Cronaca | News

Pedopornografia: bambini torturati in diretta sul web

15 Luglio 2020
Pedopornografia: bambini torturati in diretta sul web

Stanze dell’orrore nel lato oscuro della rete, dove venivano commesse sevizie su minori fino a provocare la morte. Gli spettatori paganti potevano chiedere specifiche violenze.

Non c’è limite agli orrori che l’uomo può commettere e il web amplifica le possibilità di violenza collegata alla pedopornografia. Una nuova indagine ha scoperto bambini abusati sessualmente e torturati fino alla morte, con spettatori che pagavano somme in Bitcoin per assistere al terribile spettacolo.

Le “stanze dell’orrore” erano dislocate sul dark web, il lato profondo e oscuro della rete internet. L’inferno è apparso davanti agli occhi degli investigatori, i carabinieri del Comando provinciale di Siena, quando oggi hanno eseguito due perquisizioni a carico di due minorenni piemontesi, ora indagati per istigazione a delinquere e diffusione di materiale pedopornografico nell’operazione chiamata “Delirio”.

È così affiorata – spiegano gli investigatori all’Adnkronos – «la parte più oscura e drammatica del ‘deep web‘», un contesto internet riservato e criptato, «dove circolano immagini di efferata violenza, anche in situazioni ‘live’», cioè in diretta, riprese dal vivo e trasmesse mentre stanno accadendo. «Agli utenti che sono riusciti ad accedere a questi ambienti reconditi, viene consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti». Violenze praticate anche su richiesta dei partecipanti virtuali, perché «gli spettatori possono richiedere determinate azioni ai diretti protagonisti».

I crudeli spettatori di queste atrocità sono disponibili a pagare in criptovalute: «Per vedere video registrati si paga meno, mentre per assistere ‘live’, in diretta a sevizie che terminano con la morte del bambino si paga molto di più». Addirittura – proseguono gli inquirenti – «si può interagire a pagamento con gli aguzzini: chiedere ad esempio che venga amputato un braccio oppure versato sul corpo del bambino seviziato olio bollente». Tutto questo fornisce «guadagni altissimi alle organizzazioni straniere che compiono tali atti disumani».

I nomi dei due 17enni sono emersi in un’indagine partita lo scorso ottobre perché nelle loro chat fornivano «una descrizione dettagliata ed inquietante delle loro esperienze nel deep web»; il ragazzo «raccontava alla sua amica delle cosiddette ‘red room’, stanze dell’orrore, in cui gli utenti più attrezzati tecnologicamente riescono ad accedere a pagamento per assistere a violenze sessuali e torture praticate ‘in diretta’ da soggetti adulti su minori».

Ora le investigazioni hanno consentito di accertare le modalità di accesso al ‘deep web’, dove vengono acquisite e poi fatte circolare le immagini del nuovo e macabro genere ‘gore’, «con esecuzioni, omicidi, smembramenti, atti sessuali compiuti in danno di animali, estrapolazioni di organi, castrazioni, immagini raccapriccianti e pedopornografia ai danni di bambini piccolissimi», rilevano i carabinieri.

Le immagini rinvenute e già sequestrate riguardano tre tipologie dell’orrore che gli inquirenti descrivono così:

  1. video pedopornografici autorealizzati da minorenni, che si riprendono nudi o intenti al compimento di atti sessuali;
  2. video realizzati da adulti, relativi ad atti sessuali e violenze compiuti da soggetti minorenni (anche di sesso femminile) ai danni di minori, anche in tenerissima età (2-4 anni);
  3. video ‘gore’, per lo più associati a simboli nazisti.

Nel corso delle perquisizioni eseguite oggi a carico dei due 17enni piemontesi, sono stati rinvenuti e sequestrati telefoni cellulari, personal computer, tablet, chiavette usb e memorie esterne per pc i cui contenuti verranno ora analizzati dai Carabinieri che conducono l’indagine, che finora registra 25 indagati (19 minorenni e 6 maggiorenni) residenti in 13 province italiane.

L’operazione di oggi costituisce un risultato eccezionale: «Questa è la più recondita ed occulta frontiera del ‘deep web’, emersa con dovizia di particolari dalle indagini», sottolineano gli investigatori, che hanno visionato le immagini di bambini in tenera età, stuprati e torturati per compiacere gli spettatori paganti. Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Firenze, Antonio Sangermano, dichiara che questo risultato «lascia intendere che il ‘deep web’ sia caratterizzato da diversi livelli di accessibilità di cui l’ultimo, il più impervio da conoscere, sia caratterizzato da pedopornografia e tortura, non solo alimentata da video realizzati chissà dove, ma anche da condotte ‘live’ con compartecipazione concorsuale di alcuni utenti paganti».



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube