Tumore colon-retto: nuove speranze per pazienti inguaribili

15 Luglio 2020 | Autore:
Tumore colon-retto: nuove speranze per pazienti inguaribili

La scoperta di un team a guida italiana suggerisce l’uso di un farmaco che agisce da inibitore di uno tra i geni mutati più diffusi nei casi di cancro.

Si accende un lume di speranza per i pazienti che soffrono di tumore al colon-retto che oggi vengono giudicati inguaribili. Uno studio condotto a livello internazionale da un team di esperti guidati dal torinese Alberto Bardelli e coordinati dalla calabrese Sandra Misale ha esaminato sui modelli cellulari gli effetti di un farmaco sperimentale contro il cancro che agisce da inibitore del Kras G12C, uno dei geni mutati più comuni nei tumori che interessano, appunto, il colon-retto ma anche i polmoni o il pancreas. Secondo gli studiosi, aggredire clinicamente i tumori con la mutazione di questo gene può aprire nuove prospettive per i pazienti.

L’équipe guidata da Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare all’Irccs Candiolo e docente del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, e da Misale, dottorata dell’Università di Torino, e attualmente ricercatrice associata al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha provato a spiegare i meccanismi di resistenza agli inibitori del gene Kras G12C nel cancro al colon-retto. Usando modelli in vitro preclinici, è stato dimostrato che, nonostante la presenza della stessa mutazione del gene Kras, le linee cellulari del cancro ai polmoni e del cancro al colon-retto rispondevano in modo differente all’inibizione del gene Kras G12C. Le cellule del cancro ai polmoni subivano un’inibizione forte e duratura, mentre la crescita delle cellule del cancro al colon-retto veniva ostacolata solo marginalmente e per un breve periodo di tempo.

Sandra Misale lo spiega così: «In questo lavoro, abbiamo cercato di comprendere i meccanismi alla base delle differenze nelle cellule del cancro ai polmoni e del cancro al colon-retto. I dati – continua la ricercatrice di Palmi – ci dicono che, nonostante ospitino la stessa mutazione, ci sono differenze intrinseche nel manifestarsi tra i due tipi di cancro, che si traduce in sensibilità diverse dell’inibizione del gene Kras G12C».

In parole povere (per quanto possibile), alla base di questa differenza ci sono vari livelli di attivatori del gene Kras nei due diversi tipi di tumore. I recettori presenti sulla superficie delle cellule, in particolare i recettori del fattore di crescita epidermico, sono proteine coinvolte nell’attivazione del gene nelle cellule. Quello che ha dimostrato questo studio è che nel cancro al colon-retto tale meccanismo di attivazione è responsabile della limitata risposta all’inibizione di Kras G12C. Quindi – e qui si arriva alla conclusione – attaccando i recettori del fattore di crescita epidermico con medicinali mirati, i modelli di cancro al colon-retto trattati con inibitori del gene Kras G12C possono bloccare la proliferazione e indurre la morte delle cellule tumorali.

Questi medicinali specifici, gli anticorpi monoclonali, sono già approvati per il trattamento di altri sottotipi di cancro al colon-retto. Il gruppo di ricerca ha testato questa combinazione farmacologica in modelli preclinici derivati da pazienti affetti da cancro al colon-retto, fra cui organoidi tumorali, riscontrando una riduzione della crescita del cancro e, in alcuni casi, la completa regressione del tumore.



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