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Lo stagista ha diritto alla malattia?

16 Luglio 2020
Lo stagista ha diritto alla malattia?

Nel nostro ordinamento sono previste delle particolari forme di impiego per favorire l’accesso dei giovani al mondo del lavoro.

Sentiamo spesso parlare dell’Italia come di una repubblica degli stagisti. Con questo termine si intende ironizzare sul fatto che, nell’attuale mercato del lavoro, molto spesso le principali offerte di lavoro prevedono un rapporto di stage o tirocinio. Si tratta, a ben vedere, di tipologie di assunzione che dovrebbero riguardare solo i giovanissimi che stanno frequentando un percorso di studio oppure che lo hanno terminato da poco e accedono per la prima volta al mondo del lavoro.

Ma quali sono i diritti dello stagista? Lo stagista ha diritto alla malattia? Come vedremo, il rapporto di stage o tirocinio non è un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. Ne deriva che la gran parte dei diritti previsti dalla legge per i lavoratori subordinati non si applicano agli stagisti. Specifiche legislazioni regionali hanno, tuttavia, introdotto delle forme di tutela nei confronti dei giovani tirocinanti.

Che cos’è lo stage?

Si sente spesso parlare della necessità di un forte raccordo tra il mondo della formazione ed il mondo del lavoro. Il sistema scolastico italiano viene spesso criticato perché non preparerebbe adeguatamente lo studente ad entrare nel mondo del lavoro. Al fine di avvicinare sempre di più il mondo dell’istruzione al mondo del lavoro sono state introdotte delle specifiche tipologie di lavoro che hanno un forte contenuto formativo.

Detto in altri termini, si prevede sempre più spesso che, all’interno di un determinato piano di studi o di un percorso formativo, lo studente debba anche fare esperienza diretta nel mondo del lavoro, lavorando per un periodo presso un’azienda, uno studio professionale, un ente pubblico o qualsiasi altra realtà lavorativa attinente a ciò che lo studente sta studiando e a ciò che dovrà fare quando avrà terminato il suo percorso di studi ed entrerà nel mercato del lavoro. Lo stage o tirocinio nasce proprio da questa esigenza.

Si tratta di un periodo di formazione trascorso dallo studente presso un’azienda, uno studio professionale o un ente che persegue la finalità di consentire allo stagista di acquisire delle competenze pratiche specifiche che non sono facilmente ottenibili attraverso il solo studio teorico.

Le competenze che lo stagista può acquisire direttamente sul campo sono fondamentali per il suo progressivo inserimento all’interno del mercato del lavoro e per far comprendere allo studente quali saranno le attività concrete che dovrà svolgere quando terminerà gli studi.

Lo stage non è un rapporto di lavoro subordinato in quanto, a differenza del normale rapporto di lavoro [1], l’oggetto dello stage non è lo scambio tra la prestazione di lavoro e la retribuzione ma la formazione dello stagista.

Il rapporto di stage coinvolge tre soggetti:

  1. lo stagista;
  2. il soggetto ospitante;
  3. l’ente promotore.

Lo stagista è, generalmente, uno studente che sta seguendo un determinato corso di studi o che ha terminato da pochissimo tempo un determinato percorso formativo.

Il soggetto ospitante è un’impresa, un ente pubblico, uno studio professionale o qualunque altra realtà lavorativa nella quale lo studente, alla fine del periodo formativo, potrebbe essere assunto in linea con il percorso formativo seguito.

L’ente promotore è, invece, l’istituto formativo presso il quale lo stagista sta seguendo o ha appena concluso il percorso formativo. Può trattarsi, dunque di un’università pubblica o privata, di un ufficio scolastico regionale, di un’agenzia del lavoro, dei centri per l’impiego, centri pubblici di formazione professionale, cooperativa sociale, strutture formative private.

La convenzione di stage

Per attivare uno stage è necessario che il soggetto ospitante e l’ente promotore stipulino un’apposita convenzione di stage. E’ sulla base di questo accordo quadro che i singoli stagisti verranno inviati dall’ente promotore presso il soggetto ospitante per seguire il periodo di stage concordato.

La convenzione ha ad oggetto un progetto formativo in cui devono essere illustrati:

  • gli obiettivi che la convenzione persegue;
  • le modalità di svolgimento dello stage;
  • la durata dello stage;
  • le posizioni assicurative;
  • i nomi dei soggetti aziendali che svolgeranno il ruolo di tutor nei confronti degli stagisti, sia presso la struttura ospitante sia presso l’ente promotore.

Quali sono le tipologie di stage?

Le tipologie di stage non sono tutte uguali; infatti, lo stage si differenzia sulla base del fine perseguito e del soggetto interessato.

Sulla base di questi elementi di differenziazione è possibile distinguere tre diverse tipologie di stage:

  1. tirocinio curriculare: in questo caso il tirocinio viene disposto da istituti d’istruzione secondaria e universitari (istituti professionali, istituti tecnici, licei, corsi di laurea) all’interno del percorso di studio per favorire l’alternanza tra scuola e lavoro. La durata dello stage curriculare va dai 4 mesi degli studenti di scuola secondaria fino a un massimo di 12 mesi per gli altri casi;
  2. tirocinio formativo e di orientamento: in questo caso lo stage è finalizzato a favorire la transizione dei giovani dalla formazione al lavoro, consentendo loro un primo contatto diretto con il mercato del lavoro. Lo stage formativo e di orientamento può essere attivato entro dodici mesi dal conseguimento, da parte dello stagista, del titolo di studio (diploma di scuola secondaria di secondo grado, laurea, dottorato di ricerca) per un massimo periodo di 6 mesi;
  3. tirocinio di inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro: questa tipologia di stage può avere una durata massima di 6 mesi e ha lo scopo di reinserire nel mercato del lavoro soggetti che ne sono stati esclusi. Proprio per questo tale tipologia di stage si applica a lavoratori inoccupati o disoccupati, beneficiari di ammortizzatori sociali sulla base di accordi specifici, lavoratori disabili (per un massimo di 24 mesi), persone svantaggiate (per un massimo di 12 mesi), richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Quali sono i diritti dello stagista

Come abbiamo detto, lo stage non costituisce un rapporto di lavoro subordinato. Alla base dello stage, infatti, è assente il sinallagma presente nel contratto di lavoro, ossia, lo scambio tra lavoro e retribuzione.

Lo stagista non viene ospitato presso il soggetto ospitante per lavorare ma per formarsi ed acquisire le competenze necessarie al suo inserimento nel mercato del lavoro. Per questo non è prevista una retribuzione (intesa in senso tecnico come corrispettivo per la prestazione di lavoro) a favore dello stagista in quanto, almeno teoricamente, non vi è alcuna attività lavorativa da remunerare.

Resta, comunque, inteso che, nel corso del tempo, il rapporto di stage è stato spesso abusato. Gli stagisti sono stati spesso adibiti a mansioni analoghe a quelle dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato; spesso non è stata erogata loro la formazione dovuta. Per evitare tali abusi la legge [2] ha comunque previsto una regolamentazione minima dello stage che è stata demandata ad un apposito accordo tra Stato e Regioni, essendo la materia della formazione tra quelle che rientrano nella potestà legislativa concorrente tra Stato e regioni [3].

L’accordo sullo stage si è tradotto nelle “Linee guida in materia di tirocini” [4]. L’attività dello stagista non può superare le 40 ore a settimana. La fascia oraria in cui lo stagista può prestare la propria attività presso il soggetto ospitante va dalle ore 6 alle ore 24. E’ possibile far lavorare lo stagista anche di domenica e nei giorni festivi, a patto di recuperare la giornata di lavoro festiva il successivo giorno feriale .

Lo stage non prevede il diritto dello stagista a ferie e permessi o aspettativa.

Parimenti, non vi sono regole che disciplinano la cessazione del rapporto di stage in quanto, non essendo un rapporto di lavoro subordinato, non sono applicabili le norme previste in caso di licenziamento. Ne consegue che lo stage può essere interrotto in ogni momento senza necessità di preavviso.

Per quanto riguarda la retribuzione dello stagista, con abbiamo detto, non può essere riconosciuta allo stagista una retribuzione vera e propria.

Per il tirocinio curriculare non è previsto alcun rimborso spese. Per il tirocinio extracurriculare, invece, le linee guida prevedono il diritto dello stagista ad una indennità di partecipazione, che deve essere erogata per intero a fronte della partecipazione dello stagista ad almeno il 70% dell’attività formativa.

La determinazione del quantum dell’indennità è, tuttavia, rimessa dalle Linee guida alle regioni. Si prevede solo un importo minimo, pari a 300 euro lordi mensili.

L’indennità di partecipazione dello stagista varia, dunque, da regione a regione in quanto, trattandosi di una normativa di competenza regionale, le regioni hanno previsto una regolamentazione diversa. Si passa da regioni in cui l’indennità è pari al minimo, ossia a 300 euro lordi al mese, fino a regioni in cui l’indennità prevista è pari a 600 o addiruttura a 800 euro al mese lordi.

Lo stagista ha diritto alla malattia?

In caso di malattia, lo stagista non ha i diritti e le tutele che spettano, normalmente, al lavoratore malato. Ciò in quanto, come abbiamo già evidenziato, lo stage non è un rapporto di lavoro subordinato e, dunque, non possono essere applicate allo stagista le tutele previste per il lavoratore subordinato in caso di malattia. Ne consegue che, se si ammala, lo stagista non riceverà la tutela economica di malattia prevista dalla legge, ossia, l’indennità di malattia Inps.

Le linee guida prevedono che, in caso di sospensione del rapporto di stage, allo stagista non spetta l’indennità di partecipazione. Lo stagista non dovrà nemmeno richiedere al proprio medico e consegnare al soggetto ospitante il certificato di malattia. Lo stagista dovrà semplicemente concordare con il proprio tutor l’assenza per malattia fino a quando non sarà guarito e potrà tornare in servizio.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 1 co. 34-26, L. 92/2012.

[3] Art. 117 Cost.

[4] Accordo del 25 maggio 2017 tra il Governo, le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano sul documento recante “Linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento”


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