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Diritti e doveri dei figliastri

19 Luglio 2020
Diritti e doveri dei figliastri

Figli e fratelli di prime e seconde nozze, naturali e legittimi: cosa succede nei rapporti con il genitore sociale acquisito e alla sua morte. 

Quando si parla di figliastri ci si riferisce ai figli nati da una precedente relazione, sia questa basata sul matrimonio o sulla convivenza. Si tratta di uno dei tanti modi di dire popolari che non trovano, nel diritto, un corrispondente significato. Si può tutt’al più tradurre tale termine – peraltro apparentemente dispregiativo – con quello di “figlio di prime nozze” (o di seconde, ovviamente), oppure di “figli nati fuori dal matrimonio”. 

Ma quali sono i diritti e doveri dei figliastri nei confronti del nuovo partner del genitore e dei fratelli acquisiti?

Oggi, la legge equipara la posizione di tutti i figli, senza più distinzione tra quelli nati dal “primo letto” o dal “secondo”, tra quelli naturali e quelli legittimi. I figli, insomma, sono tutti figli. 

Questo però non toglie che, se nei rapporti con il proprio genitore biologico, i vari figli godono dei medesimi diritti e doveri (sicché, non c’è un fratello o fratellastro che possa vantare una posizione di primato rispetto agli altri), le cose non vanno così invece nei confronti del genitore acquisito. 

In questo breve articolo parleremo dunque dei diritti e doveri dei figliastri in modo tale da chiarire cosa prevede la legge.

Doveri del figliastro verso il genitore acquisito 

Si parla comunemente di genitore acquisito o “terzo genitore”, anche se il termine tecnico è genitore sociale: con queste parole ci si riferisce al nuovo coniuge con cui il proprio genitore biologico si sposa.

Gianmario si sposa con Rosalba e hanno una figlia di nome Veronica. I due, dopo un po’, si separano e Rosalba – con cui Veronica convive – si risposa con Domenico. Domenico è, per Veronica, un genitore sociale o acquisito.

Quando il proprio genitore biologico si risposa, il suo nuovo partner non ha alcun obbligo, né diritto nei confronti del figlio di questi nato dalla precedente relazione. Ciò vale sia nel caso di nuovo matrimonio che di convivenza. Difatti, tra il figlio di prime nozze (o nato da una relazione di fatto) e il nuovo partner del genitore biologico (sia quest’ultimo unito o meno da matrimonio) non si crea alcun legame di sangue. 

Il che significa che:

  • il figliastro non può rivendicare alcun diritto sull’eredità del genitore sociale;
  • il genitore sociale non può rivendicare alcun diritto sull’eredità o sui beni del figliastro;
  • se il genitore sociale dovesse separarsi dal genitore biologico e quest’ultimo dovesse essere condannato a versare al primo un mantenimento, tali obblighi non ricadrebbero sul figliastro neanche in caso di morte del proprio genitore. Così, ad esempio, se Marco ha un padre che si risposa con una seconda donna e da questa si separa, nel caso di decesso del papà, Marco non “erediterebbe” l’obbligo di versare gli alimenti alla seconda moglie di quest’ultimo;
  • il genitore sociale non ha – a differenza dei genitori naturali – l’usufrutto sui beni del figliastro. Tale diritto spetta solo al padre e alla madre biologici.

Insomma, a conti fatti, è possibile concludere nel seguente modo: non esiste alcun diritto o dovere tra figliastro e genitore acquisito (o “sociale” che dir si voglia).

L’adozione di maggiorenni

Il genitore sociale potrebbe però decidere di adottare il figlio del partner o del coniuge, benché non sia proprio figlio. Si tratta dell’istituto dell’adozione di maggiorenni che serve per garantire al figliastro i diritti di successione sul genitore acquisito. Il che succede quando tra questi si crei un legame solido e affettivo. È un atto di generosità insomma che tuttavia è subordinato al consenso sia del figliastro che dei suoi genitori naturali. Leggi la nostra guida sull’adozione di un maggiorenne. 

Diritti e doveri dei fratellastri

Diametralmente opposta è la posizione che si viene a creare tra fratellastri e genitore biologico, i quali vantano gli stessi diritti e doveri nei confronti di quest’ultimo. Così, se il padre di due figli – nati da due diversi matrimoni – dovesse morire, entrambi i figli vanterebbero i medesimi diritti sulla sua eredità. Mentre se dovesse morire la madre di seconde nozze, il figlio di prime nozze non avrebbe alcun diritto sulla sua successione.

Facciamo un esempio.

Giovanni si sposa una prima volta e ha, come figlio, Luca. Poi, si risposa e ha come figlia Ludovica. Giovanni muore e lascia la prima moglie, la seconda, Luca e Ludovica. I suoi eredi saranno soltanto la seconda moglie (dopo il divorzio infatti il primo coniuge non può rivendicare alcun diritto) e i due figli in quote uguali.

Tra di loro, però, i fratellastri non hanno alcun diritto o dovere. Sicché, se anche uno dei due dovesse morire, l’altro non potrebbe rivendicare alcun diritto successorio nei confronti del primo. 



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