Pensione esentasse: dove godersela all’estero

16 Luglio 2020 | Autore:
Pensione esentasse: dove godersela all’estero

Quali sono i Paesi con le agevolazioni fiscali più convenienti per i pensionati italiani e come usufruirne: ci sono dei requisiti da rispettare. 

Dopo aver lavorato una vita, l’agognata pensione che arriva è assottigliata dalle tasse: tutti sappiamo che una grossa fetta è decurtata dallo Stato. Ma i percettori di pensione sono considerati “fortunati” perché, in mezzo alla crisi che oggi più che mai affligge il mercato del lavoro attivo, percepiscono un reddito stabile e sicuro.

Da qualche anno, sono partiti gli incentivi fiscali di alcuni Stati per accaparrarseli: in cambio della residenza promettono un sostanzioso sconto sulle imposte da pagare. E le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione garantiscono che quel reddito verrà tassato solo una volta e non due, cioè anche in Italia. Così, grazie al taglio delle tasse, l’importo della pensione diventa più alto. A volte, c’è anche l’esenzione completa e la pensione percepita diventa completamente esentasse.

Adesso, molti italiani si stanno orientando versa questa soluzione e ci stanno seriamente pensando. In genere sono persone fisicamente ed economicamente indipendenti e libere da legami affettivi che li vincolano al territorio nazionale. Possono quindi decidere di spostarsi in base ai propri desideri ed alla convenienza: qualità e tenore di vita balzano al primo posto per orientare le scelte su dove andare a vivere e trascorrere in serenità la fase avanzata della vita.

Parecchi pensionati italiani hanno già deciso: secondo le stime dell’Inps, sono quasi 400 mila coloro che si sono trasferiti all’estero, in Paesi europei e anche al di fuori dell’Unione. Se consideriamo che le pensioni erogate oggi in Italia sono più di 20 milioni, è una percentuale del 2% circa. Altri sarebbero propensi a farlo, ma bisogna valutare bene le varie proposte: le condizioni offerte cambiano da Paese a Paese, sia per la misura della tassazione agevolata che viene riconosciuta, sia per i requisiti richiesti.

Il Portogallo

L’esempio più famoso è quello del Portogallo: qui si sono trasferiti circa 3mila italiani, attirati dal programma che garantiva tasse zero per i primi 10 anni. Ma poi il quadro è cambiato: di recente il nuovo Governo portoghese ha varato una riforma che introduce la tassazione con una flat tax del 10% sui redditi da pensione dei residenti di nazionalità straniere. Quindi oggi il Portogallo rimane conveniente, ma non è più un paradiso fiscale, completamente esentasse per i pensionati.

Ma per un Paese che va, altri ne arrivano: l’occasione di “intercettare” i pensionati è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire al punto che anche l’Italia ha lanciato una proposta favorevole per gli stranieri che accettano di venire a vivere nelle regioni del Sud. La legge di Bilancio 2019 ha introdotto una flat tax al 7% per chi va ad abitare in un centro con meno di 20mila abitanti ubicato in Basilicata, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia o Sardegna. L’iniziativa italiana può essere vista come un “metro” per esaminare, a parti ribaltate, le condizioni offerte dagli altri Paesi per i pensionati italiani.

La Grecia

Tra le nuove proposte, in pole position c’è la Grecia: un Paese che quanto a bellezze naturali e qualità della vita non ha nulla da invidiare al “tramontato” Portogallo (per quanto una tassazione fissa al 10% rimane più conveniente delle aliquote Irpef progressive vigenti in Italia). La Grecia ha proposto di inserire nella prossima legge di Bilancio una tassazione secca al 7%; anche in questo caso il requisito è trasferire la residenza (non dovunque, ma in un piccolo Comune del Sud con meno di 20 mila abitanti), che bisognerà mantenere nei successivi 10 anni per non perdere l’agevolazione.

Se la proposta dovesse passare, si tratterebbe di una “seduzione” quasi irresistibile: con un’aliquota del 7%, ad esempio, su una pensione di 24mila euro lordi annui si pagherebbero soli 1.400 euro di tasse, a fronte dei circa 4mila richiesti in Italia. Ora si attende l’approvazione del parlamento greco; i tempi, però, non sembrano brevi, ed intanto è sfumata la possibilità di fare domanda di cambio di residenza già da quest’anno, entro il 30 settembre.

Cipro

Chi ama il mare Mediterraneo può guardare anche ad isole come Cipro e Malta. Cipro offre molti vantaggi, a partire da una no tax area fino a 19.500 euro lordi di redditi annui. Quindi se la pensione è al di sotto di questa soglia (circa 1.500 euro netti al mese) e non ci sono altri redditi direttamente imponibili in quel Paese, la pensione sarà completamente esentasse. Anche le pensioni più alte godono di un regime di favore, con una tassazione minima, che oscilla attorno al 3% su importi di 3mila euro mensili ed inizia a crescere in progressione solo oltre i 60mila euro annui, arrivando ad un’aliquota del 35%.

I fautori di Cipro sostengono che il clima è mite e il costo della vita basso; insomma, sole mare e poche tasse o addirittura zero. Nell’ex colonia britannica, però, bisogna conoscere, se non il greco, che è la lingua ufficiale, almeno l’inglese, che è parlato correntemente da tutti.

Malta

Se consideri Cipro un po’ distante e “pericolosamente” vicina alla Turchia, c’è la soluzione più vicina ed accessibile dell’isola di Malta, la famosa isola immersa al centro del Mediterraneo tra la Sicilia ed il Nord Africa. Qui il vantaggio fiscale offerto consiste in un’aliquota fissa del 15%, ma il rovescio della medaglia è che il programma maltese intende attirare soprattutto i pensionati con redditi alti ed ha perciò stabilito che l’imposta minima da versare per beneficiare della tassazione agevolata dovrà ammontare ad almeno 7.500 euro annui.

Quindi l’operazione è conveniente per le pensioni che superano i 50mila euro di importo annuo, altrimenti, considerato il minimale, si pagherebbe di più del 15%. Inoltre, per accedere alle agevolazioni bisogna anche acquistare o prendere in affitto un immobile a Malta.

La Tunisia

Ancora più a Sud, c’è la Tunisia, che dal nord del continente africano si affaccia sul Mediterraneo. È un Paese prevalentemente musulmano, ma nel quale vivono molti italiani. Qui abbiamo una soglia non imponibile pari all’80% dell’importo complessivo: questo significa che verrà tassato solo il residuo 20%, con aliquote “ragionevoli” e progressive che assomigliano a quelle italiane (ad esempio, il 35% sopra i 50mila euro) ma colpiscono solo un quinto della pensione anziché l’intero.

Come ottenere la tassazione agevolata

Per godere dei benefici che ti abbiamo illustrato dovrai innanzitutto trasferire la tua residenza fiscale [1] nel Paese scelto e soggiornare nello Stato di destinazione per più di metà dell’anno (183 giorni), altrimenti verresti considerato ancora come residente in Italia e perderesti la tassazione agevolata. Ti dovrai anche iscrivere all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero.

Inoltre, devi verificare preliminarmente che lo Stato in cui intendi trasferirti abbia stipulato con l’Italia una convenzione contro la doppia imposizione, altrimenti rischieresti contestazioni da parte del Fisco. Gli Stati che ti abbiamo fornito in questo articolo hanno raggiunto un accordo con l’Italia in tal senso, così le pensioni saranno tassate esclusivamente nello Stato di residenza fiscale del pensionato; ma è sempre opportuno produrre all’Inps un certificato di avvenuto cambio di residenza, per prevenire brutte sorprese.

Infine, vanno controllate attentamente le regole previste nel Paese di destinazione, che a volte esaminano anche il tipo di pensione percepita (ad esempio se da pubblico impiego o da lavoro privato) e in alcuni casi escludono dalle agevolazioni le pensioni corrisposte dallo Stato, come quelle della gestione ex Inpdap e le riconoscono esclusivamente sulle gestioni dei lavoratori privati iscritti all’Inps o ad altre Casse di previdenza.


note

[1] Art. 2 del D.P.R. n.917/86 del 22 dicembre 1986 “Testo Unico delle imposte sui redditi“.


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1 Commento

  1. Questo però, mi risulta, non è possibile per chi ha una pensione da statale …Ma chi ha versamenti misti, statale e privato ???

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