Lavoro: riparte la riforma degli ammortizzatori sociali

15 Luglio 2020
Lavoro: riparte la riforma degli ammortizzatori sociali

Il ministro Nunzia Catalfo spiega i programmi: lunedì riprendono i tavoli di confronto tra sindacati e imprese, chiusura lavori entro il 31 ottobre.

Tornano i tavoli di confronto al ministero del Lavoro tra i rappresentanti dei sindacati e quelli delle imprese: si ricomincia lunedì, ha annunciato oggi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, intervenendo al Question time alla Camera dei deputati.

Al centro della prima convocazione, spiega il ministro, ci sarà il tema della sicurezza, che «deve tornare centrale anche nel mondo del lavoro». Ma i temi in discussione toccheranno soprattutto la riforma degli ammortizzatori sociali, che più volte lo stesso ministro Catalfo ha preannunciato.

«Ho convocato al ministero le parti sociali: il 23 luglio le organizzazioni sindacali e il 27 quelle datoriali», ha detto Catalfo rispondendo a un’interrogazione sui possibili tempi di attuazione della riforma. Il ministro del Lavoro ha già istituito una commissione di esperti e oggi ha annunciato che «come previsto dal decreto ministeriale di nomina, la commissione dovrà concludere i lavori entro il 31 ottobre. Sto già operando per far sì che la riforma veda la luce nel più breve tempo possibile».

Nei programmi del ministro, i contenuti della riforma saranno molto ampi: «È necessario creare un sistema di sostegno al reddito in costanza di rapporto che sia universale, ossia in grado di inserire in un meccanismo assicurativo tutte le imprese e i lavoratori ma che, al contempo, permetta di valorizzare differenze e specificità di aziende e settori produttivi», ha detto nel suo intervento alla Camera, riportato dall’Adnkronos.

Proprio ieri Catalfo aveva annunciato sulla sua pagina Facebook che «adesso è il momento di riformare questo sistema. Servono strumenti innovativi, capaci di garantire una rete di protezione temporanea ai lavoratori delle imprese che intendono sospendere una parte della produzione e di accompagnare il lavoratore in un percorso di transizione occupazionale, al fine di evitare il successivo passaggio per lunghi periodi in Naspi e, soprattutto, la sua esclusione dal mercato del lavoro: dobbiamo progettare un meccanismo nuovo, in grado di tutelare tutti i lavoratori, nessuno escluso. E a tal fine il tavolo in corso con il ministro Paola Pisano servirà ad accelerare questo cambiamento».

Catalfo non si è sottratta alle domande sui pagamenti della Cassa integrazione – che molti lavoratori non hanno ancora percepito – e ha detto che «con riferimento ai pagamenti effettuati risulta che, alla data del 7 luglio: sono 3.120.499 i lavoratori per i quali è stato chiesto il pagamento di almeno un’integrazione salariale mensile: di essi, 3.031.495 sono stati già pagati e ammontano a 89.004 quelli che devono ancora essere pagati. Risulta quindi pagato il 97,1% dei lavoratori aventi diritto». Ma subito dopo ha precisato che «rispetto al totale dei 3,1 milioni per i quali è stata presentata domanda di pagamento delle prestazioni al 7 luglio scorso, l’Inps deve ancora erogare 370.976 integrazioni salariali mensili».



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