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Gratuito patrocinio: chi può richiederlo

29 Settembre 2020
Gratuito patrocinio: chi può richiederlo

Quando si può beneficiare del patrocinio a spese dello Stato?

Devi affrontare una causa in tribunale? Non puoi permetterti di pagare le spese dell’avvocato? Ebbene, in questi casi, la legge ti consente di accedere, a determinate condizioni, al patrocinio a spese dello Stato. In pratica, si tratta di un istituto previsto per garantire il diritto alla difesa anche a chi si trova in difficoltà economiche. Nell’articolo che segue faremo il punto della situazione sul gratuito patrocinio: chi può richiederlo? Quali sono i requisiti? Dove si presenta la domanda? Niente paura, te lo spiego subito in poche e semplici battute in questa guida.

Gratuito patrocinio: cos’è?

In molti pensano che l’accesso alla giustizia non sia per tutti. In parte è vero, considerate le spese da sostenere: parcella dell’avvocato, costi amministrativi, consulenza tecnica, ecc. Per questa ragione, la legge ha previsto il gratuito patrocinio – o meglio, il patrocinio a spese dello Stato – che consente ai soggetti meno abbienti di far valere i propri diritti in tribunale avvalendosi di un legale, il cui compenso sarà pagato direttamente dallo Stato.

Gratuito patrocinio: quali sono i requisiti?

Per chiedere il patrocinio a spese dello Stato devono sussistere i seguenti presupposti:

  • le ragioni che intendi far valere devono essere fondate. Il motivo è molto semplice: essendo le spese a carico dello Stato, è possibile accedere al beneficio solo laddove sia veramente necessario;    
  • un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro. Occhio però: se convivi con altri familiari, ad esempio con il coniuge, la fidanzata, i genitori, ecc., il reddito considerato è quello dell’intero nucleo familiare. A tal proposito, ci sono delle eccezioni, nel senso che si tiene conto del solo reddito personale del soggetto richiedente il gratuito patrocinio qualora la causa abbia ad oggetto diritti della personalità (ad esempio, il diritto al nome, alla riservatezza, ecc.) o interessi in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (pensa, ad esempio, ad una causa di separazione).

Gratuito patrocinio: quando può essere richiesto?

Il patrocinio a spese dello Stato può essere richiesto sia per agire che per difendersi nell’ambito di un: 

  • processo civile, compresa la volontaria giurisdizione (ad esempio, per una separazione consensuale, un divorzio congiunto, ecc.);
  • processo amministrativo, contabile o tributario;
  • processo penale. 

È possibile chiedere il gratuito patrocinio in ogni stato e grado del processo.

Gratuito patrocinio: chi può richiederlo?

I soggetti che possono chiedere di essere ammessi al gratuito patrocinio sono:

  • i cittadini italiani, compresi i liberi professionisti o i titolari di partita Iva;
  • gli stranieri o gli apolidi regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale;
  • gli enti e le associazioni senza scopo di lucro.

Sono, invece, esclusi dal patrocinio a spese dello Stato tutti coloro che hanno ricevuto una condanna definitiva per:

  • associazione di tipo mafioso;
  • associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri;
  • produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Gratuito patrocinio: come si presenta la domanda?

Per richiedere il gratuito patrocinio devi compilare prima un’istanza in carta semplice (senza apporre marche da bollo) che trovi presso la segreteria degli ordini degli avvocati. L’istanza deve contenere:

  • la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio;
  • i dati anagrafici sia del richiedente che dei componenti il nucleo familiare: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale;
  • l’autocertificazione dei redditi percepiti durante l’anno precedente. Quindi, ad esempio, se presenti la domanda nel 2020 devi indicare i redditi del 2019;
  • l’impegno a comunicare eventuali variazioni di reddito; 
  • se la causa è già iniziata devi indicare: la data della prossima udienza, la controparte, ecc.;
  • la firma del richiedente, autenticata dal difensore se è già stato nominato.

Compilata l’istanza, questa va depositata – dal richiedente o dall’avvocato – presso la segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) territorialmente competente in caso di processo civile, amministrativo o tributario. Entro dieci giorni, il COA comunica l’accoglimento, l’inammissibilità o il rigetto della domanda. L’istanza può essere proposta al giudice competente per il giudizio in caso di rigetto o inammissibilità.

Se invece si tratta di un processo penale, l’istanza va depositata presso la cancelleria del magistrato davanti al quale pende il procedimento, ad esempio presso la cancelleria del gip se il procedimento si trova in fase di indagini preliminari.

Una volta ammessi al gratuito patrocinio, è possibile nominare un difensore, scegliendolo tra gli iscritti al relativo elenco.

Gratuito patrocinio: chi paga le spese?

Lo abbiamo già detto: nel gratuito patrocinio spetta allo Stato pagare sia la parcella dell’avvocato sia i costi amministrativi legati al processo. In caso di vittoria del soggetto ammesso al gratuito patrocinio, lo Stato recupera le spese addebitandole alla parte sconfitta.

Se, invece, chi gode del beneficio viene condannato dal giudice deve pagare lui stesso (e non lo Stato) le spese alla controparte. 

Gratuito patrocinio: può essere revocato?

L’ammissione al gratuito patrocinio può essere revocata con decreto dal giudice nei seguenti casi:

  • per sopraggiunte variazioni del reddito del beneficiario;
  • per insussistenza dei presupposti richiesti per l’ammissione;
  • se l’interessato ha agito o resistito in giudizio con malafede o colpa grave.


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