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Di che materiale sono fatti i soldi?

19 Luglio 2020 | Autore:
Di che materiale sono fatti i soldi?

Monete e banconote: come sono fatte? Chi provvede alla produzione ed emissione dei soldi? Banconote danneggiate: cosa fare?

A causa delle crisi economiche e dell’obbligo della moneta elettronica, il classico contante cartaceo sembra avere vita breve. Banconote e monete sono state quasi messe al bando dalle nuove leggi, tutte concentrate ad adottare misure volte a favorire la tracciabilità delle transazioni per combattere l’evasione fiscale. Con questo articolo, però, non ci occuperemo di situazioni e analisi finanziarie, ma di qualcosa di molto più concreto: di che materiale sono fatti i soldi?

Ovviamente ci riferiamo alle classiche banconote e monete che conserviamo nel portafogli e che utilizziamo per effettuare le spese di ogni giorno. Pensa alla comune banconota da 10 o da 20 euro, oppure alle monete da 1 e 2 euro. Di cosa sono fatti i soldi? Chi li produce e di quali materiali si avvale? Cosa fare se una banconota si danneggia? Se l’argomento ti incuriosisce, prosegui nella lettura: ti basteranno solo cinque minuti per trovare le risposte che cerchi.

Banconote: di che materiale sono fatte?

Cominciamo a vedere di che materiale sono fatte le banconote, cioè i soldi cartacei, i biglietti da 200, 100, 50, 20, 10 e 5 euro.

Come sicuramente già saprai, le banconote non sono semplice carta: esse sono composte di un materiale molto più resistente, in ragione proprio del valore che si attribuisce ai soldi.

Le banconote in euro sono stampate su carta fatta di fibre di puro cotone. Questo conferisce alle banconote la loro particolare consistenza e le rende resistenti all’usura. Inoltre, ciò consente di introdurre in ogni banconota una speciale filigrana utile a combattere il fenomeno della contraffazione del denaro.

Nonostante questa particolare lavorazione, anche i soldi possono rompersi, danneggiarsi, strapparsi oppure essere contraffatti dai criminali più esperti.

Monete: come sono fatte?

Vediamo ora di quale materiale sono fatte le monete, cioè i soldi non cartacei ma di metallo (monete da 1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi e monete da 1 e 2 euro).

Per quanto riguarda il metallo con il quale sono fatte le monete, è possibile distinguere tre gruppi:

  • gli euro da 1 centesimo, 2 centesimi e 5 centesimi, realizzate con un nucleo di acciaio inossidabile ricoperto in rame (in questa percentuale: 94,35% acciaio e 5,65% rame);
  • gli euro da 10 centesimi, 20 centesimi e 50 centesimi, realizzati in una lega dell’89% di rame, 5% di alluminio, 5% di zinco e l’1% di stagno;
  • le monete bimetalliche da 1 euro e da 2 euro, con la parte argentea (interno delle monete da 1 euro ed esterno delle monete da 2 euro) realizzata con una lega di rame-nichel mentre quella dorata (esterno delle monete da 1 euro ed interno delle monete da 2 euro) con una lega di nichel-ottone.

Soldi: chi li produce?

Tutti i tipi di soldi, sia le banconote che le monete, sono emesse dalle singole Banche centrali nazionali (in Italia, la Banca d’Italia).

Sono dunque le banche centrali di ogni Stato dell’Unione Europea a realizzare i soldi, cioè le banconote e le monete. Ma non solo: le Banche centrali, oltre ad emettere i soldi, si occupano anche del loro ritiro nel caso in cui le banconote siano inservibili perché distrutte, strappate o deteriorate.

Oltre alle Banche centrali nazionali, all’emissione dei soldi partecipa anche la Bce, cioè la Banca centrale europea.

In teoria, dunque, sia la Banca Centrale Europea (Bce) sia le Banche Centrali Nazionali dei Paesi partecipanti all’area dell’euro hanno titolo legale a emettere banconote in euro. In pratica, però, soltanto le Banche centrali nazionali provvedono materialmente all’emissione e al ritiro dei biglietti in euro.

Banca d’Italia: quando sostituisce i soldi strappati?

Abbiamo detto che la Banca d’Italia, in qualità di Banca centrale nazionale, emette monete e banconote che circolano poi legalmente nello Stato. Oltre all’emissione, la Banca d’Italia si occupa anche del ritiro e della sostituzione dei soldi danneggiati.

Proprio in ragione del materiale di cui sono fatti, i soldi (e soprattutto le banconote) sono soggetti facilmente a deterioramento o, più in generale, a danneggiamento.

Se hai una banconota non strappata in maniera irreversibile, puoi rivolgerti a una qualsiasi banca, la quale a sua volta provvederà alla loro sostituzione presso la Banca d’Italia.

Devi sapere, però, che non sempre l’operazione va a buon fine. Nello specifico, può accadere che:

  • se la banca ritiene che il possessore che chiede il cambio dei soldi strappati sia in buona fede e che il grado di lesione sia modesto, allora sostituisce la banconota danneggiata con una nuova;
  • se la banca ritiene che il possessore sia in malafede, avendo danneggiato o strappato volontariamente i soldi, non procede alla sostituzione, limitandosi a trattenere la banconota;
  • se la banca ritiene che vi siano dubbi sulla possibilità si sostituire la banconota, la trattiene e la spedisce all’Amministrazione Centrale la quale, a sua volta, fa esaminare i soldi da una apposita commissione di esperti che decide in via definitiva se concedere o meno la sostituzione.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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