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Consiglio Ue: meno aiuti dall’Europa per far felice l’Olanda

18 Luglio 2020 | Autore:
Consiglio Ue: meno aiuti dall’Europa per far felice l’Olanda

La proposta del presidente Michel: più controlli e meno soldi a fondo perduto a favore dei prestiti. A discapito di ricerca, sanità e sussidi. Rutte: bene così.

La cifra resterebbe la stessa, ma gli equilibri tra aiuti a fondo perduto e prestiti da restituire cambierebbe sensibilmente. Rimangono 750 i miliardi di euro destinati al Recovery Fund per dare una mano ai Paesi più colpiti dalla crisi generata dal coronavirus. I trasferimenti, diciamo così, «gratuiti», cioè a fondo perduto, scenderebbero dai 500 miliardi previsti inizialmente a 450 miliardi. Quei 50 miliardi in meno andrebbero ad aggiungersi ai 250 già stabiliti per i prestiti. Diventerebbero, in questo modo, 300 miliardi. Ai cosiddetti «Paesi frugali», cioè Austria, Finlandia, Danimarca, Svezia e, soprattutto, Olanda, andrebbe bene in questo modo. Vorrebbe dire che l’accordo rischiava di saltare per la collocazione di 50 miliardi su 750. Delle due una: o una rigida questione di principio o una colossale presa in giro.

Questa, dunque, la proposta messa oggi sul tavolo del Consiglio europeo in corso da ieri a Bruxelles dal suo presidente Charles Michel.

Non è finita, però. Michel aggiunge nella sua proposta anche nuove regole per accedere al Recovery Fund, quelle che tecnicamente vengono chiamate «governance». Norme in grado di strappare un sorriso compiaciuto al premier olandese Mark Rutte, perché vanno nella direzione da lui tracciata: per poter beneficiare degli aiuti dell’Europa, gli Stati membri dovranno presentare dei piani di riforme e investimenti, che dovranno essere approvati dalla Commissione europea e dal Consiglio Ue a maggioranza qualificata. Insomma, il controllo che a Giuseppe Conte e ad altri premier dell’Europa meridionale (Spagna e Francia in testa) non piacevano.

E ancora: se durante l’esecuzione dei piani nazionali un solo Paese si dice contrario all’erogazione dei finanziamenti del Recovery Fund, può richiedere entro tre giorni di sottoporre la questione al Consiglio europeo o all’Ecofin «per affrontarla in modo soddisfacente», si legge sulla proposta di Michel. In pratica, 1 su 27 potrebbe bloccare tutto.

Gongola Rutte, anche se – insaziabile – avverte che c’è ancora molto da fare per arrivare ad un accordo definitivo. Il meccanismo di sconti sul bilancio europeo non cambia per il suo Paese, come nemmeno per la Germania. Ne beneficiano, invece, l’Austria, che ottiene 50 milioni di euro in più, e Svezia e Danimarca, a cui vanno ulteriori 25 milioni.

Che cosa verrà penalizzata spostando quei 50 miliardi di euro dagli aiuti a fondo perduto ai prestiti? I soldi verranno tolti al programma di ricerca Horizon Europe (due miliardi in meno), a quello per la sanità (quasi tre miliardi in meno nel bel mezzo di un’emergenza) e allo sviluppo rurale (5 miliardi in meno). Ma soprattutto, se la proposta di Michel passerà così come ipotizzata oggi, spariranno i 26 miliardi di euro previsti per garantire liquidità alle imprese dopo l’eliminazione del limite agli aiuti di Stato, che ha avvantaggiato la Germania grazie al suo spazio fiscale.



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