Sclerosi, la scoperta utile per sviluppare nuovi farmaci

17 Luglio 2020
Sclerosi, la scoperta utile per sviluppare nuovi farmaci

Una ricerca è riuscita a risalire all’origine del dolore considerato uno dei sintomi secondari della malattia.

Emicrania e nevralgia del trigemino. Della prima sappiamo decisamente molto di più (per chi voglia approfondire, abbiamo dedicato un dettagliato articolo a questo tema di recente: Emicrania, ecco il nuovo farmaco per combatterla). Quanto alla seconda, è un po’ meno conosciuta ed è la causa di un intenso dolore a occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, guancia e in generale in tutte le zone innervate dal trigemino. Entrambe sono considerate sintomi della sclerosi multipla, malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale, con possibilità di progredire fino alla disabilità fisica e cognitiva.

Dolore aggiuntivo 

Una ricerca tutta italiana, dell’Università Statale di Milano, è risalita alla genesi di questi dolori, che causano un disagio aggiuntivo a chi si ammala di sclerosi multipla: si tratta, infatti, di dolori forti e invalidanti, che si aggiungono alle future difficoltà motorie e che costringono il paziente ad assumere ulteriori farmaci che, oltretutto, spesso non si rivelano efficaci.

Un normale analgesico difficilmente può alleviare sofferenze così lancinanti, causate dai danni che la patologia provoca ai nervi a al cranio: si calcola che circa il 10% dei pazienti deve assumere antiepilettici per contrastarli, con conseguente rischio di effetti collaterali pesanti. Scopo della ricerca era trovare la causa di questi dolori, per comprendere, di conseguenza, in che modo riuscire a placarli e con quali farmaci.

Gli scopi dello studio

Della ricerca ci parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos. Uno studio che è servito a identificare nuovi possibili bersagli cellulari – le cellule della glia e i recettori per le purine – e molecolari all’interno del ganglio trigemino, per lo sviluppo di nuovi farmaci contro un problema spesso sperimentato dai pazienti con sclerosi multipla e responsabile di un peggioramento ulteriore della qualità di vita. In alcuni pazienti, emicrania e dolore neuropatico del trigemino possono manifestarsi anche molti mesi prima della diagnosi e continuare dopo l’esordio della sclerosi.

Il team di ricerca, coordinato da Stefania Ceruti, lavora da tempo a questo studio della genesi delle forme di dolore trigeminale ed emicrania. I primi risultati saranno pubblicati a breve sulla rivista specializzata Brain, Behaviour and Immunity. I ricercatori hanno svolto le loro analisi su un modello animale di sclerosi multipla recidivante-remittente, la forma più diffusa fra i giovani adulti affetti da questa malattia. Ne è emerso che i sintomi di dolore trigeminale iniziano a manifestarsi entro un paio di giorni dall’induzione della patologia, molto prima della comparsa dei sintomi motori della sclerosi, che compaiono intorno ai giorni 8-11. Con l’avanzare della malattia, il dolore trigeminale peggiora.

Chi causa il dolore

L’équipe ha identificato due aree del sistema nervoso in cui sono presenti alterazioni cellulari e molecolari che potrebbero essere legate allo sviluppo del dolore trigeminale. Dall’esordio della sclerosi multipla e fino a tre settimane dall’induzione della patologia, i ricercatori hanno osservato l’attivazione di cellule chiamate astrociti e microglia (collettivamente cellule della glia), che circondano i neuroni nel sistema nervoso centrale (tronco encefalico) e il cui ruolo chiave nello sviluppo del dolore e dell’emicrania è ormai noto. Il tutto avviene in assenza di segni di «demielinizzazione», caratteristica tipica della malattia.

L’attivazione delle cellule della glia è accompagnata dall’aumentata espressione di diversi recettori di membrana per molecole di segnalazione, chiamate purine, che potrebbero rappresentare importanti bersagli per lo sviluppo di nuovi farmaci. In parallelo, il gruppo ha studiato il ganglio e il nervo trigemino, strutture del sistema nervoso periferico fondamentali per lo sviluppo di dolore ed emicrania.

Verso nuovi farmaci

Mentre non sono evidenti alterazioni nel nervo trigemino, il lavoro «dimostra per la prima volta attivazione delle cellule gliali residenti nel ganglio trigemino (chiamate cellule gliali satelliti) accompagnata da profonde modificazioni nello stato metabolico del tessuto». Ciò potrebbe contribuire all’alterata comunicazione fra neuroni e glia nel sistema nervoso periferico che potrebbe essere responsabile dello sviluppo del dolore trigeminale.

I bersagli identificati dagli scienziati potrebbero essere modulati da molecole già disponibili per l’uso in laboratorio. Esperimenti futuri, concludono gli esperti, permetteranno di verificare se alcune di queste possono risultare efficaci negli animali affetti da sclerosi multipla con l’obiettivo finale di identificare nuovi farmaci per i pazienti.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube