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Denunciare affitto in nero dopo aver lasciato la casa

16 Luglio 2020
Denunciare affitto in nero dopo aver lasciato la casa

Entro quanto tempo si può denunciare il padrone di casa per l’affitto non registrato?

La legge prevede dei termini di prescrizione per punire i reati così come delle decadenze per accertare le infrazioni amministrative. Il tempo, insomma, gioca un ruolo chiave nella repressione dei comportamenti illeciti dei cittadini. Ci si chiede se ciò valga anche in ambito fiscale e, in particolare, in materia di affitto. Si può denunciare un affitto in nero dopo aver lasciato la casa? La questione richiede un breve approfondimento iniziale.

Affitto in nero: chi rischia?

Iniziamo dall’aspetto principale: l’affitto in nero è un’evasione fiscale. A commettere l’evasione sono sia il locatore che il conduttore. Da un lato, infatti, non viene corrisposta l’imposta di registro che invece va versata al momento dell’obbligatoria registrazione della scrittura privata (sono escluse solo le locazioni di durata inferiore a 30 giorni). Di tale inadempimento rispondono entrambe le parti – inquilino e proprietario – sicché, a ciascuna di queste si può rivolgere l’Agenzia delle Entrate per il recupero dell’imposta e delle relative sanzioni che variano dal 120 al 240%.

Poi, c’è l’evasione sui canoni di locazione percepiti in nero, di cui risponde solo il locatore. Questi, se non ha optato per il regime della cedolare secca, otterrà un netto risparmio sull’Irpef da versare allo Stato.

Si può denunciare l’affitto in nero?

Denunciare l’affitto in nero è certamente possibile, ma non sono ammesse denunce anonime. Quindi, l’inquilino dovrebbe presentarsi presso la Guardia di Finanza ed esporre le proprie lamentele sottoscrivendo un apposito modellino. Certo, nulla vieta la possibilità di inviare alle autorità una lettera priva di firma, ma difficilmente questa farebbe scattare un accertamento.

Si tenga comunque presente che, dall’accertamento dell’affitto in nero, rischia sia (in gran parte) il locatore, sia (in minor parte) il conduttore il quale, come detto, è tenuto in solido a versare l’imposta di registro. In altri termini, l’ufficio delle imposte può chiedere il versamento dell’imposta di registro a entrambe le parti e notificare loro, successivamente, la cartella esattoriale.

Si può denunciare l’affitto in nero dopo aver lasciato casa?

La denuncia dell’affitto in nero fa scattare l’illecito tributario della dichiarazione infedele in capo al locatore che, come detto, non ha denunciato al Fisco tutti i redditi percepiti (in questo caso, i canoni di locazione). Per poter accertare tale evasione fiscale, il Fisco però ha un tempo limitato: cinque anni a partire dall’anno in cui il contribuente avrebbe dovuto presentare la relativa dichiarazione dei redditi. Dunque, esiste un termine entro cui è possibile l’accertamento dell’affitto in nero e questo termine è relativamente breve. 

L’inquilino potrebbe denunciare sia l’assoluta assenza di registrazione del contratto, sia invece il pagamento di un canone superiore rispetto a quello dichiarato nel contratto; in questo secondo caso, egli ha sei mesi di tempo dalla riconsegna delle chiavi per ottenere indietro le maggiori somme versate e non dichiarate al Fisco.

Come denunciare l’affitto in nero?

Tenendo conto del fatto che, in ogni caso, l’ufficio delle imposte ha solo cinque anni di tempo per accertare il canone di locazione non dichiarato, è bene verificare come si può denunciare l’affitto in nero. Sotto un aspetto pratico, abbiamo visto che basta recarsi all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza e rilasciare le dichiarazioni. 

Ciò invece su cui si dibatte sono le prove che devono essere fornite per dimostrare l’affitto in nero. Alcune sentenze ritengono che sia sufficiente la sola dichiarazione dell’inquilino.

Ad esempio, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano [1] ha evidenziato che la qualifica di “parte contrattuale” posseduta dall’inquilino esclude che la denuncia possa essere paragonata a una mera dichiarazione di terzi che non avrebbe alcun valore di prova ma di semplice indizio. Dunque, ben può l’ufficio, sulla base solo delle dichiarazioni del conduttore, spiccare un accertamento fiscale in capo al locatore.

Ma vi sono anche sentenze di parere contrario come quella della Commissione Tributaria Regionale Lazio [2] secondo cui bisogna attenersi sempre al principio in base al quale, nel processo tributario, le uniche prove ammesse sono quelle documentali e non invece le testimonianze. Sicché, per dimostrare l’affitto in nero bisognerebbe produrre, tanto per fare qualche esempio:

  • l’estratto conto da cui si evince il passaggio di denaro mensile dal conduttore al locatore;
  • le copie degli assegni eventualmente versati al posto del bonifico bancario;
  • le quietanze di pagamento sottoscritte dal locatore al ricevimento dei soldi in contanti del canone mensile;
  • le bollette delle utenze intestate all’inquilino come quelle della luce e del gas.

Peraltro, la Guardia di Finanza utilizza anche la pubblicità su internet e gli annunci “affittasi” per scoprire gli affitti in nero.   

Approfondimenti

Per maggiori approfondimenti su questo tema, leggi:


note

[1] CTP Milano, sent. n. 2718/19/2019.

[2] CTR Lazio, sent. n. 7750/18.


2 Commenti

  1. Bravo prima ti approfitti dei vantaggi dell’affitto in nero e poi fai la denuncia? Mi sembra assurdo. Non dico che sia corretto svolgere un’attività in nero e neppure affittare in nero lo è perché comunque ti intaschi dei soldi e non li dichiari… però tu inquilino hai avuto fino a quel momento la vita facile, perché non sia mai qualche problema, la responsabilità ricade sul proprietario. e poi quindi, io ti faccio pagare meno spese di affitto, a te sta bene,ti tratto con i guanti d’oro, poi trovi una scusa qualsiasi e per fare il furbetto fai una denuncia? Eh non va bene così

  2. Il proprietario di casa mi ha proposto l’affitto in nero, ma io sinceramente ho rifiutato proprio perché non volevo trovarmi in situazioni scomode. Alla fine, preferisco spendere qualche soldino in più, ma avere tutto regolare piuttosto che rischiare

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