Covid: tassato il bonus per l’adeguamento dell’azienda

15 Luglio 2020 | Autore:
Covid: tassato il bonus per l’adeguamento dell’azienda

Per l’Agenzia delle Entrate, il credito concorre alla formazione della base imponibile ai fini di imposte dirette e Irap. Non è così per la sanificazione.

Adeguare gli ambienti di lavoro alle misure di sicurezza contro la diffusione del Covid-19 è obbligatorio. Pagare le tasse sul bonus erogato per questo adeguamento, anche. Lo ha chiarito recentemente l’Agenzia delle Entrate. Discorso diverso per le spese relative alla sanificazione e all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, che hanno un altro trattamento fiscale.

In pratica, il credito d’imposta introdotto per aiutare le attività economiche ad adeguare gli ambienti di lavoro concorre, secondo l’interpretazione dell’Agenzia, alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte dirette e dell’Irap. Il che vuol dire, appunto, che tale credito viene tassato.

Non è così, invece, per il credito d’imposta per le spese di sanificazione e per l’acquisto dei Dpi, poiché la non concorrenza – precisano le Entrate – è espressamente prevista, cosa che non succede per i costi dell’adeguamento dei locali.

L’Agenzia fa riferimento, in entrambi i casi, alle spese effettivamente sostenute nel 2020, requisito essenziale per beneficiare del credito d’imposta. Ma ci possono essere delle differenze. Il Fisco, infatti, stabilisce che chi opera sulla base del criterio di cassa, cioè i lavoratori autonomi e le imprese minori, dovranno avere riguardo al momento di effettivo pagamento della spesa «indipendentemente dalla data di avvio degli interventi e degli investimenti cui i pagamenti si riferiscono».

Chi, invece, fa capo al criterio di competenza sarà tenuto a considerarlo in relazione alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020 sempre «indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono». Stando così le cose, resterebbe escluso il costo che prevede l’inizio degli interventi nel mese di gennaio 2021 o gli interventi che iniziano nel 2020 ma finiscono l’anno successivo. Va da sé che, in questo caso, la spesa non potrebbe ricadere nel periodo d’imposta 2020 e, quindi, non potrebbe accedere al beneficio del credito.



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