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Cellulare alla guida: sanzioni e multe

25 Ottobre 2020 | Autore:
Cellulare alla guida: sanzioni e multe

Con la riforma del Codice della strada, si rischia di pagare quasi il triplo per usare il telefonino al volante. Patente sospesa subito.

Non sarà perché oggi non ci sono gli strumenti tecnologici per evitarlo. Eppure, ancora si vedono tanti automobilisti con il telefonino in mano mentre sono al volante. Incuranti del fatto che se vengono sorpresi con il cellulare alla guida, sanzioni e multe sono in agguato. Più salate che mai, dopo la stretta del Governo su un’abitudine tanto cattiva da provocare ogni anno decine di migliaia di incidenti stradali e centinaia di vittime. Insieme al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, sono in cima alla lista delle violazioni più riscontrate.

Forse, non tutti dispongono del dispositivo «viva voce» nell’auto, anche se, ormai, su molti modelli vengono proposti di serie. Ma non c’è un cellulare che non venga venduto insieme ad un paio di cuffie, ammesse dal Codice della strada perché consentono di rispondere al telefono lasciando le mani libere per tenerle al volante. Ciò nonostante, forse per la pigrizia di inserire lo spinotto della cuffia nello smartphone e di indossare gli auricolari prima ancora di avviare la macchina, c’è ancora chi preferisce rischiare la propria pelle e quella degli altri usando il cellulare alla guida.

Buona parte degli incidenti, però, avviene per un altro gesto ancora più plateale: quello di scrivere dei messaggi mentre si è al volante. Basta una piccolissima distrazione, il tempo di abbassare un attimo lo sguardo per digitare anche un semplice «ciao», per travolgere un bambino che sbuca all’improvviso, per urtare una macchina ad un incrocio, per non riuscire a frenare in tempo davanti ad un episodio inatteso. Chissà perché ci si mette in testa che le disgrazie devono capitare sempre agli altri.

Il Governo, dunque, ha voluto modificare il Codice della strada introducendo sanzioni e multe più severe per chi viene trovato con il cellulare alla guida. Se serviranno come deterrente, lo diranno le statistiche. Intanto, però, vediamo che cosa rischia chi ama avventurarsi in questa pericolosa «roulette russa».

Cellulare alla guida: fenomeno di massa

Secondo l’Aci, quasi tutti gli incidenti stradali dovuti a una distrazione sono provocati dall’uso improprio del cellulare alla guida. Un’indagine, abbastanza recente, ha rilevato che il 55% degli automobilisti tengono il telefonino in mano mentre si trovano al volante. Più della metà.

E non solo per rispondere al telefono, ma per fare anche le cose più impensabili: un selfie o un video da postare su Facebook o su Instagram, un ritocco al trucco specchiandosi nel cellulare, una chattata su WhatsApp, un controllo alla posta elettronica. Tutto questo è vietato, e chi lo fa lo sa benissimo.

La maggior parte delle infrazioni vengono contestate al Sud e ad essere sorprese con le mani nel cellulare sono soprattutto le donne.

I dati Aci e Istat dicono che sanzioni e multe vengono comminate soprattutto per l’uso del telefonino in macchina, insieme alla mancata osservanza della segnaletica stradale e alla guida senza la cintura di sicurezza. Il fenomeno, dunque, si mantiene a livelli preoccupanti.

Cellulare alla guida: cosa prevedeva il Codice della strada

L’articolo 173 del Codice della strada, al comma 2, vieta al conducente «di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138 e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi». La norma consente, invece, «l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie, che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani».

Insomma, telefono in mano, no. Viva voce e auricolari sì. Purché l’automobilista ci senta bene dalle due orecchie. Questa è la legge.

Fino alla riforma del Codice, chiunque violasse queste disposizioni rischiava una sanzione amministrativa da 160 a 646 euro. Inoltre, si applicava la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi in caso di recidiva nel biennio successivo alla prima infrazione riscontrata.

Cellulare alla guida: cosa si rischia con la riforma

Con la riforma, il Codice ci andrà giù più pesante dal punto di vista delle sanzioni e delle multe per l’uso del cellulare alla guida. Si attende l’approvazione definitiva del Parlamento, ma già si conosce l’orientamento alla base delle nuove norme.

Se prima la sanzione amministrativa massima arrivava a 646 euro, ora può sfiorare i 1.700 euro, per la precisione 1.697 euro. Quasi il triplo. La sanzione minima non sarà di 160 euro ma di ben 422 euro. Anche in questo caso, quasi tre volte tanto.

Cambia anche la tempistica della sanzione accessoria: alla prima infrazione, se l’uso del cellulare comporta l’allontanamento anche per un istante delle mani dal volante, si rischia la sospensione della patente da sette giorni a due mesi, oltre alla decurtazione di 5 punti.

Se, però, l’automobilista ci riprova e viene nuovamente «beccato» nell’arco del biennio successivo, la sanzione passa da 644 a 2.588 euro, con sospensione della patente fino a 3 mesi e decurtazione di 10 punti.

Insomma, non è sempre vero che «una telefonata ti salva la vita», come diceva lo slogan della vecchia pubblicità. Anzi: in certi casi, ben che vada, te la complica. Male, ma molto male che vada, la toglie a te o ad altri.



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