Cure anti-Covid: la denuncia dei medici di famiglia

15 Luglio 2020 | Autore:
Cure anti-Covid: la denuncia dei medici di famiglia

Secondo la Federazione di categoria, non ci sono né strumenti né informazioni per aiutare i dottori di fiducia a prevenire e a combattere il virus.

Medici di famiglia sul piede di guerra per essere lasciati da parte sulle cure contro il coronavirus. Il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, denuncia che la categoria si trova «senza gli strumenti terapeutici adeguati» e che, inoltre, «anche l’informazione sui pochi farmaci oggi utilizzati contro la malattia viene negata», visto che alle aziende farmaceutiche a cui, con una serie di regole, è in fondo delegata gran parte dell’informazione sulle specifiche molecole, non è consentito informare i camici bianchi che non possono prescriverle.

«Arriviamo così all’assurdo – spiega Scotti – che io posso andare a visitare un paziente a casa, rischiando anche la vita, ma non ho nulla da prescrivergli e non ho informazioni su eventuali terapie prescritte in ospedale». Il segretario della Fimmg allarga le braccia: «Al momento la situazione è questa», anche se si continua a indicare nel medico di famiglia e nel territorio la soluzione per una più efficace risposta al controllo della pandemia.

L’informazione su farmaci che non sono nella disponibilità del medico di famiglia attualmente «è lasciata alla libera iniziativa e alla buona volontà del collega, che deve autonomamente cercarle. Il pubblico offre poco in questo senso, non c’è un investimento serio sulla formazione dei medici del territorio sulle terapie che non prescrivono. Non ci sono alternative concrete pubbliche».

Una situazione che va ben oltre l’emergenza Covid: secondo Scotti, «è conseguenza di una norma che non consente ai medici di avere abbastanza dati anche sui farmaci usati in oncologia o nei piani terapeutico per diabete o Bpco. Ed è illogico, perché il medico di famiglia, in questo modo, non può nemmeno essere di supporto al paziente per eventuali effetti avversi».

Insomma, la Federazione lamenta di avere degli strumenti molto scarsi per aiutare la popolazione a combattere il coronavirus. «Dopo il blocco dell’idrossiclorochina, in una prima fase usata off label – conclude Scotti – non possiamo prescrivere quasi nulla direttamente. Attraverso un percorso di farmacia ospedaliera possiamo utilizzare antiretrovirali, ma ci sono regole diverse da Regione a Regione, ed eparine».



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