudiziari

Detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico può variare in base ai seguenti parametri:

  • suddivisione del carico con l’altro genitore: i figli difatti possono essere interamente a carico di un genitore, oppure al 50% di entrambi i genitori; abbiamo parlato dei criteri di ripartizione del carico in Guida alle detrazioni per figli a carico;
  • reddito complessivo;
  • età del figlio (minore di 3 anni o meno);
  • possesso di handicap da parte del figlio;
  • numero dei figli.

Il figlio è considerato a carico se il suo reddito complessivo (escluso l’eventuale reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze) non supera 2.840,51 euro annui, oppure 4mila euro annui se non ha superato i 24 anni, a prescindere dal fatto che risieda o meno con i genitori.

La detrazione è unica per tutti i figli: non è possibile, cioè, avere a carico un figlio al 100% e gli altri al 50%.

La detrazione può spettare per meno di 12 mesi all’anno se:

  • il figlio nasce o muore nel corso dell’anno fiscale;
  • il figlio si sposa ed è posto a carico del coniuge nell’anno fiscale.

Se il figlio compie 3 anni nel corso dell’anno fiscale, vanno rapportate ai mesi di spettanza due detrazioni diverse.

Gigino, figlio a carico di Claudio, compie 3 anni il 10 maggio 2020: la detrazione maggiorata per figli al di sotto dei 3 anni spetta a Claudio per 5 mesi, per i restanti 7 mesi gli spetta la detrazione ordinaria.

Calcolo detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico si calcola tramite una formula, che varia a seconda dell’età dei figli, dell’eventuale riconoscimento di un handicap, dell’eventuale carico spettante all’altro genitore e del numero dei figli:

  • figlio minore di 3 anni: 1.220 × [(95mila – reddito complessivo) / 95mila];
  • figlio da 3 anni in su: 950 × [(95mila – reddito complessivo) / 95mila].

Per ogni figlio, il minuendo e il divisore (cioè i 95mila euro) sono aumentati di 15mila euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, sarà pari alla seguente espressione:

  • 220 × [(125mila – reddito complessivo) / 125mila] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125mila – reddito complessivo) / 125mila] se il figlio ha da 3 anni in su.

I 95mila euro sono dunque aumentati di 15mila per il 2° figlio e di ulteriori 15mila per il 3° figlio, sino ad arrivare a 125mila euro.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro.

Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

Una volta calcolata la detrazione, questa deve essere dimezzata se i figli sono fiscalmente a carico di entrambi i genitori.

Attenzione: la formula matematica da applicare non è unica per tutti i figli ma, come osservato, deve essere calcolata una detrazione differente per ogni figlio. Ad esempio, se il contribuente ha 2 figli, di cui uno minore di 3 anni, ed uno maggiore di 3 anni portatore di handicap, considerando un reddito complessivo pari a 20.000 euro, ha diritto alle seguenti detrazioni:

  • per il figlio minore di 3 anni la detrazione teorica è pari a 1.220 euro ed il coefficiente è pari a 125.000 euro (aumento di 15.000 per ogni figlio successivo al primo); la detrazione è dunque pari a:
    • 220 × [(125.000 – 20.000) / 125.000]= 1.024,80 euro;
  • per il figlio con più di 3 anni portatore di handicap la detrazione teorica è pari a 950 euro aumentata di 400 euro, dunque pari a 1.350 euro ed il coefficiente è pari a 125.000 euro (aumento di 15.000 per ogni figlio successivo al primo); la detrazione è dunque pari a:
    • 350 × [(125.000 – 20.000) / 125.000]= 1.134 euro.

Pertanto, al contribuente spetta una detrazione complessiva, per i due figli a carico, di 2.158,80 euro: questo è l’importo da sottrarre all’imposta dovuta.

Detrazione per famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle detrazioni per ogni figlio a carico, spetta un’ulteriore detrazione, una sola per tutti i figli: si tratta del cosiddetto “Bonus famiglie numerose”.

Questa detrazione ammonta a 1.200 euro indipendentemente dal reddito del contribuente, nonché a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se nella famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per tutto l’anno.

Se il contribuente è incapiente, cioè se la detrazione è maggiore dell’imposta dovuta, questa non si azzera all’azzerarsi dell’imposta, come avviene per la detrazione per i familiari a carico: si genera invece un credito a suo favore pari all’importo del bonus non fruito, considerando le altre detrazioni spettanti già sottratte dai tributi dovuti.

L’Irpef dovuta da Marco è pari a 5mila euro; Marco ha già fruito delle detrazioni spettanti per familiari a carico pari ad un totale di 4800 euro, quindi con soli 200 euro su 1200 euro della detrazione famiglie numerose il tributo si azzera. I restanti mille euro possono allora essere utilizzati da Marco come credito d’imposta.

Detrazione per coniuge a carico

Se un contribuente ha a proprio carico il coniuge, in quanto questi ha un reddito annuo inferiore a 2840,51 euro, ha diritto alla corrispondente detrazione per coniuge a carico; il suo ammontare varia in base al reddito del solo contribuente.

Le stesse regole si applicano alle parti dell’unione civile.

La detrazione spetta se il coniuge non è effettivamente o legalmente separato (in questo caso, però, può spettare la detrazione per altri familiari a carico) o, chiaramente, divorziato.

La detrazione, a seconda della fascia di reddito di appartenenza, si calcola in questo modo:

  • reddito da 1 a 15.000 euro; la detrazione teorica spettante è pari a 800 euro; la detrazione effettiva si calcola con la seguente formula: 800 – [110x (reddito complessivo: 15.000)];
  • reddito da 15.001 euro a 29.000 euro: la detrazione spettante è pari a 690 euro;
  • reddito da 29.001 euro a 29.200 euro: la detrazione spettante è pari a 700 euro;
  • reddito da 29.201 euro a 34.700 euro: la detrazione spettante è pari a 710 euro;
  • reddito da 34.701 euro a 35.000 euro: la detrazione spettante è pari a 720 euro;
  • reddito da 35.001 euro a 35.100 euro: la detrazione spettante è pari a 710 euro;
  • reddito da 35.101 euro a 35.200 euro: la detrazione spettante è pari a 700 euro;
  • reddito da 35.201 euro a 40.000 euro: la detrazione spettante è pari a 690 euro;
  • reddito da 40.001 euro a 80.000 euro: la detrazione teorica spettante è pari a 690 euro; la detrazione effettiva si calcola con la seguente formula: 690 x [(80.000 – reddito complessivo) : 40.000].

La detrazione può spettare per meno di 12 mesi all’anno se:

  • i coniugi si sposano o si separano nel corso dell’anno fiscale;
  • il coniuge muore nell’anno fiscale.

Luca si sposa con Maria, che è senza reddito per tutto l’anno, nel mese di settembre. Maria è dunque a carico di luca da settembre in poi: l’importo della detrazione va diviso per 12 (mesi) e moltiplicato per 4 (mesi di spettanza della detrazione, cioè settembre, ottobre, novembre, dicembre).

Lo stesso procedimento si deve applicare in caso di separazione. Se il contribuente si separa nel mese di giugno, il coniuge può essere considerato a carico per 6 mesi (da gennaio a giugno compreso in quanto i mesi di matrimonio da considerare sono 6, anche se durante uno di questi mesi il matrimonio è cessato).

Detrazione per altri familiari a carico

Oltre ai figli ed al coniuge, il contribuente può avere a carico ulteriori familiari; gli altri familiari, per essere considerati fiscalmente a carico devono:

  • avere un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro;
  • convivere col contribuente, salvo il caso in cui il familiare a carico percepisca assegni alimentari non derivanti da provvedimenti giudiziari;
  • è necessario dimostrare che il carico sia stato effettivamente sostenuto in quanto risultante dalla convivenza o dall’erogazione di un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell’autorità giudiziaria

Questi ulteriori familiari per cui si può fruire della detrazione sono:

  • i genitori;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o che risultano a carico per provvedimenti dell’Autorità giudiziaria;
  • i nipoti nei confronti dei nonni;
  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione si calcola con la seguente formula:

  • 750 x [(80.000 – reddito complessivo) / 80.000]

Se il reddito complessivo del contribuente è uguale a zero o ad 80.000 non spetta alcuna detrazione.



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