Cassa integrazione: le regole per avere le altre 9 settimane

16 Luglio 2020 | Autore:
Cassa integrazione: le regole per avere le altre 9 settimane

Necessaria l’autorizzazione della Regione sia per le prime 5 settimane sia per le ulteriori 4. Le tipologie di lavoratori interessati.

Ci vorrà l’autorizzazione della Regione per accedere alle ulteriori nove settimane di cassa integrazione in deroga (5+4) introdotte dal decreto Rilancio. Nel caso in cui siano stati concessi dei periodi parziali, bisognerà presentare una nuova domanda per fruire ancora dell’ammortizzatore. Lo ha appena precisato l’Inps.

Il meccanismo, dunque, è il seguente. Le aziende che hanno avuto il via libera dalle Regioni per le prime nove settimane di cassa integrazione in deroga relative al periodo dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, hanno la possibilità di chiedere all’Inps altre cinque settimane di ammortizzatore. Una volta completate, i datori di lavoro dovranno presentare una nuova domanda per le restanti quattro settimane anche per i periodi antecedenti il 1° settembre 2020. Le imprese che hanno sede nelle zone rosse hanno accesso complessivamente a 22 settimane, che diventano 13 per le aziende ubicate nelle zone gialle.

Per avere diritto alle cinque settimane di cassa, e pertanto alle ulteriori quattro successive, occorre aver completato l’iter con le Regioni, alle quali resta la competenza per autorizzare il completamento dell’intero primo periodo.

Hanno diritto all’ammortizzatore legato all’emergenza coronavirus i datori del settore privato che non possono avere le tutele previste dalla normativa sulla sospensione o la riduzione di orario in costanza del rapporto di lavoro, così come i lavoratori delle imprese fallite, anche se sospesi.

Per quanto riguarda i dipendenti interessati, sono compresi i lavoratori delle tre tipologie di apprendistato, i lavoratori a domicilio e i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti iscritti all’Inpgi.

Il sostegno al reddito è allargato anche al settore sportivo professionistico per quanto riguarda i lavoratori iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti che nel 2019 hanno avuto una retribuzione lorda fino a 50mila euro.



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