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Si può rendere pubblica una mail privata?

19 Luglio 2020
Si può rendere pubblica una mail privata?

Violazione del segreto della corrispondenza, della privacy e del diritto d’autore: tutti gli ostacoli che impediscono la divulgazione o l’inoltro di una lettera o di una mail indirizzata ad altri.

Nell’era in cui duplicare un testo o inoltrarlo ad altre persone è – almeno tecnicamente – un gioco da ragazzi, ci si chiede non di rado se si può rendere pubblica una mail privata. Il comportamento di chi comunica a terzi una corrispondenza segreta può essere perseguibile penalmente e può dar diritto a una richiesta di risarcimento del danno? 

La questione va valutata sotto svariati aspetti. Entrano, infatti, in gioco diverse norme: quelle che tutelano la corrispondenza, il diritto d’autore e la tutela dei dati personali. 

Dall’altro lato, non si può dire che divulgare una mail privata è sempre reato: quando infatti lo stralcio della comunicazione ha contenuto neutro, tale cioè da non ledere alcun diritto costituzionale, allora sarà difficile far entrare in gioco la tutela penale. 

Di tanto ci occuperemo in questo articolo. Spiegheremo cioè se e quando si può rendere pubblica una mail privata. E lo faremo partendo da una serie di esempi pratici che renderanno meglio l’idea di come vada interpretata la legge italiana. Ma procediamo con ordine.

La violazione della corrispondenza

L’articolo 15 della Costituzione sancisce la libertà e la segretezza della corrispondenza come diritti inviolabili.

Questa norma è attuata dall’articolo 616 del Codice penaleViolazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza») a norma del quale è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 30 a 516 euro «chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prendere o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime».

Il comportamento del Codice penale sembra quindi diretto più che altro nei confronti di chi si appropria di una lettera – e quindi anche di una mail – a lui non indirizzata e la legge o la rivela a terzi oppure la distrugge. Tanto è vero che non commette il reato di violazione di corrispondenza il datore di lavoro che legge le mail dei propri dipendenti qualora disponga legittimamente delle credenziali di accesso e abbia previamente comunicato a questi la possibilità di controllo. 

Invece, il caso che a noi interessa è quello di chi, destinatario di una corrispondenza inoltrata tramite posta elettronica, la faccia leggere ad altri, inoltrandola o, addirittura, pubblicandola su un social network, su un sito internet o su un articolo di giornale.

Non possiamo quindi ritenere che vi sia il reato di Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza se non quando si è in presenza di qualcuno che, intrufolatosi nell’account di posta elettronica altrui, abbia preso conoscenza delle mail ivi presenti. 

Violazione dei dati personali

La normativa sulla privacy vieta la diffusione di dati personali altrui. Questo significa che incorre in tale reato chi diffonde una mail dalla quale risultino elementi di vita privata del soggetto.

Marco confida a Lucio di condurre una vita molto triste, per via di un cattivo rapporto con la moglie e con il proprio datore di lavoro. Lucio fa leggere la mail ad altre persone. Lucio commette il reato di violazione della privacy di Marco.

Domenico invia una mail ad Angelo in cui gli spiega come ricevere un beneficio fiscale, aperto a tutti i contribuenti che, come Angelo, si trovano in difficoltà economica. Nella mail, però, non si fa menzione al reddito di Angelo ma viene spiegata solo la normativa. Dopo un poco Domenico, a beneficio dei suoi amici che si trovano nella stessa condizione di Angelo, pubblica la mail sul proprio account Facebook. Domenico non commette reato perché non sta rivelando alcun dato privato.

Lo stesso Garante della Privacy ha chiarito che non si può pubblicare una lettera privata, anche se inviata via e-mail a più persone, senza il consenso dell’autore e dei destinatari.  

Solo in ambito giornalistico il trattamento dei dati personali altrui può avvenire senza consenso, ma solo se sussiste un fatto di interesse pubblico e rispettando l’essenzialità dell’informazione (non comunicando quindi dati ulteriori rispetto a quelli strettamente necessari a fornire la notizia in modo “neutro”). 

Violazione del diritto d’autore

Ben potrebbe infine succedere che una mail, pur non contenendo elementi dai quali desumere aspetti della vita privata del mittente o del destinatario, sia da considerare un’opera letteraria o comunque dotata di una certa originalità.

Saverio scrive una mail a Sabrina in cui si lamenta dell’attuale sistema giudiziario e indica, nella corrispondenza, una serie di criticità, evidenziando i buchi della giustizia italiana, le pecche di alcuni processi e le norme che andrebbero riformate. L’espressione del suo pensiero personale è tutelata con il diritto d’autore, anche se si tratta di una mail non registrata presso alcun ente o pubblicata in alcun libro. Sicché, Sabrina non potrà renderla pubblica, neanche citando l’autore dello scritto, a meno che, ovviamente, non vi sia il consenso di quest’ultimo.

Raffaella ha ideato alcune ricette per cucina e le ha scritte in un file word. Dopodiché, a un’amica che le ha chiesto la preparazione della torta con le meringhe, gira tramite mail la relativa ricetta. L’amica però la diffonde ai propri contatti social. Raffaella ha ben ragione di chiedere il risarcimento all’amica, avendo diffuso un’opera tutelata dal diritto d’autore. 

La pubblicazione pedissequa di parti di una mail può quindi, anche se non lesiva dell’altrui privacy, violare i principi della legge sul diritto d’autore, per i quali essa non può essere diffusa, pubblicata o riprodotta senza il consenso dell’autore e del destinatario.  

Il diritto d’autore trova limite solo nel diritto di citazione che riguarda tuttavia stralci di un pensiero (e non l’intera opera) che va comunque virgolettato e riportato insieme al nome del suo autore. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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