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Nullità fideiussione omnibus

18 Luglio 2020
Nullità fideiussione omnibus

Nel 2007 ho firmato una fideiussione Omnibus su schema Abi. Volevo sapere se la fideiussione risulta valida. Dopo il fallimento della società garantita,  la Banca non ha avanzato nessuna pretesa, ma ricevo telefonate da altri soggetti che vogliono recuperare il debito.

Secondo quanto stabilito anche dalla Cassazione, il provvedimento sanzionatorio adottato dall’Autorità Garante per la Concorrenza ha una elevata attitudine a provare tanto la condotta anticoncorrenziale, quanto l’astratta idoneità della stessa a procurare un danno ai consumatori.

Pertanto, ai fini della valutazione del medesimo schema negoziale assunto dalle banche, il giudice del merito è tenuto ad apprezzarne il contenuto complessivo, senza poter limitare il suo esame a parti isolate di esso, e, per altro verso, a valutare se le disposizioni convenute contrattualmente coincidano con le condizioni oggetto dell’intesa restrittiva.

Da questo punto di vista, quindi, il contratto da Lei sottoscritto dovrebbe rientrare tra i contratti a nullità sopravvenuta.

Tuttavia, secondo alcune sentenze di merito, “se, da un lato, invero deve ritenersi la nullità delle fideiussioni stipulate in conformità allo schema di contratto predisposto dall’associazione bancaria italiana nell’ottobre 2002 per violazione del divieto di intese anticoncorrenziali, come ravvisato nel parere dall’AGCM del 22 agosto 2003, dall’altro, tuttavia, non può ritenersi la nullità dei contratti di fideiussione in cui non vi sia alcun oggettivo richiamo alla deliberazione dell’associazione delle imprese bancarie di approvazione del modello standardizzato di fideiussione omnibus, né in quelli in cui non risulti che tale deliberazione abbia vincolato l’istituto di credito stipulante al rispetto dello schema ABI nella contrattazione con terzi. In tale circostanza, invero, è arduo individuare un nesso di dipendenza delle fideiussioni con la deliberazione dell’ABI ovvero un collegamento negoziale nel suo significato tecnico” (Tribunale Treviso, sez. III, 26/07/2018, n. 1623).

In pratica, secondo questo orientamento della giurisprudenza, occorrerebbe la prova che la banca sia stata costretta ad adottare quel determinato schema contrattuale.

Ora, da una prima lettura, non rinvengo questo richiamo all’interno del contratto e, pertanto, ciò potrebbe creare alcuni problemi nell’individuazione della nullità contrattuale.

Comunque, se è vero che qualsiasi forma di distorsione della competizione di mercato, in qualunque modo essa venga posta in essere, costituisce comportamento rilevante per l’accertamento della violazione della normativa antitrust, è inevitabile concludere per la nullità del contratto, anche tramite presunzioni e senza la necessaria dimostrazione del vincolo della banca nei confronti dello schema ABI.

Ad ogni modo, ci sarebbero altre strade da percorrere per porre nel nulla il contratto in oggetto; come quella prevista dall’art.1957 c.c., secondo il quale il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione principale, purché il creditore entro sei mesi abbia proposto le sue istanze contro il debitore e le abbia con diligenza continuate.

Pertanto, occorrerà valutare anche la mancata azione del creditore nei confronti del debitori che, se non intervenuto nei sei mesi a seguire, fa decadere gli obblighi nei confronti del fideiussore.

A ciò s’aggiunga il fatto che la fideiussione – pur se prestata senza limiti di tempo – verrà comunque meno in virtù del decorso del termine prescrizionale ordinario di dieci anni, decorrente dal momento in cui la garanzia poteva essere fatta valere, nonché in virtù dell’eventuale estinzione dell’obbligazione principale alla quale era accessoria (Tribunale di Arezzo n. 647/2018; Cass. Civ. n. 6520/1996; Cass. Civ. n. 2827/1994).

Ora, non so quando è avvenuto il fallimento, ma – di certo – continuando con questo iter, senza ricevere azioni legali, o messe in mora, la presente fideiussione sarà destinata a prescriversi.

Forse anche per questo la Banca non si è fatta sentire, cartolarizzando il credito a qualche società di recupero la quale, consapevole delle decadenze e delle potenziali nullità, non procede con azioni legali, ma a semplici chiamate minatorie.

Quello che Le consiglio è di mantenere un profilo basso in questo momento, senza agire legalmente, né riscontrare eventuali lettere ricevute.

Il decorrere del tempo è un elemento sicuramente a Suo favore.

Dopodiché, se e quando dovessero procedere all’azione, si valuterà il modo migliore per ottenere la nullità del contratto o, comunque, la sua inefficacia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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