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Il medico di base deve visitare a domicilio?

28 Settembre 2020
Il medico di base deve visitare a domicilio?

Il dottore di famiglia è tenuto a visitare un paziente presso la sua abitazione?

Anche quest’anno ti sei beccato l’influenza. Febbre alta, vomito, dolori articolari. Insomma, sei ridotto uno straccio al punto che non riesci nemmeno ad alzarti dal letto. Ti sono stati prescritti antibiotico, vitamine e riposo assoluto. Un giorno, stai talmente male da chiamare il dottore per farlo venire a casa. Quest’ultimo, tuttavia, ti rassicura dicendo che è inutile visitarti perché il virus deve fare il suo corso. A questo punto, è lecito domandarsi: il medico di base deve visitare a domicilio? Oppure può rifiutarsi? Quali sono i suoi obblighi? Oltre a prescrivere farmaci e redigere le ricette, i dottori hanno il compito di visitare i pazienti presso il proprio ambulatorio oppure a domicilio, qualora ricorra l’urgenza o l’impossibilità dell’assistito di recarsi direttamente nello studio medico. Ma procediamo con ordine e facciamo il punto della situazione in questo articolo.

La figura del medico di base

Il medico di base è la figura che presta il primo livello di assistenza sanitaria sul territorio. Specializzato in medicina generale, è convenzionato con il Sistema sanitario nazionale e viene scelto dal cittadino (anche extracomunitario se in possesso del permesso di soggiorno) nell’ambito del Comune di appartenenza o del domicilio sanitario (ossia il luogo dove si dichiara di permanere per un periodo superiore a tre mesi). Per scegliere il proprio medico di famiglia, basta recarsi presso l’Asl di competenza con un documento di riconoscimento e la tessera sanitaria. Ogni medico di base è tenuto a non superare la soglia massima di 1.500 pazienti. In questo modo, si garantisce una corretta gestione della prestazione professionale. 

I compiti del medico di base

Ciascun medico di base deve: 

  • ricevere i pazienti presso il proprio ambulatorio dal lunedì al venerdì. L’orario, tuttavia, varia in base al numero (5 ore per 500 assistiti, 10 ore per 1.000 pazienti e così via);
  • effettuare le visite domiciliari;
  • rilasciare i certificati di malattia, d’idoneità sportiva, di riammissione a scuola, ecc.;
  • effettuare le vaccinazioni antinfluenzali se richieste;
  • redigere ricette per analisi, visite specialistiche, ecc.;
  • prescrivere i farmaci (spiegandone il corretto utilizzo), proposte di ricovero o cure termali.

Il medico di base deve visitare a domicilio?

Come già anticipato, tra i doveri del medico di base rientra anche quello di visitare i pazienti presso il loro domicilio. La visita domiciliare, tuttavia, è prevista solo qualora ricorrano i requisiti dell’urgenza o della non trasferibilità del malato. Tali requisiti, in ogni caso, sono valutati dal medico in ragione dell’età e delle condizioni di salute del paziente. Ti faccio un esempio pratico.

Tizio ha contratto un virus intestinale che lo costringe a stare a letto con la febbre a 40°C e forti dolori allo stomaco.

Nell’esempio che ti ho riportato, il medico è tenuto, se richiesto, a visitare Tizio presso la sua abitazione perché le sue condizioni sono tali da impedirgli di muoversi.

Più nello specifico, le visite domiciliari devono essere effettuate:

  • nella stessa giornata, se il medico riceve la richiesta dal paziente entro le ore 10;
  • entro le 12 del giorno successivo, quando la richiesta viene fatta dopo le ore 10.

Prima abbiamo detto che il medico è tenuto a ricevere i pazienti nel proprio ambulatorio dal lunedì al venerdì. Questo vuol dire che un dottore non lavora di sabato? No, vuol dire che il sabato, oppure nei giorni prefestivi, il dottore è libero di non effettuare visite ambulatoriali, ma deve comunque fare quelle domiciliari se richieste dal paziente. Ti faccio un esempio.

Caio passa il venerdì al mare con gli amici. Tuttavia, il caldo eccessivo gli provoca una forte insolazione. Il sabato mattina, Caio si risveglia ricoperto di bolle e con la febbre alta, la nausea e il vomito. Decide quindi di chiamare subito il suo medico di famiglia per essere visitato a casa.

In quest’altro esempio, se Caio richiede la visita domiciliare entro le ore 10 di sabato, il suo dottore sarà tenuto ad effettuarla lo stesso giorno, altrimenti il giorno successivo.

Veniamo adesso al punto dolente: le visite domiciliari si pagano? La risposta è no se il malato è grave, cioè non può recarsi presso l’ambulatorio. Se, invece, le condizioni di salute del paziente non sono gravi, nel senso che può benissimo muoversi e camminare, può richiedere sì la visita a domicilio, ma il medico potrà pretendere un compenso per la prestazione effettuata perché in tal caso la visita non è indispensabile. 

Attenzione: se il medico rifiuta di effettuare una visita a domicilio, pur in presenza dei requisiti di urgenza o non trasferibilità del paziente, si configura il reato di rifiuto di atti d’ufficio [1], punito dal Codice penale con la reclusione da sei mesi a due anni. Viene sanzionato, quindi, il comportamento del sanitario che, pur consapevole della necessità della visita, si rifiuta di effettuarla.

Il medico di base si può cambiare?

Infine, voglio dirti brevemente cosa devi fare se hai intenzione di cambiare il medico di base. Mettiamo il caso che tu non sia soddisfatto del dottore di famiglia perché lo consideri un po’ troppo “leggero” nel fare le diagnosi. In tal caso, puoi sempre decidere di passare ad un altro medico di base. La procedura prevede due diverse modalità:

  • recarsi personalmente all’Asl di competenza territoriale e compilare un modulo con i tuoi dati anagrafici e il nominativo del medico scelto. È ammessa la possibilità di delegare una persona di fiducia, purché munita di delega scritta e carta d’identità;
  • online tramite il sito web dell’Asl della propria regione. In tal caso, devi registrarti sul portale ed inserire poi i codici di accesso che ti verranno consegnati dalla stessa Asl.

Per effettuare il cambio del medico di base devi avere a portata di mano la copia fronte retro sia di un documento di riconoscimento (la carta d’identità va benissimo) sia della tessera sanitaria su cui è riportato il codice fiscale. 


note

[1] Art. 328 cod. pen.


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