Diritto e Fisco | Articoli

Come farsi cancellare la multa

15 Luglio 2020
Come farsi cancellare la multa

Impugnazione verbale per contravvenzione multa stradale: vantaggi e svantaggi, opportunità e rischi dei singoli metodi di ricorso. 

Se hai ricevuto una multa sbagliata o clamorosamente ingiusta hai molte più possibilità di fartela annullare dal giudice di pace che, dallo stesso comando di polizia, che l’ha elevata. Se anche la legge ti consente di presentare un ricorso in autotutela all’organo accertatore, il più delle volte questo tende a non rispondere o a negare la richiesta del cittadino. In questi casi, l’unica soluzione è quindi il ricorso all’autorità giudiziaria.

In verità, se ti stai chiedendo come farsi cancellare la multa, devi sapere che, oltre al giudice, hai anche la possibilità di ricorrere al prefetto, peraltro entro 60 giorni dal ricevimento del verbale (a fronte dei soli 30 giorni per l’atto al giudice di pace); ma, anche in questo caso, parliamo di un organo inserito nella pubblica amministrazione e, come tale, di parte. Insomma, la terzietà e il tecnicismo di una decisione imparziale sono garantiti solo nelle aule dei tribunali, quelle però anche più costose e perciò non sempre convenienti.

Detto ciò, cerchiamo di capire, più nel dettaglio, come farsi cancellare la multa. Lo faremo però in modo diverso da come potrai trovarlo trattato su altri siti. Qui, infatti, affronteremo il problema in modo pratico, tenendo conto di ciò che più conviene e di quali possibilità, nella prassi, si hanno per far valere i propri diritti. Ma procediamo con ordine.

Mezzi per farsi cancellare la multa

Prima di parlare delle contestazioni che si possono sollevare contro un verbale per infrazione al Codice della strada (contestazioni che, per ovvie ragioni, sono diverse a seconda del tipo di violazione commessa), dobbiamo parlare di quelle che sono le modalità di ricorso che la legge consente ad ogni automobilista.

Iniziamo dalle buone notizie. Si può chiedere l’annullamento della multa anche senza avvocato. In questo campo, infatti, la presenza del difensore tecnico non è necessaria. Certo è però che, nel caso di ricorso al giudice di pace, la presenza del legale è consigliata visto il tecnicismo delle regole che disciplinano la procedura civile.

Non sperare invece che il vigile stesso che ti ha appena consegnato il verbale possa ripensarci e strapparlo. Una volta emesso, l’atto diventa irretrattabile, se non a seguito delle procedure che a breve indicheremo. Quindi, non fidarti degli agenti che, magari solo per rabbonirti lì per lì, ti promettono di cancellare la multa e di non tenerne conto.  

L’autotutela

Esistono tre modi per farsi cancellare la multa. Il primo è il ricorso in autotutela rivolto allo stesso organo che ha emesso l’atto. Tutto ciò che bisogna fare è indirizzare una raccomandata o una posta elettronica certificata in cui, allegando l’atto contestato, se ne evidenziano i vizi. 

Come anticipato, si tratta di uno strumento poco efficace visto che le autorità tendono quasi sempre a confermare la propria decisione, laddove rispondano (cosa tutt’altro che scontata).

Ecco perché è bene riservare tale soluzione solo alle ipotesi in cui il vizio è palese. Si pensi al caso di una multa in cui non vi è coincidenza tra la targa dell’auto e il suo proprietario o al caso di una sanzione per una multa che è stata già regolarmente estinta nei termini.

Il ricorso al prefetto

Il secondo modo per farsi cancellare la multa è il ricorso al prefetto. Anche in questo caso, puoi agire con una lettera spedita direttamente in Prefettura o al comando della polizia che ti ha elevato il verbale, il quale avrà poi l’obbligo di inviarlo in Prefettura. 

Questa soluzione presenta alcuni lati positivi e altri negativi. Da un lato si tratta di un metodo di ricorso gratuito: non bisogna infatti pagare alcuna imposta né presentare atti in carta bollata. Puoi quindi indirizzare il tuo ricorso spedendolo come una normale raccomandata o, addirittura, per risparmiare le spese postali, consegnarlo a mano all’ufficio protocollo (ricorda di farti rilasciare la ricevuta). 

Allo stesso modo, non richiede la presenza di un avvocato né la partecipazione ad udienze. Se lo vorrai, potrai chiedere al prefetto di essere sentito di persona, possibilità che ti è concessa dalla legge, specie se devi chiarire alcune questioni pratiche per avvalorare la tua tesi, ma non è necessario. 

Altro vantaggio di questo sistema è che puoi sperare nell’accoglimento del ricorso facendo leva sull’inefficienza della pubblica amministrazione. E, difatti, la legge stabilisce che, se la risposta al ricorso non arriva entro un termine prefissato (180 giorni se hai inviato il ricorso alla polizia; 210 giorni se lo hai spedito direttamente al prefetto), il silenzio si considera accoglimento e la multa, quindi, automaticamente annullata. 

Non devi poi disperare se il prefetto dovesse rigettare il tuo ricorso: nei successivi 30 giorni avresti comunque la possibilità di ricorrere al giudice di pace contro tale diniego.

Ora veniamo, però, agli aspetti negativi di tale strumento. Il prefetto è un superiore gerarchico della polizia che ha elevato il verbale e, di solito, sposa sempre interpretazioni favorevoli alla pubblica amministrazione. Ciò significa che la possibilità di vincere il ricorso è piuttosto risicata, salvo si tratti di vizi particolarmente evidenti e documentabili con prove scritte. Si pensi al caso di una persona che riceva la multa dopo i 90 giorni previsti dalla legge per la spedizione del verbale o alla contravvenzione fatta con l’autovelox su un tratto di strada non ricompreso tra quelli che il prefetto stesso ha autorizzato per la contestazione differita.

Insomma, il ricorso al prefetto ha margini di riuscita tutte le volte in cui non c’è da interpretare alcuna norma e il vizio è rilevabile in modo immediato e diretto.

Il ricorso al giudice di pace

Ultima chance che ti rimane per far annullare la multa è il ricorso al giudice di pace. Qui devi sapere che la legge ti mette a disposizione un giudice onorario che, il più delle volte, è un ex avvocato o comunque un esperto di diritto. Il che significa che la sua visione del diritto è molto più ampia rispetto agli organi della pubblica amministrazione. Dal giudice di pace ti puoi quindi aspettare anche interpretazioni evolutive delle norme, che potrebbero andare a tuo favore, a sostegno cioè di tesi nuove e coraggiose. 

Ecco perché si ricorre al giudice di pace quando si tratta di avanzare motivi di contestazione non così evidenti come quelli che invece potrebbero essere rilevati dallo stesso prefetto.

Il difetto di tale strumento è che è a pagamento: bisogna pagare i costi del contributo unificato che non sono mai inferiori a 40 euro circa. E poi c’è la parcella dell’avvocato per chi non vuol fare tutto da solo. Non in ultimo, in caso di soccombenza, c’è il rischio di pagare le spese processuali alla controparte, fermo restando comunque la possibilità di fare appello e, in ultimo, ricorso in Cassazione.

Davanti al giudice di pace, poi, bisogna presenziare alle udienze, che non sono mai meno di due: il che rende anche lungo e noioso il giudizio.

Motivi per farsi cancellare la multa

Più difficile è trattare i motivi per farsi cancellare la multa. Questi, infatti, dipendono sia dal tipo di infrazione che dalle modalità della sua contestazione. Su questo stesso sito è possibile ricercare numerosi articoli che trattano l’argomento, sicché cercheremo di non dilungarci troppo e di riferire solo le contestazioni più comuni e più facilmente riconoscibili.

C’è innanzitutto la questione dei termini. Un verbale, se non consegnato nell’immediatezza al trasgressore, deve essergli spedito entro 90 giorni dalla violazione (a prescindere poi dal giorno in cui il postino consegna la raccomandata). Un solo giorno di ritardo rende la multa completamente nulla. Il vizio non può più essere sanato essendo ormai spirati i termini.

Per chi riceve una multa con autovelox ci sono una serie di elementi da verificare. Innanzitutto, bisogna accertarsi che il verbale indichi la data dell’ultima taratura dell’apparecchio, operazione che va compiuta almeno una volta all’anno. Anche tale indicazione però non costituisce certezza categorica dell’adempimento, sicché il trasgressore potrà sempre chiedere di verificare l’originale del certificato di taratura e collaudo. 

Poi, bisogna considerare che, se l’infrazione non viene contestata nell’immediatezza ed è stata elevata su una strada urbana a scorrimento o su una strada extraurbana secondaria, devono essere indicati nel verbale gli estremi dell’ordinanza prefettizia che autorizza la polizia a elevare multe in modalità automatica.

Le multe per sosta sulle strisce blu possono essere contestate se, nelle adiacenze, non vi sono spazi destinati al parcheggio gratuito, a meno che un provvedimento comunale individui tale luogo come zona storica, ad alta densità abitativa o comunque di particolare rilevanza urbanistica.

Ogni errore formale sul verbale, che possa compromettere la possibilità di difesa (ad esempio, l’omessa indicazione della data della contravvenzione o del luogo ove essa è stata compiuta) determina la nullità dell’atto.

Il verbale deve indicare l’autorità e i termini entro cui fare ricorso ma l’inesatta compilazione non ne implica la nullità ma solo la remissione nei termini per chi abbia errato nel procedere all’impugnazione.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube