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Aiuti Ue: si cerca l’accordo prima che riaprano le Borse

20 Luglio 2020 | Autore:
Aiuti Ue: si cerca l’accordo prima che riaprano le Borse

Nella notte si è aperta una crepa tra i Paesi frugali: Olanda e Austria restano isolate. Nessuna intesa: tutto rinviato al pomeriggio

Notte in bianco al Consiglio europeo nel vano tentativo di salvare il salvabile e di trovare un accordo sul Recovery Fund prima che aprano le Borse del Vecchio continente. La sessione plenaria che era stata convocata per le 4.15 si è conclusa verso le 6 senza un’intesa. Tutto è rinviato al pomeriggio: il Consiglio, infatti, tornerà a riunirsi alle 16.

Nelle ultime ore, si è aperto un nuovo fronte. Non c’è più solo la battaglia tra i Paesi cosiddetti frugali ed il resto dell’Ue ma ci sarebbe una crepa anche tra i cinque Stati che vogliono abbassare l’entità del pacchetto di aiuti per la ripresa dalla crisi provocata dal coronavirus. Verso l’una di notte, infatti, la Danimarca si è detta favorevole alla proposta del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, di mantenere la cifra dei 750 miliardi di euro divisa in 400 miliardi di trasferimenti a fondo perduto e 350 miliardi di euro di prestiti. Trenta minuti dopo, Svezia e Finlandia si sarebbero dette favorevoli ad un accordo che lasci intatta la cifra dei prestiti e che riduca a 375 miliardi quella del fondo perduto. Olanda e Austria, invece, restano ferme sui 700 miliardi complessivi, 350 e 350. La sessione plenaria era ripresa alle 4.15 di questa mattina. Non è durata nemmeno due ore: forse, ha vinto la stanchezza ed è stato deciso di prendere qualche ora di pausa per tornare a negoziare nel pomeriggio.

Il sospetto manifestato durante la notte da Giuseppe Conte è che «non si voglia rendere effettivo uno strumento che è nell’interesse di tutti che funzioni». Secondo il premier italiano, «questa negoziazione volta ad abbassare il livello di efficacia della reazione europea non ha senso. I trasferimenti sono necessari a una pronta ripresa per rafforzare la resilienza dei Paesi che hanno più difficoltà nella crescita economica».

Conte teme che l’atteggiamento istruttivo da parte dei frugali risponda alla loro esigenza di fare la «bella figura» all’interno dei rispettivi Paesi. «Ma – avverte – devono pensare che non solo la storia gli chiederà il conto ma che i suoi stessi cittadini, superata la reazione emotiva, capiranno che quella di stasera è stata una valutazione miope che ha portato a una decisione che ha contribuito ad affossare il mercato unico e la libertà di sognare delle nuove generazioni».

Il premier, intanto, ha intascato l’appoggio della sua maggioranza di Governo ma anche di una parte dell’opposizione, con Forza Italia che – pur accusando Conte di avere commesso «molti errori negli ultimi mesi» – si sente «di sostenere il Paese e chi pro-tempore lo rappresenta in Europa affrontando una difficile partita», ha detto la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini. Ancora più esplicita Mara Carfagna: «In queste ore non conta essere di maggioranza o di opposizione, spero che l’Italia vinca la partita».



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