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Come il Coronavirus aumenterà i morti per Aids e malaria

14 Luglio 2020
Come il Coronavirus aumenterà i morti per Aids e malaria

I riflessi della pandemia sulle condizioni di altri malati, anche di quelli che non hanno contratto l’infezione. Rischiamo di pagare carissimo il black-out di alcuni servizi sanitari, durante l’emergenza.

Il Coronavirus ha reso più difficile l’assistenza ad alcuni pazienti. L’emergenza, che in molti Paesi ha portato al lockdown, è stata come una parentesi che ha fatto passare in secondo piano tutto il resto, comprese alcune cure e terapie.

Ci siamo più volte soffermati su questo aspetto, raccogliendo il grido d’allarme di malati preoccupati per la loro salute, data l’interruzione di alcuni servizi sanitari (per approfondire potete leggere qui: Coronavirus, come ha penalizzato i malati di sclerosi multipla; Tumore al seno, l’allarme sui lunghi tempi per la diagnosi). Restrizioni ha subito anche, ad esempio, l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza: in molti ospedali il servizio, già non sempre accessibile di per sé per l’obiezione di coscienza, è stato temporaneamente sospeso (ne abbiamo parlato qui: Aborto farmacologico, cosa c’è da sapere).

Il rischio, adesso, è quello di una «carneficina di ritorno», con vittime indirette del Covid: non perché l’hanno contratto ma perché, per un periodo, non si sono potute curare adeguatamente.

Quanti morti in più rischiamo 

È uno studio pubblicato su The Lancet Global Health ad accendere una luce sulla catastrofe cui potremmo andare incontro; ce ne parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos appena arrivata in redazione.

In particolare, secondo i ricercatori guidati da Timothy Hallett dell’Imperial College di Londra, nei prossimi cinque anni, alcuni Paesi a basso e medio reddito rischiano di registrare un aumento – rispettivamente del 10%, 20% e 36% – delle morti per Hiv, tubercolosi e malaria, per l’interruzione dei servizi sanitari causata dalla pandemia.

Come un’altra pandemia

L’unico modo per scongiurare queste morti, o comunque ridurne l’incremento, è dare priorità ai servizi più critici, in particolare alla fornitura di terapia antiretrovirale per l’Hiv, alla diagnosi e trattamento tempestivo della tubercolosi e alla fornitura di zanzariere trattate con insetticidi di lunga durata contro la malaria, affermano i ricercatori. Gli studiosi stimano che nelle aree fortemente colpite da queste malattie infettive, l’impatto di Covid-19 sugli anni di vita persi potrebbe, nel peggiore dei casi, arrivare ad avere dimensioni simili all’impatto diretto della pandemia stessa.

I decessi per malaria in tutto il mondo sono diminuiti della metà dal Duemila, ma i progressi si sono arrestati quando le zanzare e i parassiti sono diventati resistenti ai prodotti. «La pandemia Covid-19 e le azioni intraprese per contrastarla potrebbero annullare alcuni dei progressi compiuti contro le principali malattie come l’Hiv, la tubercolosi e la malaria negli ultimi due decenni, aggravando così l’onere» causato nel mondo «dalla pandemia», afferma Hallett. Un effetto a catena che potrebbe essere ampiamente «evitato mantenendo i servizi di base e proseguendo con le misure preventive».



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