Diritto e Fisco | Articoli

Quando spetta il bonus Renzi

16 Luglio 2020 | Autore:
Quando spetta il bonus Renzi

Bonus Irpef, trattamento integrativo della retribuzione e detrazione per i dipendenti: come funzionano i nuovi benefici fiscali.

Ti hanno detto che il bonus Renzi, pari a 80 euro mensili, da ora in poi è aumentato fino a 100 euro, diminuendo per chi ha redditi sino a 40mila euro annui? Occorre fare un po’ di chiarezza.

Il bonus Renzi, a partire da luglio 2020, è abolito. Al suo posto, diventa operativo un nuovo bonus da 100 euro mensili, il trattamento integrativo della retribuzione, che spetta sino a un reddito annuo di 28mila euro. Sopra i 28mila euro e sino a 40mila euro di reddito, spetta invece una detrazione aggiuntiva, il cui importo cambia in base al reddito complessivo annuo del lavoratore.

Quindi, se ti stai domandando quando spetta il bonus Renzi, deve esserti innanzitutto chiaro che il bonus Renzi non c’è più, ma che ci sono, al suo posto, due nuovi benefici. Quale “bonus” ti spetta? Questo dipende dal tuo reddito complessivo ai fini fiscali, non solo dal reddito di lavoro dipendente: se il suo ammontare supera 40mila euro, non hai diritto ad alcuna somma aggiuntiva sulla retribuzione.

Devi comunque percepire un reddito di lavoro dipendente o assimilato, anche se a rilevare per il diritto ai benefici fiscali è l’ammontare del reddito complessivo. Chi non percepisce redditi derivanti da un’attività di lavoro subordinata, o assimilati (sono esclusi i redditi di pensione ed alcune tipologie di compenso), non ha diritto né al nuovo bonus Irpef, né alla detrazione aggiuntiva, anche se rispetta la soglia reddituale prevista per uno dei due benefici.

Ma procediamo con ordine e, dopo aver ricordato il funzionamento del bonus Renzi, osserviamo come funzionano i due nuovi benefici fiscali.

Come funziona il bonus Renzi?

Il bonus Renzi spetta a coloro che hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati:

  • nella misura di 80 euro mensili se il reddito complessivo non supera 24.600 euro;
  • in una misura minore, sino ad azzerarsi, se il reddito complessivo è nella fascia dai 24.600 ai 26.600 euro;
  • l’ammontare del bonus viene anche riproporzionato sulla base delle giornate di lavoro nell’anno.

Fabio, dipendente, ha un reddito annuo complessivo pari a 23mila euro, ma ha lavorato solo 200 giornate nell’anno. Il bonus spettante non è pari, allora, a 960 euro (cioè a 80 euro al mese per 12 mesi), ma a 526,03 euro anni (960/ 365 giorni x 200 giornate lavorate).

Attenzione: sotto la soglia d’incapienza non spetta alcun bonus. Che cos’è la soglia d’incapienza? È il limite di reddito annuo al di sotto del quale il contribuente non paga l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Vuoi approfondire? Leggi la nostra “Guida al bonus Renzi“.

Come funziona il nuovo bonus Irpef?

Ecco come funziona il nuovo bonus Irpef, o meglio il trattamento integrativo della retribuzione [1]. Questo trattamento integra i redditi di lavoro dipendente e assimilati nella misura mensile di 100 euro; il beneficio spetta a chi possiede un reddito complessivo di lavoro dipendente e assimilato sino a 28mila euro annui.

Per il 2020, l’ammontare del beneficio è di 600 euro (cioè di 100 euro per 6 mesi, dato che parte da luglio).

Dal 2021 in poi, spetta nella misura annua di 1200 euro, cioè 100 euro per 12 mesi.

Qual è il reddito complessivo per il bonus Irpef e il bonus Renzi?

Quale valore si deve considerare nel reddito complessivo? Il reddito complessivo, secondo il Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), è costituito dalla somma di tutti i redditi (fondiari, di fabbricati, lavoro, pensione, capitale, diversi…) posseduti dal contribuente.

Secondo le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate [2], per determinare il reddito rilevante ai fini del diritto sia al bonus Renzi, che al bonus Irpef e alla nuova detrazione, bisogna partire dal reddito complessivo lordo, non dal reddito imponibile, poi bisogna:

  • aggiungere l’eventuale ammontare della quota di reddito esente prevista per i ricercatori e per i lavoratori rientrati in Italia;
  • sottrarre l’ammontare delle eventuali somme erogate come Tfr in busta paga, laddove consentito;
  • sottrarre l’eventuale bonus bebè spettante;
  • sottrarre il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • aggiungere i redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca, nonostante siano soggetti a tassazione separata.

Per maggiori approfondimenti: “Bonus Irpef e reddito complessivo“.

Quali sono i redditi di lavoro dipendente e assimilati?

Abbiamo osservato che, sia per il diritto al bonus Renzi, che al bonus Irpef e alla detrazione aggiuntiva, possono ottenere i benefici coloro che hanno prodotto redditi di lavoro dipendente e assimilati. Quali sono i redditi assimilati a quelli di lavoro subordinato?

Si tratta dei seguenti redditi:

  • i compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca;
  • le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi connessi all’attività di lavoro subordinato, esclusi quelli che da contratto devono essere riversati al datore di lavoro e quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  • le somme corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente con l’erogante;
  • le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, connessi:
    • alla funzione di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
    • alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
    • alla partecipazione a collegi e commissioni;
    • ad altri rapporti di collaborazione non qualificati come lavoro autonomo o subordinato;
  • le remunerazioni dei sacerdoti, nonché le congrue e i supplementi di congrua;
  • i compensi per l’attività libero professionale intramuraria:
    • del personale dipendente del Ssn;
    • del personale docente universitario e dei ricercatori che svolgono attività assistenziale presso le cliniche e gli istituti universitari di ricovero e cura;
    • del personale e del personale laureato medico ed odontoiatra di ruolo dell’area tecnico-scientifica e sociosanitaria, che svolga anche le funzioni di assistenza (entro limiti specifici);
  • le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni, a meno che:
    • le prestazioni non siano rese da soggetti che esercitano un’arte o professione;
    • le prestazioni non siano state effettuate nell’esercizio di impresa commerciale;
  • i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie e agli esperti del tribunale di sorveglianza, ad esclusione di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  • le indennità percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo;
  • le indennità, comunque denominate, percepite per le cariche elettive e per le funzioni costituzionali, con i conseguenti assegni vitalizi percepiti in dipendenza dalla cessazione delle suddette cariche elettive e funzioni;
  • l’assegno del Presidente della Repubblica;
  • le rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle aventi funzione previdenziale;
  • le pensioni complementari, comunque riconosciute;
  • gli altri assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro;
  • i compensi percepiti per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni di legge.

Come funziona la detrazione fiscale aggiuntiva?

La detrazione fiscale aggiuntiva spetta, ugualmente, a chi percepisce redditi di lavoro dipendente ed assimilati, con un reddito complessivo annuo tra 28mila e 40 mila euro.

Questa detrazione cambia sulla base del reddito percepito ed è rapportata al periodo di lavoro.

Ecco come calcolare la detrazione:

  • se il reddito è tra 28mila e 35 mila euro, si deve utilizzare la seguente formula:
    • 480+ 120 x [(35.000- reddito complessivo) /7.000];
  • se il reddito complessivo è tra 35mila e 40mila euro, la formula è la seguente:
    • 480 x [(40.000- reddito complessivo) /5.000].

note

[1] DL 3/2020.

[2] Circ. n. 9/E/2014.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube