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Si può ritirare la denuncia di un sinistro?

25 Settembre 2020 | Autore:
Si può ritirare la denuncia di un sinistro?

Comunicazione di avvenuto sinistro: cos’è, come si fa e a cosa serve? Risarcimento diretto: come funziona? Truffa assicurativa: quando scatta?

Tutti sanno che, nel caso di incidente stradale, occorre contattare immediatamente la propria assicurazione per intraprendere la procedura che condurrà al risarcimento dei danni. In genere, la comunicazione deve essere fatta immediatamente, e comunque non oltre tre giorni dal momento dell’evento. Può accadere, però, che la denuncia di sinistro sporta nell’immediatezza del fatto si sia rivelata troppo affrettata, in quanto dal sinistro non è derivato alcun danno. In un caso del genere, si può ritirare la denuncia di un sinistro?

Facciamo un’altra ipotesi. Tizio e Caio tamponano a un incrocio. Tizio ritiene di aver ragione e si reca subito dal suo assicuratore per denunciare il sinistro. La sera stessa, Caio contatta Tizio e si offre di pagargli il danno senza coinvolgere le assicurazioni. In un’ipotesi simile, è possibile annullare la denuncia del sinistro fatta alla propria compagnia assicuratrice? Come procedere? Ci sono rischi in una condotta del genere? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme se si può ritirare la denuncia di un sinistro.

Denuncia di sinistro: cos’è?

La denuncia di un sinistro altro non è che la comunicazione, inerente a un incidente tra veicoli, inoltrata a una società assicuratrice.

Lo scopo della denuncia è quella di informare l’assicurazione del sinistro avvenuto, affinché essa si attivi per la procedura che condurrà al risarcimento del danno patito dalla vittima dell’incidente.

Denuncia di sinistro: come si fa?

La denuncia di sinistro può essere fatta in carta semplice, senza alcuna formalità. È sufficiente che nella lettera si indichino le proprie generalità, il numero di polizza, la targa del veicolo e si descriva la dinamica dell’incidente.

Ovviamente, se si è a conoscenza del nome della controparte, cioè dell’autore del danno, sarà opportuno indicare anche le generalità di quest’ultimo, accompagnate dal numero di targa del veicolo che conduceva al momento del sinistro.

La denuncia può essere spedita mediante raccomandata con ricevuta di ritorno direttamente alla sede legale della compagnia assicuratrice, oppure tramite pec.

In alternativa, ci si può recare di persona presso l’agenzia presente sul territorio, la quale provvederà a far compilare un modello di denuncia di sinistro.

Denuncia sinistro: a cosa serve?

La denuncia di sinistro serve ad informare l’assicurazione dell’incidente che ha coinvolto il veicolo assicurato, al fine di intraprendere la procedura di risarcimento del danno.

Peraltro, è appena il caso di ricordare che il conducente danneggiato può ottenere il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione, la quale poi si rivarrà su quella del danneggiante.

Si tratta della procedura di risarcimento diretto: secondo la legge, in caso di sinistro tra due veicoli a motore dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento alla loro impresa di assicurazione [1]. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il risarcimento diretto

Il risarcimento diretto consente al danneggiato di rivolgersi direttamente alla propria assicurazione per ottenere il risarcimento del danno.

Fino a qualche anno fa, il conducente che aveva patito un danno (alla vettura e/o fisico) dalla condotta illecita altrui doveva fare richiesta all’assicurazione del danneggiante affinché venisse ristorato: si tratta di quella che, ancora oggi, viene definita procedura ordinaria di risarcimento.

Il risarcimento diretto abbrevia i tempi della pratica, in quanto è il cliente danneggiato a doversi rivolgere direttamente alla sua compagnia assicurativa, la quale, fatti i dovuti accertamenti, dovrà provvedere a risarcirgli il danno. Dopodiché, l’impresa potrà rivalersi sull’assicurazione del danneggiante, chiedendo il rimborso di quanto pagato.

il risarcimento diretto non si applica nelle seguenti ipotesi:

  • nei casi di incidente avvenuto fuori dall’Italia, dalla Repubblica di San Marino o dallo Stato del Vaticano;
  • quando la controparte danneggiante risieda all’estero;
  • quando siano coinvolti più di due veicoli (ad esempio, nella classica ipotesi di tamponamento a catena);
  • nei sinistri in cui il danneggiato alla guida abbia riportato danni gravi, cioè lesioni superiori al nove per cento di invalidità permanente. In questo caso, è comunque possibile richiedere il risarcimento per i danni alle cose e al veicolo; nonché al terzo trasportato, al quale non si applica un limite all’entità delle lesioni.

Denuncia sinistro: si può ritirare?

In teoria, nulla vieta che una denuncia di sinistro si possa ritirare. Tale tipo di comunicazione, infatti, non è equiparabile alla denuncia penale la quale, una volta sporta, non può essere ritrattata.

Il problema è che il ritiro vero e proprio è possibile solamente se la denuncia, ad esempio, è stata consegnata alla propria agenzia ma non ancora spedita alla sede legale della società. In tutti gli altri casi, se la denuncia è stata oramai spedita, al massimo si potrà inviare una controdenuncia che privi di effetto la prima.

In altre parole, una volta inviata la denuncia di sinistro, bisognerà comunicare tempestivamente all’assicurazione che la situazione è stata risolta diversamente, magari mediante accordo bonario tra le parti.

Insomma: per “neutralizzare” la prima denuncia di sinistro occorre inoltrare nel minor tempo possibile una successiva comunicazione con cui si spieghi che la procedura di risarcimento non occorre più.

Il problema, però, è che un’operazione del genere potrebbe far insospettire l’assicurazione, la quale potrebbe pensare che i conducenti dei veicoli coinvolti stiano architettando una truffa. Vediamo di cosa si tratta.

Truffa assicurativa: cos’è?

Il ritiro della denuncia di un sinistro potrebbe in teoria essere il campanello di allarme per una truffa assicurativa.

Secondo il codice penale [2], chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Alla stessa pena soggiace chi, per arricchirsi ai danni dell’assicurazione, cagiona a se stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro.

Orbene, una denuncia di sinistro sporta e poi ritirata potrebbe far sorgere molti sospetti all’assicurazione, la quale potrebbe ritenere che il successivo ripensamento altro non è che un pentimento da parte di chi ha in un primo momento tentato di truffare l’assicurazione e successivamente si è tirato indietro.

Pensa, ad esempio, a colui che alla denuncia di sinistro alleghi il referto del pronto soccorso, e poi decida di tornare sui suoi passi chiedendo all’assicurazione di bloccare la procedura di risarcimento.

In un caso del genere, la spiegazione più razionale del ritiro della denuncia sta nel risarcimento che l’autore del danno ha deciso di sua spontanea volontà di offrire al danneggiato. Tuttavia, l’assicurazione potrebbe insospettirsi e chiedere ragione del mutamento di intenzione.

Dunque, per evitare di incorrere in un reato di truffa assicurativa, è bene che il ritiro della denuncia di sinistro sia giustificata e sorretta da valide ragioni. Magari, alla lettera con cui si comunica il ritiro della denuncia è bene allegare l’eventuale scrittura privata con cui le parti si sono messe d’accordo per provvedere da sé al risarcimento e/o alla riparazione del danno.


note

[1] Art. 149 codice delle assicurazioni private (D. lgs. n. 209/2005).

[2] Art. 642 cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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