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Autostrade, il Governo ha deciso sui Benetton

15 Luglio 2020 | Autore:
Autostrade, il Governo ha deciso sui Benetton

La Cassa depositi e prestiti avvierà la trattativa per diventare socio di maggioranza di Aspi e prendere il posto dei Benetton. Negoziato entro il 27 luglio.

Dopo un Consiglio dei ministri durato sei ore, il Governo ha dato mandato a Cassa depositi e prestiti di avviare il negoziato per entrare nell’assetto azionario di Autostrade per l’Italia come socio di maggioranza. Sarà, dunque, la Cassa depositi e prestiti a definire, per volere dell’Esecutivo, «il percorso di uscita dei Benetton» e a prendere il loro posto in Aspi nella gestione delle autostrade italiane.

Nella lunga trattativa andata in corso nell’arco della giornata di ieri con il ministero dell’Economia e poi con il Governo nella notte, i Benetton si sarebbero detti disponibili a lasciare tutto l’azionariato di Atlantia, abbandonando dunque la quota in Aspi. Ma solo a determinate condizioni. Per questo, «entro e non oltre il 27 luglio, si aprirà un negoziato con la Cassa depositi e prestiti, destinato a diventare socio di maggioranza di Aspi.

Lo schema sul quale si è trovata l’intesa è questo: Cassa depositi e prestiti entra nel capitale, Autostrade diventa di fatto una public company, e i Benetton progressivamente usciranno. «Restano all’inizio con un 10-12 per cento e poi escono definitivamente nel giro di qualche mese», confermano fonti vicine al Governo. Se l’accordo raggiunto all’alba non dovesse essere rispettato dai Benetton «la revoca è sempre sul tavolo». Ma, si spiega, l’accordo è stato «firmato con una loro nota, dovrebbero ovviamente rispettarlo».

Ecco il testo integrale del comunicato di Palazzo Chigi alla fine del Consiglio dei ministri che si è concluso all’alba:

«Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo.

La proposta – continua il comunicato – prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario. Punti relativi alla transazione:

  • misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro (relativo al crollo del ponte Morandi di Genova, ndr);
  • riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge Milleproroghe (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162);
  • rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario;
  • aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario;
  • rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge Milleproroghe;
  • accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’Art con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.

Punti relativi all’assetto societario del concessionario. In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi si sono impegnate a garantire:

  • l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp), attraverso:
    1. la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp;
    2. l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali;
    3. la cessione diretta di azioni ASPI a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi;
    4. la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di Aspi dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di ASPI in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di ASPI, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento».


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