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In arrivo una legge per proteggere medici e infermieri

14 Luglio 2020 | Autore:
In arrivo una legge per proteggere medici e infermieri

Dal Senato entro fine mese un provvedimento che inasprisce le sanzioni contro chi aggredisce il personale sanitario in ospedali o ambulatori.

Il Senato sta mettendo a punto una legge per tutelare medici e infermieri esposti agli scatti di ira dei cittadini che aggrediscono il personale sanitario negli ospedali o negli ambulatori. Il provvedimento, atteso da più di un anno, dovrebbe essere varato entro la fine di questo mese per tentare di porre fine alle violenze nelle strutture sanitarie, in particolare nei reparti di pronto soccorso. Episodi che, dopo l’emergenza coronavirus, stanno purtroppo riprendendo.

La nuova legge prevede un inasprimento di pene e sanzioni per chi alza le mani contro gli operatori sanitari, ma anche campagne informative, un Osservatorio nazionale e un’apposita Giornata di sensibilizzazione.

In particolare, di fronte a questi episodi di violenza sarà possibile procedere d’ufficio, senza che la persona offesa debba per forza presentare una querela, come già succede per i pubblici ufficiali. Oggi, l’articolo 583-quater del Codice penale punisce le lesioni gravi con la reclusione da 4 a 10 anni e quelle gravissime con il carcere da 8 a 16 anni. In virtù della nuova legge che uscirà entro la fine di luglio da Palazzo Madama, le stesse pene aggravate verranno applicate quando le lesioni gravi o gravissime siano provocate a danno del personale «esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso». In sostanza, tra le aggravanti comuni del reato viene inserito l’avere agito nei delitti commessi con violenza e minaccia proprio in danno di medici, infermieri o altri operatori socio-sanitari.

Verrà, inoltre, istituito l’Osservatorio nazionale per monitorare l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione a tutela del personale sanitario e socio-sanitario. Eliminato dalla legge, invece, il passaggio che prevedeva la possibilità per Asl e ospedali di costituirsi obbligatoriamente parte civile nei processi di aggressione nei confronti dei propri dipendenti.

Secondo il sindacato di categoria Anaao Assomed, il 65% dei medici sostiene di avere subìto aggressioni fisiche o verbali, in modo particolare al pronto soccorso. Circa 5mila, invece, gli infermieri che ogni anno si trovano in queste situazioni, secondo la Federazioni degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Statistiche a cui si devono aggiungere i tanti episodi che non vengono mai denunciati.



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