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Rei e reddito di cittadinanza: differenze

23 Agosto 2020 | Autore:
Rei e reddito di cittadinanza: differenze

Per chi ha diritto al reddito d’inclusione è più conveniente prolungarlo o chiedere il reddito di cittadinanza?

Il reddito d’inclusione, o Rei, un importante sussidio economico a favore delle famiglie più povere, è stato, di fatto, sostituito dal reddito di cittadinanza. Parlare di sostituzione, però, è improprio: è vero che non è attualmente più possibile presentare nuove domande di Rei, ma le famiglie che già lo percepiscono possono continuare, sussistendo i requisiti, a riceverlo.

Ma per la famiglia è più conveniente il reddito di cittadinanza o il Rei? Non esiste una risposta valida per tutti i nuclei familiari: bisogna certamente osservare che l’importo massimo del reddito di cittadinanza risulta più elevato, ma anche che alcuni requisiti per ricevere le due prestazioni sono differenti, dunque per alcuni potrebbe risultare più semplice ottenere il Rei.

Facciamo allora il punto su Rei e reddito di cittadinanza: differenze, ammontare dei sussidi e adempimenti necessari.

È bene osservare, innanzitutto, che per entrambi i sussidi è richiesta la presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, o Dsu: si tratta della dichiarazione da cui emergono l’Isee, cioè l’indicatore della situazione economica equivalente della famiglia, l’Isr, cioè l’indicatore della situazione reddituale, nonché l’Isp, indicatore della situazione patrimoniale. Questi indicatori servono, in pratica, a “misurare la ricchezza” della famiglia, ai fini non solo del Rei o del reddito di cittadinanza, ma della maggior parte dei benefici a carattere pubblico. Qui trovi la “Guida all’Isee“.

I limiti Isee per ottenere il Rei sono differenti rispetto ai nuovi limiti previsti per il reddito di cittadinanza. Ma procediamo con ordine.

A quanto ammonta il Rei?

Il Rei consiste in un contributo economico, esentasse, che varia in base alla composizione del nucleo familiare ed è erogato attraverso la carta Rei, una social card.

Per il 2020, l’importo massimo annuo dell’assegno ammonta a 6.575,56 euro [1]. L’importo erogato mensilmente attraverso la carta Rei ammonta a 547,96 euro. Questo importo, però, è erogato soltanto alle famiglie con 5 e più componenti. Per le famiglie con meno componenti, l’importo si abbassa, sino ad arrivare a circa 190 euro mensili.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza?

Il Reddito di cittadinanza consta di una quota base, che integra il reddito sino a 500 euro mensili per un nucleo familiare con un solo componente e di una quota aggiuntiva, pari a un massimo di 280 euro mensili per chi paga l’affitto e a un massimo di 150 euro al mese per chi paga il mutuo.

La quota base aumenta in base alla scala di equivalenza, che vale 1 per il primo componente del nucleo familiare, +0,4 per ogni componente aggiuntivo maggiorenne e +0,2 per ogni maggiorenne, sino a un massimo di 2,2 in caso di disabili gravi o non autosufficienti nel nucleo.

L’ammontare massimo del reddito di cittadinanza è, dunque, pari a 1.380 euro mensili (500 x 2,2 +280).

L’importo è ridotto in base al reddito dei componenti del nucleo familiare: il sussidio minimo è pari a 40 euro mensili.

Come funziona la carta Rei?

La carta Rei, oltre a costituire un sussidio economico, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto, quindi sino a un massimo di 273,98 euro. La carta Rei dà inoltre diritto a uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni nella fornitura di energia elettrica e gas.

Come funziona la carta Rdc?

La carta reddito di cittadinanza, o carta Rdc, è la carta sulla quale è ricaricato l’importo del reddito di cittadinanza, mensilmente. Con questa carta è possibile pagare l’affitto o il mutuo. Non si possono fare acquisti online e vi sono diversi beni e servizi che non si possono acquistare. Il prelievo di contanti è consentito sino a un massimo di 220 euro mensili.

Inoltre, se l’intero importo caricato mensilmente sulla carta Rdc non viene speso, il sussidio viene decurtato. Per saperne di più, leggi la nostra “Guida alla carta Rdc“.

Chi ha diritto al Rei?

Il Rei spetta alle famiglie:

  • il cui indicatore Isee non superi 6.966,54 euro, per l’anno 2020; può essere utilizzato anche l’Isee corrente;
  • il cui indicatore Isre non superi i 3mila euro;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni da diporto o navi;
  • senza, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Chi richiede il Rei deve essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

Possono chiedere il reddito di cittadinanza i cittadini maggiorenni che soddisfano una delle seguenti condizioni:

  • non hanno presentato le dimissioni nei 12 mesi precedenti la domanda;
  • non sono detenuti o ricoverati in una struttura a carico dello Stato;
  • non hanno subito una misura cautelare personale, anche adottata all’esito di convalida dell’arresto o del fermo, o una condanna, anche con sentenza non definitiva, per determinati reati;
  • sono in possesso della cittadinanza italiana o europea, o sono familiari di un titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, o cittadini di altri Stati in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o dello status di titolare di protezione internazionale;
  • sono residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • possiedono un indicatore Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
  • possiedono un valore del reddito familiare inferiore a 6 mila euro, riferito al singolo componente, o a 7.560 euro, in caso di pensione di cittadinanza; l’importo è elevato sino a 9.360 euro per chi paga l’affitto ed è da adeguare col parametro della scala di equivalenza;
  • possiedono immobili, oltre alla prima casa, per un valore totale inferiore a 30mila euro, anche all’estero;
  • possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, carte prepagate, titoli, libretti, depositi, obbligazioni, partecipazioni…) non superiore a 6mila euro; questa soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i massimali sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente disabile e di 7500 euro per ogni componente disabile grave o non autosufficiente;
  • non possiedono in famiglia autoveicoli immatricolati da meno di 6 mesi, o con cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli immatricolati nei 2 anni precedenti, o con cilindrata superiore a 250 cc; in famiglia, nessuno deve possedere navi o imbarcazioni da diporto; possono essere posseduti i veicoli per disabili;
  • hanno presentato una dichiarazione Isee (ordinario, minorenni, corrente) in corso di validità per il nucleo familiare.

Maggiori approfondimenti in: “Reddito di cittadinanza, requisiti“.

Si può lavorare con il Rei?

Il Rei, anche se richiede lo stato di disoccupazione, è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6.966,54 euro annui. Bisogna comunque comunicare lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti del nucleo, attraverso l’apposito modulo Rei- Com (anche contestualmente alla presentazione della domanda Rei).

Non è, invece, possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altri ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

Si può lavorare con il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è compatibile con l’attività lavorativa: nello specifico, se il lavoratore ha un contratto, il suo reddito viene integrato, attraverso la carta Rdc, sino alla quota mensile base massima prevista.

Se il nucleo familiare ha dei componenti che lavorano e supera la soglia di reddito di 6mila o 7.560 euro (da moltiplicare per la scala di equivalenza), ma non la soglia Isee di 9.360 euro, può aver comunque diritto alla quota del reddito di cittadinanza spettante per affitto o mutuo a carico.

Naspi e altre prestazioni collegate allo stato di disoccupazione sono compatibili col reddito di cittadinanza sino al limite della soglia calcolata.

Si possono ricevere altri sussidi oltre al Rei?

Se un componente del nucleo, o più componenti, beneficiano di altri trattamenti di assistenza, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi come l’accompagno, il valore mensile del Rei è ridotto in corrispondenza al valore mensile di questi sussidi.

Non incidono sull’importo del Rei:

  • gli arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al beneficio economico del Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato, a carico del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • i rimborsi spese o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Si possono ricevere altri sussidi oltre al Reddito di cittadinanza?

Ai fini del reddito e della pensione di cittadinanza, il reddito familiare è determinato al netto dei trattamenti di assistenza non più in godimento ed eventualmente inclusi nell’Isee, mentre il reddito familiare include le prestazioni di assistenza in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo. Sono esclusi:

  • gli arretrati
  • le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi, come l’assegno di accompagnamento;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi;
  • le esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • i rimborsi spese, i buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi;
  • il bonus bebè.

note

[1] Messaggio Inps 161/2020.


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