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Assunzione minorenne: i lavori vietati

20 Luglio 2020 | Autore:
Assunzione minorenne: i lavori vietati

Quali sono le mansioni che non possono essere svolte dai minori di 18 anni: lavorazioni ed esposizioni a sostanze dannose.

Il lavoro minorile, in Italia, non è vietato, ma è soggetto ad alcune limitazioni e tutele aggiuntive per la salute e la sicurezza dei lavoratori con meno di 18 anni.

In particolare, le disposizioni normative [1] prevedono un orario ridotto rispetto ai dipendenti maggiorenni, con diritto a più riposi, appositi accertamenti sanitari, divieto di svolgere lavoro notturno e di svolgere determinate mansioni.

Per l’assunzione minorenne, i lavori vietati quali sono? Innanzitutto, occorre precisare che non tutti i lavoratori minorenni sono soggetti alla stessa disciplina: bisogna infatti distinguere tra i lavoratori minorenni ed i bambini.

Con il termine lavoratori bambini, o fanciulli, si intendono i lavoratori sotto i 15 anni: per questi lavoratori, in pratica, tutte le mansioni sono vietate, tranne specifiche eccezioni. I bambini possono essere esclusivamente adibiti ad attività artistiche, culturali, pubblicitarie o sportive.

Divieto di lavoro notturno

Per i lavoratori minorenni, sia bambini che sopra i 15 anni, il lavoro notturno è vietato. Per la precisione, i minori non possono lavorare nell’arco di tempo che va dalle 22 alle 6 o dalle 23 alle 7, a meno che le attività svolte non siano di carattere culturale, artistico o sportivo ed il lavoro non superi la mezzanotte.

Divieto di lavoro straordinario

Ai minorenni è anche vietato lo svolgimento di lavoro straordinario, ossia oltre l’orario ordinario previsto dal decreto sull’orario di lavoro, pari a 40 ore settimanali, oppure oltre l’orario inferiore previsto dal contratto collettivo applicato (ad esempio 36 ore).

Mansioni vietate ai minorenni

Oltre a questi divieti, ai minorenni è precluso lo svolgimento di una lunga lista di mansioni: l’elenco è allegato alla legge sul lavoro minorile [2].

I divieti riguardano, comunque, soltanto le specifiche fasi dell’attività lavorativa e non l’attività nel suo complesso.

Lavori che espongono a sostanze dannose

Sono innanzitutto vietate le lavorazioni che espongono alle seguenti sostanze:

  • agenti fisici, ossia elementi di natura fisica, come il rumore, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici; la lavorazione è vietata se espone ai seguenti agenti fisici:
    • atmosfera a pressione superiore a quella naturale, ad esempio lavori in contenitori sotto pressione, oppure in immersione sottomarina;
    • rumori eccessivi, con esposizione superiore al valore previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza;
  • agenti biologici:
    • microorganismi che possono causare malattie gravi nell’uomo;
    • sostanze che possono causare modifiche genetiche;
  • agenti chimici:
    • sostanze e preparati classificati come tossici (contrassegnati dal codice T), molto tossici (contrassegnati dal codice T+), corrosivi (contrassegnati dal codice C), esplosivi (contrassegnati dal codice E) o estremamente infiammabili (contrassegnati dal codice F+);
    • sostanze e preparati classificati come nocivi (contrassegnati dal codice Xn), che comportano uno o più rischi tra i seguenti, descritti dai codici elencati:
      • pericolo di effetti irreversibili molto gravi sull’uomo (rischio contrassegnato dal codice R39);
      • possibilità di effetti irreversibili sull’uomo (rischio contrassegnato dal codice R40);
      • possono provocare sensibilizzazione se respirati (rischio contrassegnato dal codice R42);
      • possono provocare sensibilizzazione se vengono a contatto con la pelle (rischio contrassegnato dal codice R43);
      • possono provocare alterazioni genetiche ereditarie (rischio contrassegnato dal codice R46);
      • pericolo di gravi danni per la salute se si viene esposti a lungo a queste sostanze (rischio contrassegnato dal codice R48);
      • riduzione della fertilità, cioè della possibilità di avere figli (rischio contrassegnato dal codice R60);
      • possibilità che danneggino i bambini non ancora nati (rischio contrassegnato dal codice R61);
    • sostanze e preparati classificati come irritanti (contrassegnati dal codice Xi) e comportanti uno o più rischi tra i seguenti:
      • possono provocare sensibilizzazione se respirati (rischio contrassegnato dal codice R42);
      • possono provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle (rischio contrassegnato dal codice R43);
    • sostanze e preparati cancerogeni che possono provocare mutazioni;
    • piombo e suoi composti.

Procedimenti di produzione e lavori dannosi

Sono vietati i seguenti procedimenti produttivi e le seguenti lavorazioni:

  • processi e lavori per i quali è previsto l’utilizzo di sostanze cancerogene;
  • lavori di fabbricazione e di manipolazione di dispositivi, ordigni ed oggetti che contengono esplosivi;
  • lavori a contatto con animali feroci o velenosi, oppure con tori e stalloni;
  • lavori di mattatoio;
  • lavori che comportano il contatto con gas compressi, liquidi o in soluzione;
  • lavori su contenitori, bacini, serbatoi, damigiane o bombole con sostanze chimiche all’interno;
  • lavori edili di demolizione, allestimento e smontaggio delle armature esterne ed interne delle costruzioni;
  • lavori che comportano rischi elettrici da alta tensione;
  • lavori a catena, il cui ritmo è determinato da macchinari e che sono pagati a cottimo, cioè in base alla quantità prodotta;
  • lavorazioni con forni con temperature superiori a 500 gradi, come ad esempio quelli per la produzione di ghisa, ferroleghe, ferro o acciaio; operazioni di demolizione, ricostruzione e riparazione dei forni stessi;
  • lavori ai laminatoi;
  • lavorazioni nelle fonderie;
  • processi elettrolitici;
  • produzione di gomma sintetica;
  • lavorazione della gomma naturale e sintetica;
  • produzione dei metalli con o senza ferro e delle loro leghe;
  • produzione e lavorazione dello zolfo;
  • lavorazioni di scavo, comprese le operazioni di estirpazione dei materiali, di collocamento e smontaggio delle armature, di conduzione e manovra dei mezzi meccanici, di taglio dei massi;
  • lavorazioni in gallerie, cave, miniere, torbiere e industria estrattiva in genere;
  • lavorazione meccanica dei minerali e delle rocce, limitatamente alle fasi di taglio, frantumazione, polverizzazione, vagliatura a secco dei prodotti che generano polvere;
  • lavorazione dei tabacchi;
  • lavori di costruzione, trasformazione, riparazione, manutenzione e demolizione delle navi; sono esclusi i lavori di officina eseguiti nei reparti a terra;
  • produzione di calce ventilata;
  • lavorazioni che espongono a rischio di silicosi, cioè al rischio di incorrere in problematiche respiratorie che possono portare anche al tumore polmonare, per esposizione alla silice libera cristallina;
  • manovra degli apparecchi di sollevamento a trazione meccanica, ad eccezione di ascensori e montacarichi;
  • lavori in pozzi, cisterne ed ambienti ristretti simili;
  • lavori nei magazzini frigoriferi;
  • lavorazione, produzione e manipolazione comportanti l’esposizione a prodotti farmaceutici;
  • guida di veicoli di trasporto e di macchine, lavori sui motori e sugli organi di trasmissione che sono in moto;
  • operazioni di metallizzazione a spruzzo;
  • lavorazioni che comportano l’abbattimento degli alberi;
  • pulizia di camini e focolai negli impianti di combustione;
  • apertura, battitura, cardatura e pulitura delle fibre tessili, di fibre vegetali e di origine animale, delle piume e dei peli;
  • produzione e lavorazione di fibre minerali e artificiali;
  • lavorazioni di riciclo di stracci e carta usata;
  • lavori con impieghi di strumenti vibranti, come i martelli pneumatici; uso di pistole fissa chiodi;
  • produzione di polveri metalliche;
  • saldatura e taglio dei metalli con arco elettrico o con fiamma ossidrica o ossiacetilenica;
  • lavori nelle macellerie che comportano il rischio di tagliarsi per l’utilizzo di attrezzi affilati, seghe e macchine per tritare.

note

[1] L. 977/1967; D.lgs. 262/2000; D.lgs. 81/2008.

[2] Allegato 1 alla L. 977/1967.


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