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Isee minorenni: quando serve

29 Settembre 2020 | Autore:
Isee minorenni: quando serve

In quali casi deve essere presentata la dichiarazione sostitutiva unica per minori, per quali prestazioni serve.

La dichiarazione Isee, o Dsu (dichiarazione sostitutiva unica), è un documento ormai divenuto indispensabile per ottenere la maggior parte delle agevolazioni pubbliche: dal reddito di cittadinanza al pagamento delle tasse universitarie, dal bonus bebè al buono nido, l’Isee quando non è richiesto per determinare il diritto al beneficio, risulta comunque necessario per determinare il suo ammontare. Ne abbiamo parlato in: “Quando conviene fare il modello Isee“.

Più precisamente, l’Isee è uno degli indicatori che emergono dalla dichiarazione sostitutiva unica e serve per determinare la situazione economica della famiglia. Dalla stessa dichiarazione emergono altri indicatori, come l’Isr, l’indicatore della situazione reddituale e l’Isp, l’indicatore della situazione patrimoniale.

Non esiste peraltro un’unica tipologia di Isee, ma le sezioni ed i quadri della dichiarazione possono variare sia in base alle prestazioni richieste, che in base alla composizione del nucleo familiare. Vi sono infatti, oltre all’Isee ordinario, l’Isee università, l’Isee minorenni, l’Isee sociosanitario e sociosanitario residenziale, l’Isee corrente.

Facciamo ora il punto sull’Isee minorenni: quando serve, quali sezioni e quadri devono essere compilati ed in quali casi.

Cominciamo subito col chiarire che l’Isee minorenni deve essere presentato per l’accesso alle prestazioni agevolate rivolte ai minorenni, figli di genitori non coniugati tra loro e non conviventi. Per il calcolo occorre prendere in considerazione la condizione del genitore non coniugato e non convivente, per stabilire se essa incida o meno sull’ Isee del nucleo familiare del minorenne.

Qual è il nucleo familiare Isee del figlio minore?

Il figlio minore fa parte del nucleo familiare ai fini Isee del genitore con cui convive.

Se il minorenne non convive con i genitori:

  • in assenza di provvedimento di affidamento definitivo o temporaneo ad altri soggetti viene attratto nel nucleo familiare dei genitori;
  • se in affido temporaneo, il genitore affidatario può considerarlo parte del nucleo;
  • se collocato presso comunità, fa nucleo a sé;
  • se in affido preadottivo, fa parte del nucleo familiare dell’affidatario.

Qual è il nucleo familiare Isee del figlio maggiorenne?

Il figlio maggiorenne fa parte del nucleo del genitore con cui convive.

Se non convive con alcuno dei genitori, fa parte del nucleo familiare dei genitori esclusivamente quando è di età inferiore a 26 anni, è nella condizione di essere a loro carico a fini Irpef, non è coniugato e non ha figli. In questi casi, se i genitori non fanno parte dello stesso nucleo ed il figlio risulta a carico di entrambi, quest’ultimo deve scegliere quale stato di famiglia considerare

Il figlio a carico fiscale dei genitori, che abbia compiuto almeno 26 anni, con residenza diversa, anche se non coniugato o senza figli, fa nucleo familiare a sé.

Come funziona l’Isee minorenni?

Se l’Isee viene richiesto per ottenere delle agevolazioni rivolte a minorenni o connesse alla presenza nel nucleo familiare di componenti con meno di 18 anni (Bonus bebè, buono nido, assegno di maternità, assegno al nucleo familiare, bonus scolastici, etc.) e i genitori non sono sposati e non convivono, la dichiarazione sostitutiva unica deve essere compilata con criteri diversi.

In pratica, nell’Isee minorenni il genitore non convivente e non coniugato con l’altro genitore viene integrato nel nucleo familiare del figlio, a meno che non sia effettivamente assente dalla famiglia perché:

  • sposato con una persona diversa dall’altro genitore;
  • ha dei figli con una persona diversa dall’altro genitore;
  • è tenuto a versare gli assegni periodici per il mantenimento dei figli, stabiliti con provvedimento giudiziario;
  • è stato escluso dalla potestà sui figli;
  • ha subito un provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare;
  • è stata riconosciuta (in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali) la sua estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

Nei primi due casi (genitore sposato o con figli con altra persona), il genitore convivente non può essere totalmente escluso dall’Isee, ma viene integrato nel nucleo come componente aggiuntiva della situazione economica del genitore non convivente.

Nelle altre ipotesi osservate, il genitore non convivente non deve essere inserito nel nucleo del figlio; nella Dsu (quadro D) viene richiesto solo il nome e il codice fiscale del genitore non convivente, e deve essere spuntata la casella “il genitore non convivente è in una delle seguenti condizioni”. Dunque, il dichiarante non deve inserire i redditi, il patrimonio ed altri dati del genitore escluso.

Come si integra il genitore non convivente nell’Isee minorenni?

Se il genitore è integrato come componente aggiuntiva e non è escluso, deve essere inserito nel nucleo familiare Isee del figlio (quadro A) con relazione di parentela Gnc (=genitore non coniugato e non convivente).

Se il genitore è già in possesso dell’attestazione Isee ordinario relativo al suo nucleo familiare, basta inserire nella Dsu il protocollo Inps del suo Isee.

In presenza di genitori coniugati, genitori non coniugati ma conviventi, genitori legalmente separati, genitore deceduto, genitore che non ha riconosciuto il figlio, si applicano le regole dell’Isee ordinario.



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