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6 odori che rivelano il tuo stato di salute

20 Luglio 2020 | Autore:
6 odori che rivelano il tuo stato di salute

I segnali del corpo: quali sono le possibili cause dei cattivi odori? Come ottenere il riconoscimento dello stato d’invalidità?

Gli odori possono suscitare una miriade di emozioni e far riaffiorare ricordi primitivi, sopiti o dimenticati. Alcuni profumi possono accendere la passione o amplificare la magia del momento, mentre altri possono disturbare e spegnere totalmente la libido. Talvolta, il corpo emana odori sgradevoli. Come mai? Può trattarsi semplicemente di una cattiva igiene personale, quindi basta fare un po’ più attenzione e seguire qualche piccolo accorgimento per rimediare al problema. Oppure, potrebbe trattarsi di casi ben più gravi. Devi sapere che ci sono odori che non andrebbero mai sottovalutati, in quanto possono segnalare la presenza di un’infezione, di un’intolleranza alimentare o di una patologia.

A seguire ti indicherò 6 odori che rivelano il tuo stato di salute. Ecco quali sono le possibili spiegazioni ai cattivi odori che riguardano l’alito, le feci, l’urina, la secrezione vaginale e i piedi.

Cattivo odore delle feci

Le feci maleodoranti possono essere causate da intolleranze alimentari, in particolare dall’intolleranza al lattosio provocata dalla carenza dell’enzima lattasi nell’intestino tenue. Ma cosa succede al lattosio non digerito? Viene spedito direttamente nel colon e lì avviene la fermentazione che è causa del cattivo odore.

Se sei intollerante al lattosio, con molta probabilità, avrai riscontrato la presenza di altri sintomi fastidiosi come mal di pancia e diarrea.

Ma quali possono essere le cause delle feci maleodoranti, oltre all’intolleranza al lattosio? Tutte quelle condizioni che provocano infiammazioni o infezioni importanti del tubo digerente come coliti, diverticoliti e neoplasie intestinali.

Urine maleodoranti

Generalmente, l’urina dovrebbe essere limpida, inodore e di colore giallo paglierino. Talvolta, le urine possono essere maleodoranti. Come mai? Tra le cause, vi sono l’alimentazione (ad esempio, il consumo di asparagi, cavolfiori, aglio) e l’uso di alcuni antibiotici.

Inoltre, la presenza di un odore simile all’ammoniaca o alla candeggina, può essere sintomo di infezioni delle vie urinarie o delle infezioni renali, uretrali, vescicali. Se l’odore scompare nell’arco di 48 ore e si verifica saltuariamente, non c’è da preoccuparsi, mentre se persiste dai tre ai quattro giorni, è consigliabile rivolgerti al tuo medico di fiducia.

Secrezione vaginale delle donne 

Normalmente, la secrezione vaginale è limpida, ha un colore cristallino, ed è inodore. Quando diventa abbondante, assume un colore biancastro e ha un odore di lievito, potrebbe trattarsi di un’infezione causata dalla candida. Tra gli altri sintomi, potrebbero manifestarsi anche prurito o irritazione delle mucose. Questi fastidi possono comparire in gravidanza, in presenza di alcune patologie come diabete, a seguito di deficit immunitario, a causa dell’insorgenza di una patologia neoplastica dell’utero.

Piedi che puzzano

Piedi maleodoranti? Quante volte ti hanno implorato di non toglierti le scarpe per evitare di lasciare tutti stecchiti a causa della puzza che potrebbero emanare i tuoi “piedini di fata”? Se ti è successo almeno una volta, probabilmente ti starai chiedendo quali sono le cause dell’odore sgradevole. Potrebbe trattarsi semplicemente di una cattiva igiene o della calzatura sbagliata. Oppure la causa potrebbe essere ben più grave.

Hai mai sentito parlare del «piede dell’atleta»? Battute a parte, non c’è nessuna ironia in quello che sto per dirti. Il piede d’atleta è una patologia caratterizzata da un cattivo odore, forte e persistente, e dalla presenza di sintomi come l’arrossamento e la secchezza della pelle tra le dita. Talvolta, possono presentarsi anche piccole ferite, ispessimento plantare e desquamazione.

Come intervenire? E’ opportuno rivolgersi al medico di base. Le soluzioni potrebbero consistere nell’uso di spray o creme antifungine acquistabili in farmacia senza la prescrizione (da applicare mattina e sera per 4-5 settimane così da consentire alla cute di ricostituirsi) oppure in un trattamento con medicine da assumere per via orale.

Alito cattivo

L’alito cattivo, o alitosi, è quel particolare odore sgradevole emesso durante la respirazione. Il classico «respiro pesante» crea imbarazzo e può essere legato a una molteplicità di fattori.
Ad esempio, se il tuo alito puzza di pesce marcio, potresti avere un problema legato al metabolismo. Un odore di acetone potrebbe essere sintomo di diabete. Un odore purulento potrebbe essere dovuto a un problema ai polmoni.

Se hai l’alito pesante dopo aver dormito, in particolare se avverti uno strano odore di formaggio ammuffito, devi sapere che la causa è legata alla scarsa produzione di saliva durante la notte, il che è normale. Ma procediamo con ordine e analizziamo quali sono le possibili spiegazioni di un alito cattivo.

L’alitosi può essere causata:

  • dal consumo alimentare di sostanze aventi un odore nauseante e contenenti olii essenziali. E’ risaputo che se mangi cipolle, aglio o altre spezie, il tuo respiro sarà poco gradevole. Come mai? Ti spiego in breve cosa succede. Nel momento in cui questi alimenti entrano nel flusso sanguigno, arrivano ai polmoni e danno al tuo alito il caratteristico cattivo odore. Quindi, se hai intenzione di trascorrere una serata galante in dolce compagnia, meglio evitare il consumo di certi alimenti;
  • dal consumo di zucchero (tra cui dolci e bevande zuccherine) che può favorire lo sviluppo della flora batterica. Stesso discorso vale anche per i latticini (latte, yogurt, gelato, formaggi, ecc.), per alcune spezie, per il thè e per il caffè consumati in dosi eccessive;
  • dai processi metabolici ad opera dei batteri della placca orale;
  • dalla presenza di tessuti patologici capaci di produrre tioli che, nella loro molecola, contengono atomi di zolfo.

Inoltre, l’alito cattivo può essere causato:

  • dal fumo di sigaretta o di altri prodotti che contengono tabacco;
  • dalla cattiva igiene orale. In bocca restano i residui alimentari su cui agiscono i batteri della flora orale, producendo così sostanze metaboliche dotate di un odore sgradevole;
  • dalla scarsa igiene in presenza di apparecchi dentistici;
  • dai problemi dentali, in particolare dalle infezioni dentali, dagli ascessi dentali, dalle carie, dalle malattie alle gengive, dalle ferite chirurgiche, dai denti da devitalizzare;
  • dalla secchezza delle fauci, collegata alla scarsa salivazione;
  • da alcuni farmaci che possono contribuire alla secchezza delle fauci oppure da altri medicinali che, scomponendosi nel corpo, rilasciano sostanze chimiche;
  • dalle infezioni croniche delle tonsille;
  • dalle infezioni delle adenoidi (nei bambini);
  • dalla sinusite acuta e cronica;
  • dalla rinite cronica e dalla rinite allergica;
  • dalle placche bianche sulle tonsille;
  • dal reflusso gastroesofageo;
  • da alcune forme tumorali (come il tumore allo stomaco e all’esofago);
  • dalle malattie metaboliche che possono lasciare un caratteristico odore e un sapore «metallico»;
  • dal consumo eccessivo di alcol che determina una disidratazione della mucosa orale;
  • dall’ostruzione persistente delle fosse nasali: la respirazione fisiologica attraverso il naso diventa difficoltosa, se non impossibile, e obbliga alla respirazione orale, soprattutto la notte. Da qui, si arriva alla secchezza della bocca e all’alterazione degli equilibri fisici e biochimici che favoriscono la formazione di sostanze dotate di cattivo odore;
  • dalle malattie del fegato, come la cirrosi epatica;
  • dal parlare per periodi prolungati: è la cosiddetta “alitosi dell’oratore” che provoca la secchezza della bocca.

L’odore del diabete

Hai presente l’odore dell’acetone? Se il sapore che avverti in bocca ti ricorda il classico solvente per smalto, potresti essere affetto dal diabete di tipo 1. Ma cosa succede se sei diabetico? Il tuo organismo non è in grado di produrre o utilizzare l’insulina, un ormone fondamentale per la trasformazione degli alimenti in energia. Normalmente, l’insulina viene rilasciata nell’organismo dopo i pasti e consente al glucosio, estratto dagli alimenti, di raggiungere le cellule nervose e cerebrali. In mancanza di insulina, il glucosio resta “intrappolato” nel sangue e non riesce ad arrivare a queste cellule.

L’organismo, non potendo usare il glucosio come fonte di energia, per ottenerla, utilizza gli acidi grassi. In questo processo, si formano corpi chetonici che provocano il cattivo odore nell’alito. Odore che potrebbe comparire anche dopo che hai vomitato o se segui diete particolarmente restrittive che eliminano del tutto gli zuccheri. In ogni caso, si tratta di un segnale pericoloso di carenza di glucosio. Pertanto, occorre intervenire per compensare il grave deficit metabolico che, nel caso in cui dovesse persistere, potrebbe condurre al coma cheto-acidosico.

Domanda di invalidità

Se ti è stato diagnosticato il diabete, ti starai chiedendo se puoi ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, la maggiorazione dei contributi o uno dei trattamenti d’inabilità. La risposta è affermativa, ma devo anticiparti che oltre alla diagnosi del medico curante, sarà un’apposita commissione medica a dover riconoscere l’invalidità derivante dal diabete.

Come ottenere il riconoscimento dell’invalidità? Ecco, in breve, i passaggi da seguire:

  • rivolgiti al tuo medico di base per ottenere il certificato medico introduttivo con cui viene diagnosticata l’invalidità. Oltre ai dati anagrafici, il certificato deve contenere il codice fiscale, la tessera sanitaria, l’esatta natura delle patologie invalidanti e la relativa diagnosi;
  • il medico di fiducia provvederà a trasmettere questo certificato all’Inps in via telematica, rilasciandoti la ricevuta completa del numero univoco del certificato della procedura attivata, insieme a una copia del certificato medico originale che dovrai esibire all’atto della visita medica;
  • invia la domanda d’invalidità dal sito dell’Inps (oppure tramite patronato), mediante i servizi dedicati al cittadino;
  • presentati alla visita medica. La commissione, a seguito di un’attenta valutazione, provvederà alla redazione di un verbale con cui riconoscerà o meno, una specifica percentuale d’invalidità.


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