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Il tirocinante ha diritto alla malattia?

28 Settembre 2020
Il tirocinante ha diritto alla malattia?

Nel nostro ordinamento sono previste delle speciali forme di reclutamento del personale che mirano a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Sei un giovane studente e stai frequentando un percorso formativo che prevede un periodo di tirocinio? Hai da poco concluso un percorso di studi e vorresti effettuare un tirocinio per affacciarti per la prima volta nel mondo del lavoro? Sei un disoccupato e vorresti avere una nuova occasione di inserimento lavorativo? In questi casi, è importante sapere quali sono i diritti e i doveri che l’effettuazione di un tirocinio comporta per il tirocinante. Il rapporto di tirocinio o stage, infatti, non è un normale rapporto di lavoro. Ne deriva che non tutti i diritti previsti dalla legge per i lavoratori dipendenti si applicano anche ai tirocinanti.

Ma quali sono i diritti del tirocinante? Il tirocinante ha diritto alla malattia? Come vedremo, il principio generale è la non applicabilità al tirocinante dei diritti che caratterizzano il rapporto di lavoro subordinato. Tuttavia, a partire dal 2012, la legge ha introdotto una regolamentazione minima per stage e tirocini per offrire, comunque, una protezione ai tirocinanti.

Che cos’è il tirocinio?

Il tirocinio, detto comunemente anche stage, è un periodo di orientamento al lavoro e di formazione che non costituisce un rapporto di lavoro subordinato. Il tirocinio è pensato per i soggetti che devono inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro e per coloro che ne sono stati esclusi e devono esservi reinseriti.

L’obiettivo del tirocinio è quello di consentire al tirocinante di effettuare un’esperienza diretta presso un ambiente di lavoro al fine di acquisire quelle conoscenze pratiche che solo la frequentazione quotidiana dei luoghi di lavoro può dare e che vanno ad integrare le conoscenze teoriche acquisite durante il percorso formativo che si sta svolgendo o che si è appena compiuto.

L’introduzione dei tirocini nasce dalla consapevolezza che scuola e lavoro non possono correre su binari paralleli che non si incontrano mai ma devono esserci dei momenti di raccordo che diano agli insegnamenti teorici erogati dagli istituti scolastici o universitari anche un taglio pratico.

La base del tirocinio: la convenzione

Il tirocinio è un rapporto trilaterale che coinvolge tre soggetti:

  • l’ente promotore;
  • il tirocinante;
  • il soggetto ospitante.

L’ente promotore è un’istituzione, di solito formativa, che ha interesse a consentire al tirocinante di seguire un’esperienza diretta nel mondo del lavoro.

Possono essere enti promotori di un tirocinio:

  • istituti di istruzione universitaria statali e non statali;
  • istituzioni scolastiche statali e non statali che rilasciano titoli di studio con valore legale;
  • fondazioni di istruzione tecnica superiore;
  • istituzioni formative private accreditate regionalmente, senza fini di lucro;
  • servizi per l’impiego e le agenzie regionali per il lavoro;
  • centri pubblici di formazione professionale e/o orientamento o quelli in regime di convezione con la Regione o la Provincia competente;
  • servizi di inserimento per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla Regione;
  • comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali iscritti negli specifici albi regionali;
  • soggetti autorizzati alla intermediazione dall’Anpal.

Il soggetto ospitante è un operatore economico, un’impresa, un ente pubblico, uno studio professionale che si impegna ad ospitare il tirocinante per un certo periodo, a erogare la formazione specifica per consentirgli di fare un’esperienza concreta nel mondo del lavoro nonché a rispettare le norme che disciplinano il tirocinio.

Il tirocinante è un soggetto che deve inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro (studenti, neo-diplomati e neo-laureati) oppure un soggetto che deve reinserirsi nel mondo del lavoro perché ne è stato escluso (disoccupati, inoccupati, disabili, soggetti che percepiscono ammortizzatori sociali, richiedenti asilo). Alla base del tirocinio c’è sempre una convenzione di tirocinio tra l’ente promotore ed il soggetto ospitante.

Nella convenzione i due soggetti devono condividere un progetto formativo individuale, i profili e le aree aziendali in cui i tirocinanti possono essere inviati, individuare le figure che svolgeranno il ruolo di tutor nei confronti dei tirocinanti, individuare la durata del tirocinio e gli scopi formativi dello stesso.

Quali sono le tipologie di tirocinio

I tirocini si distinguono in due fondamentali tipologie:

  • tirocini curriculari: sono inclusi in un percorso di apprendimento formale svolto all’interno dei piani di studio delle università e degli istituti scolastici. Lo scopo dei tirocini curriculari è la realizzazione dell’alternanza tra scuola e lavoro. Attraverso il tirocinio curriculare uno studente di un istituto scolastico o di una università è chiamato a svolgere il periodo di tirocinio presso un soggetto ospitante al fine di fare un’esperienza diretta sul campo, constatare qual è l’applicazione pratica degli studi teorici che sta svolgendo, iniziare a conoscere da vicino una realtà lavorativa presso la quale potrebbe essere chiamato a lavorare alla fine del periodo di studi;
  • tirocini non curriculari: in questo caso, il tirocinio non riguarda un soggetto che sta seguendo un percorso di studi bensì un soggetto che ha appena concluso un percorso formativo e vuole avere una prima occasione di contatto con il mondo del lavoro. Questa tipologia di tirocinio riguarda, dunque, in particolare, i neo-diplomati, i neo-laureati e i neo-dottori di ricerca. A questa categoria appartengono altresì i tirocini formativi e di reinserimento/inserimento al lavoro che perseguono l’obiettivo di reinserire nel mercato del lavoro soggetti che sono privi di occupazione, come gli inoccupati o disoccupati o che hanno una particolare condizione di svantaggio come disabili e richiedenti asilo.

Quali sono i diritti del tirocinante?

Nel corso del tempo si è assistito ad un abuso dei tirocini e degli stage. Molto spesso le aziende hanno utilizzato tirocinanti e stagisti per svolgere mansioni del tutto equiparabili a quelle di un normale lavoratore subordinato, penalizzando la componente formativa del tirocinio. Per frenare l’abuso del tirocinio, trasformatosi in molti casi in un vero e proprio strumento per avere della manodopera a costo zero, la riforma Fornero [1] ha demandato allo Stato ed alle Regioni e Province autonome l’emanazione di apposite linee guida vincolanti per una regolamentazione minima del rapporto di tirocinio.

In attuazione di tale delega, Stato, Regioni e Province autonome hanno approvato delle linee guida in materia di tirocinio nel 2017 [2]. Trattandosi di una materia sulla quale hanno competenza le Regioni, le linee guida si limitano a fissare un quadro minimo di tutele che devono essere riconosciute al tirocinante rimettendo, tuttavia, la normativa di dettaglio alle leggi regionali.

Le linee guida hanno introdotto dei diritti minimi per il tirocinante. In particolare si prevede che il tirocinante abbia diritto a ricevere un’indennità di partecipazione. Tale indennità spetta solo nel caso di tirocini extracurriculari e non spetta nel caso di tirocini curriculari.

L’importo minimo dell’indennità di partecipazione fissato dalle linee guida è pari a euro 300 lordi mensili, incrementabile, tuttavia dalle Regioni attraverso le leggi regionali che disciplinano il tirocinio. L’indennità viene corrisposta a condizione che il tirocinante abbia partecipato ad almeno il 70% delle attività a lui richieste da calcolare su base mensile.

Dal punto di vista fiscale, l’indennità di partecipazione è equiparata ad un reddito da lavoro dipendente ma non comporta la perdita dello status di disoccupato.

La mancata corresponsione dell’indennità di partecipazione al tirocinante comporta, a carico del trasgressore, l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell’illecito posto in essere, con una forbice che va da euro 1.000 a un massimo di euro 6.000.

Un altro diritto previsto a favore del tirocinante è la copertura assicurativa Inail contro gli infortuni e l’assicurazione per responsabilità per danni verso i terzi. Inoltre, pur non essendo un rapporto di lavoro, l’attivazione del tirocinio deve essere comunicata obbligatoriamente da parte del soggetto ospitante.

Al tirocinante spetta la malattia?

Non essendo un rapporto di lavoro subordinato, il tirocinio non dà diritto alle tutele previste dall’ordinamento in caso di malattia del lavoratore dipendente. Ciò significa che, innanzitutto, il tirocinante non potrà ricevere l’indennità di malattia Inps. Allo stesso modo, il tirocinante non dovrà produrre la certificazione medica attestante lo stato di malattia.

L’unico diritto del tirocinante, in caso di malattia, è quello di assentarsi dal lavoro, concordando le relative modalità con il proprio tutor.  La legge prevede altresì la possibilità di sospendere il periodo di tirocinio per un periodo pari o superiore a 30 giorni in caso di maternità, infortunio e malattia.

Come si attiva un tirocinio?

Come abbiamo detto, per poter attivare il singolo tirocinio è necessario che l’ente promotore ed il soggetto ospitante abbiano sottoscritto una convenzione.

Per attivare il singolo tirocinio dovrà essere allegato alla convenzione un piano formativo individuale del tirocinante dove sono indicati:

  • i doveri e gli obblighi delle parti;
  • l’anagrafica dei tre soggetti coinvolti nel tirocinio;
  • durata del tirocinio e ore giornaliere e settimanali di presenza del tirocinante;
  • indennità di partecipazione;
  • garanzie assicurative;
  • attività previste con riferimento alle aree di attività individuate nella classificazione dei settori economico professionali.

Sono le leggi regionali ed aver poi fissato il limite massimo di tirocini attivabili contemporaneamente da parte dell’azienda ospitante in proporzione all’unità produttiva.

Sono comunque previste delle quote di contingentamento pari a:

  • un tirocinante per soggetti ospitanti da 0 a 5 dipendenti;
  • due tirocinanti per soggetti ospitanti da 6 a 20 dipendenti 10% per soggetti.

note

[1] L. 92/2012.

[2] Conferenza Unificata Stato, Regioni e Province Autonome, Linee-guida in materia di tirocini del 25.05.2017.


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