L’Oms spiega come riaprire le scuole in sicurezza

14 Luglio 2020
L’Oms spiega come riaprire le scuole in sicurezza

Le indicazioni degli esperti di Ginevra per la ripresa delle attività didattiche. L’importanza della ventilazione dei locali per garantire il ricambio dell’aria.

L’Organizzazione mondiale della sanità, conosciuta in breve come Oms, detta le linee sulla riapertura delle scuole in sicurezza. Gli esperti di Ginevra sono intervenuti in un focus destinato a scuole e Covid-19 e si sono soffermati sui problemi pratici che possono verificarsi negli ambienti scolastici, dalla ventilazione all’uso delle mascherine.

Innanzitutto, un dato positivo: «Ad oggi sono stati segnalati pochi focolai che coinvolgono bambini o scuole. E il piccolo numero di focolai, segnalati tra il personale docente e non, suggerisce che la diffusione di Covid-19 all’interno di contesti educativi potrebbe essere limitata», dichiara l’Oms all’Adnkronos Salute, evidenziando che finora «bambini e adolescenti fino a 18 anni rappresentano dall’1 al 3% delle infezioni segnalate, anche se questa fascia d’età costituisce il 29% della popolazione mondiale».

Ma il pericolo rimane, perché «anche se i bambini sembrano meno colpiti – spiegano – possono avere un numero maggiore di contatti nelle scuole. Sono in corso degli studi per valutare il rischio di infezione nei bambini e per comprendere meglio la trasmissione in questa fascia di età». Inoltre, poiché i bambini «hanno generalmente una malattia più lieve e un minor numero di sintomi, a volte i casi possono passare inosservati». Il rischio però cresce, secondo l’Oms, all’aumentare dell’età: «I primi dati degli studi suggeriscono che i tassi di infezione tra gli adolescenti possono essere più alti rispetto ai bambini più piccoli».

Tenuto conto di questi fattori, quali misure adottare per una riapertura in sicurezza? Gli esperti dell’Oms invitano a tener conto del tasso di circolazione del virus, ma anche a «rispettare misure di igiene e distanziamento, adottare una ventilazione naturale dei locali evitando il ricircolo d’aria e a far sì che chi sta male resti a casa».

Quanto alle mascherine, l’Oms è del parere che «la decisione di indossarle dipende dalla valutazione del rischio. Ad esempio, quanto è estesa Covid-19 nella comunità? La scuola può garantire una distanza fisica di almeno 1 metro? Ci sono studenti o insegnanti con problemi di salute?» chiedono gli esperti.

L’Oms osserva che le mascherine in tessuto «sono raccomandate per prevenire la trasmissione nella popolazione generale nei luoghi chiusi, in particolare laddove non è possibile effettuare il distanziamento» e ritiene che questo criterio di validità «potrebbe includere la scuola. Possono anche aiutare a proteggere gli altri, perché chi le indossa può essere infetto prima che compaiano i sintomi della malattia».

Inoltre, gli esperti ricordano che «è importante che chiunque si senta male resti a casa e chiami il medico». L’Oms insiste sul fatto che le scuole dovrebbero applicare la politica di «stare a casa in caso di malessere» e considerare le opzioni per uno screening all’arrivo. L’Organizzazione sta collaborando con scienziati di tutto il mondo «per sviluppare protocolli che i Paesi possono utilizzare per studiare la trasmissione di Covid negli istituti scolastici», precisano da Ginevra.

Inoltre, è fondamentale «l’igiene delle mani» ed anche «le misure di pulizia ambientale dovrebbero essere implementate per limitare l’esposizione»

Fra le principali indicazioni fornite dall’Oms c’è quella relativa al ricambio dell’aria: «Se possibile, utilizzare una ventilazione pulita e naturale all’interno degli edifici, senza ricircolo d’aria. Se è necessario ricircolo d’aria, i filtri e i sistemi di condizionamento devono essere puliti regolarmente e sostituiti secondo le istruzioni del produttore. I sistemi di riscaldamento e raffreddamento dovrebbero essere ben tenuti».

L’Oms infine invita a garantire il distanziamento fisico di almeno 1 metro tra le persone nei locali della scuola e nelle aule. Ma suggerisce anche «variazioni nelle pause e nei momenti del pranzo, alternando gli orari di presenza e garantendo una buona ventilazione nelle aule». Le opzioni di tele-didattica e di apprendimento a distanza «dovrebbero essere adattate» a questa nuova situazione ed esigenze.



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