Foto minori sui social: serve il consenso dei genitori?

15 Luglio 2020 | Autore:
Foto minori sui social: serve il consenso dei genitori?

La legge tutela i ragazzi anche su internet: chi ha la responsabilità genitoriale è legittimato ad agire per chiedere la rimozione delle immagini pregiudizievoli.

Sei un genitore e un giorno navigando su Facebook oppure scorrendo le immagini di un gruppo Whatsapp ti accorgi che la foto di tuo figlio, minorenne, è stata pubblicata a tua insaputa e senza il tuo consenso. Non sono immagini compromettenti ma normali scene di vita quotidiana: può trattarsi di una partita di calcio o di un altro evento sportivo, di una recita scolastica, di una gita o semplicemente di un momento di condivisione tra un gruppo di amici.

Ma il punto fondamentale è: puoi opporti a queste pubblicazioni avvenute senza il tuo preventivo consenso e, quindi, chiedere la rimozione delle foto apparse sui social o sulle varie piattaforme di messaggistica? La risposta è positiva: bambini e ragazzi sono considerati soggetti deboli e l’ordinamento giuridico intende preservare il corretto sviluppo della loro personalità. Un’immagine inappropriata (per l’atteggiamento, il modo di vestire, le compagnie, il luogo o qualsiasi altro elemento) potrebbe nuocergli e creare loro pregiudizio, senza che ora essi se ne rendano conto, anche non nell’immediato ma quando saranno adulti.

Il consenso alla pubblicazione delle foto

Ma prima di affrontare il panorama delle tutele bisogna fare una distinzione tra i minori infraquattordicenni e quelli di età superiore. La legge [1] infatti prevede che il minore che ha compiuto i 14 anni può esprimere il proprio consenso al trattamento dei dati personali che lo riguardano; quindi potrà prestarlo egli stesso, nel momento in cui si iscrive su Facebook, Instagram, Whatsapp, Telegram o Tik Tok e da qui iniziare a pubblicare le proprie foto.

Invece per i ragazzi e le ragazze che non hanno ancora 14 anni il consenso dovrà essere prestato «da chi esercita la responsabilità genitoriale»: dunque i genitori naturali o adottivi o, se mancano, i parenti più prossimi o il loro tutore. Abbiamo trattato questo argomento in “foto di minori su internet: fino a che età decidono i genitori“.

Il consenso inizialmente rilasciato – dal minore stesso o dai suoi genitori – non copre indiscriminatamente tutte le future pubblicazioni di immagini che lo ritraggono: rimane ferma la possibilità dei genitori dei figli minorenni, senza limite di età, di opporsi alla pubblicazione, condivisione e qualsiasi forma di diffusione in tutti i casi in cui essa avvenga o sia avvenuta senza il loro espresso consenso.

La richiesta di rimozione delle immagini

Il Regolamento Europeo sulla privacy [2] dispone, innanzitutto, che ogni trattamento di dati personali effettuato dai social network (definiti come «servizi della società dell’informazione») è lecito solo se l’interessato ha espresso il consenso, personalmente nei casi in cui ciò è consentito (in Italia, al di sopra dei 14 anni) o attraverso i genitori.

La medesima normativa europea dispone anche che il titolare del trattamento debba verificare se questo consenso sia stato prestato o autorizzato; quindi una segnalazione documentata di un genitore al gestore della piattaforma circa la presenza di foto pubblicate o diffuse senza un legittimo consenso imporrà la rimozione dai contenuti visibili al pubblico o alla cerchia in cui l’immagine è diffusa. Se la società non si adeguerà prontamente, potrai avviare l’azione inibitoria di cui tra poco ti parleremo.

Le foto pubblicate da altri

Spesso, accade che le foto vengano scattate e pubblicate da altri soggetti, diversi dalla famiglia di appartenenza del bambino o del ragazzo, ma in questo modo vengono violate (molte volte in buona fede e del tutto inconsapevolmente) le regole stabilite per le foto dei minori che compaiono sui social e che come abbiamo visto richiedono il preventivo consenso dei genitori. Queste norme sono valide anche nei casi di genitori separati o divorziati, salvo il caso di affidamento esclusivo del minore ad uno dei due. Così non basta la decisione unilaterale di uno dei due, senza informare l’altro. La scelta di diffondere o meno l’immagine del minore è delicata e richiede l’assenso di entrambi.

L’azione inibitoria 

La normativa sulla protezione dei dati personali non è l’unica disciplina applicabile alla pubblicazione di foto e video che ritraggono minori. Ad aiutare c’è anche una norma del Codice civile [3] intitolata «Abuso dell’immagine altrui» che consente, nel caso in cui l’immagine dei figli sia stata pubblicata fuori dei casi consentiti, oppure con pregiudizio al decoro o alla reputazione (si pensi ai casi di un ragazzo o una ragazza ritratto in comportamenti sconvenienti o offensivi), di chiedere al giudice del tribunale civile, anche in via d’urgenza, la cancellazione di queste immagini e dunque la cessazione dell’abuso. In questi casi è possibile anche richiedere il risarcimento dei danni.

La protezione dal cyberbullismo

Infine, la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo [4] stabilisce che nessun minore può essere «oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione» e garantisce che ove ciò avvenga – si pensi ai casi di cyberbullismo – «il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti». In questi casi i legittimati ad agire per la tutela dei suoi diritti saranno proprio i genitori o gli altri esercenti la responsabilità genitoriale, che potranno richiedere al gestore del social o al giudice le forme di protezione che abbiamo esaminato.


note

[1] Art. 2 quinquies del D. Lgs. n. 101 del 10 agosto 2018 “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali“.

[2] Art. 6, par. 1, lett. a) ed art. 8 del Regolamento (UE) n.2016/679.

[3] Art. 10 Cod. civ.

[4] Art. 16 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con Legge 27 maggio 1991, n. 176.


1 Commento

  1. Ho chiesto diverse volte a Facebook (nella pagina di un loro associato) la rimozione della foto di mia nipote di 8 anni, fatta in un luogo aperto al pubblico, ma con un primo piano specifico di lei e un’altra persona. Mi hanno sempre risposto che la foto non viola i loro standard di regolamento. Posso e come pretendere tale rimozione.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube