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COME FARE PER: sapere se il tasso di interesse del conto ha usura

8 Settembre 2014 | Autore:
COME FARE PER: sapere se il tasso di interesse del conto ha usura

La verifica dell’usura di un fido in conto corrente è complessa e richiede l’analisi di voci di costo secondo formule di matematica finanziaria per lo più ignote al comune cittadino correntista, per cui si ricorre alla “perizia econometrica”, che enti o associazioni di esperti contabili offrono di solito in modo gratuito perché preliminare ad un più ampio servizio di consulenza fiscale alle imprese.

Abbiamo più volte affrontato la questione dell’usura bancaria, ma ci arrivano ancora richieste di chiarimento, da parte di non pochi lettori, su come fare per verificare subito se il tasso di interesse del conto corrente presenti usura.

L’usura è, nel linguaggio comune, la pratica di concedere prestiti a tassi di interesse eccessivi e quindi illegali, tali cioè da rendere il rimborso della somma prestata molto difficile se non impossibile: va da sé la riprovevolezza morale e sociale di tale pratica, volta a costringere il debitore ad accettare condizioni poste dal finanziatore, detto anche “strozzino”, a proprio vantaggio.

È chiaro quindi che l’usura, di per sé, viene in ogni caso considerata illecita e vietata. Il problema si pone ancora oggi, tuttavia, a causa delle complesse clausole contrattuali cui deve sottostare il cittadino, contraente per adesione e quindi correntista, nei rapporti con la propria banca, perché nei vari moduli contrattuali possono annidarsi oneri eccessivi che, nel complesso, possono considerarsi usurari.

Il problema si pone non solo quando si debba contrattare con la banca un mutuo o un leasing, soprattutto da parte di un imprenditore, ma anche quando si abbia un fido di conto corrente, del tutto usuale in qualsiasi corrente bancario. La verifica dell’usura di un fido in conto corrente è complessa e richiede l’analisi di voci di costo secondo formule di matematica finanziaria per lo più ignote al normale cittadino correntista.

Di ciò ha tenuto conto il nostro legislatore, che nella riforma del 1996 ha inteso delineare un importante e oggettivo discrimine tra il lecito e l’illecito nel settore dell’erogazione del credito [1].

Nonostante questa importante riforma, tuttavia, le banche continuarono ad essere poco trasparenti, anche sfruttando successivi interventi legislativi male coordinati tra loro e con testi normativi anche contraddittori, che favorivano la moltiplicazione degli oneri a carico del correntista: al punto che ciò richiese interventi e precisazioni a più riprese da parte della giurisprudenza di legittimità, quando cioè i contenziosi con le banche arrivarono in ultima istanza presso la Corte di Cassazione.

Ora, grazie a queste precisazioni della giurisprudenza, riprese poi dal legislatore in leggi più chiare, per il calcolo dell’usura bancaria si deve tener conto di tutte quelle competenze e spese abusivamente addebitate al correntista oltre agli interessi ultralegali, come la già dichiarata illegittima “commissione di massimo scoperto” [2], le spese di revisione fido, quelle fisse di tenuta e di chiusura del conto, quelle assicurative, e gli interessi anatocistici [3] calcolati su tali spese complessive.

In termini tecnici si ha usura se il TEG Tasso Effettivo Globale su base annua supera il Tasso Soglia Usura (TSU). Quest’ultimo va calcolato tenendo conto del livello del Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) che risulta dalla rilevazione fatta ogni tre mesi da Bankitalia per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Individuato il TEGM bisogna incrementarlo del 50% per ottenere il TSU. Dal 2011 è stato modificato il metodo di calcolo del tasso soglia, riducendo dal 50% al 25% l’incremento e aggiungendo un margine fisso di 4 punti percentuali.

Rimandiamo, per una più approfondita analisi sul calcolo dell’usura bancaria, all’articolo “Banche e conti: mosse per schivare usura e aiuti interessati” su questa rivista [4].

Ricordiamo che lo strumento principale per poter verificare gli interessi usurari e altre clausole abusive del nostro conto corrente bancario è la perizia econometrica [5].

Vogliamo però rassicuravi, in conclusione, che è ormai difficile che le banche applichino interessi usurari nei tassi di interessi per fidi o prestiti. Tutti gli istituti di credito si sono dotati di sistemi informatici idonei a verificare, al momento della liquidazione periodica degli interessi, le competenze sui conti correnti quando queste vanno a determinare un tasso di interesse superiore al TEGM, calcolato trimestralmente dalla Banca d’Italia, in modo da restare al di sotto del TSU.

Se aveste dubbi, tuttavia, sulla presenza di altri interessi passivi occulti, al di qua della soglia di usura, che la banca percepisca non di meno in aggiunta all’interesse percepito sull’utilizzo da parte del correntista della somma di c/c, potete sempre chiedere chiarimenti al personale della vostra banca, che di solito non esiterà, vedendovi informati, a togliere al  vostro c/c molte spese che non abbiano una valida giustificazione e una sicura base di calcolo.


note

[1] L’usura bancaria è stata introdotta dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996 ”Disposizioni in materia di usura” che ha riformulato l’art. 644 del Codice Penale apportandovi significative modifiche affiancando ai parametri puramente soggettivi, previsti dalla vecchia formulazione, nuovi parametri cosiddetti “oggettivi”. Tale intervento normativo ha ampliato l’ambito di applicazione del reato di usura e di conseguenza l’area di tutela offerta dalla norma, la quale non opera più esclusivamente nei casi in cui sussista lo “stato di bisogno” del quale taluno abbia “approfittato” conseguendo vantaggi per sé o per altri, ma anche ogni qual volta il limite, cosiddetto Tasso Soglia d’Usura posto dall’art. 2 della stessa L.108/96 venga superato. Pertanto, quella che era una norma destinata ad offrire tutela in casi estremi (nell’ambito dei quali l’usura costituiva  l’anello di una catena di fattispecie delittuose spesso complesse e più gravi), grazie all’intervento legislativo del 1996 ha acquisito una diversa e significativa rilevanza.

[2] https://www.laleggepertutti.it/31130_commissione-di-massimo-scoperto-e-illegittima-e-non-va-pagata, e https://www.laleggepertutti.it/31134_la-commissione-di-massimo-scoperto-istruzioni-pratiche

[3] Si veda alla voce “anatocismo bancario” su questo portale. e, in particolare,https://www.laleggepertutti.it/31051_anatocismo-ecco-come-difendersi-dalle-banche

[4] https://www.laleggepertutti.it/53261_banche-e-conti-mosse-per-schivare-usura-e-aiuti-interessati

[5] Il servizio di consulenza fiscale e contabile di SDL Centro Studi (www.sdlcentrostudi.it)  consente una prima analisi gratuita della situazione per il rilevamento di interessi usurari o anatocistici. Laddove si riscontrasse la presenza di usura in un conto corrente bancario, tramite l’esame degli scalari trimestrali, il correntista viene messo nella condizione di  poter richiedere i danni patiti fino all’annullamento dell’intero contratto bancario, ottenendo la restituzione delle somme sottratte.

Autore immagine: 123rf com


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