Cronaca | News

Il pericoloso gioco dei giovani per attaccare il Coronavirus

20 Luglio 2020
Il pericoloso gioco dei giovani per attaccare il Coronavirus

La movida violenta si arricchisce di «passatempi» nuovi e terrificanti, come sta accadendo a Roma.

La buona notizia è che la tendenza a sottovalutare il virus sembra decisamente minoritaria (ne abbiamo parlato qui: Salute, così il Coronavirus ci ha resi più responsabili). La cattiva è che all’idiozia non c’è mai fine. Non è la prima volta che vi raccontiamo di «giochi estremi» che denotano scarsa informazione e scetticismo sulle possibilità di contagio da Coronavirus (leggi l’articolo: Coronavirus, ora arriva la gara a chi si infetta prima).

Eppure siamo nel bel mezzo di una pandemia, evento straordinario, alle prese con la più grave crisi economica dal secondo dopoguerra, proprio a causa di un morbo che sta ammalando il globo. Immagini ormai diventate simboli dell’emergenza, come la processione dei camion dell’esercito carichi di salme a Bergamo, dovrebbero bastare a indurci alla prudenza. C’è, invece, chi si crede inspiegabilmente immune e se ne infischia di poter contagiare altre persone, anzi: è proprio quello che cerca.

La terrificante moda che impazza a Trastevere

Succede a Roma, capitale d’Italia, anno 2020. Il Corriere della Sera, oggi, racconta di una nuova moda in voga tra alcuni gruppi di giovani: sputare su campanelli e maniglie delle porte di casa per «attaccare» eventualmente il Covid a qualcuno, laddove lo avessero e fossero asintomatici. Doppio livello di idiozia, quindi: da un lato, «si spera» quasi di essere malati, dall’altro di riuscire a trasmettere l’infezione al prossimo.

Il dissennato gioco pare sia in voga soprattutto a Trastevere, uno dei quartieri della movida estiva e non. C’è addirittura chi si è attrezzato transennando la propria porta di casa con strisce bianche e rosse per tenere lontani i malintenzionati, riporta un articolo di Fabrizio Peronaci, nota firma del principale quotidiano italiano. I residenti, quindi, adesso, hanno paura perfino di toccare la propria porta di casa o che qualcuno che va a trovarli possa infettarsi suonando il campanello.

Bande alla «Arancia Meccanica»

Una costumista romana, Fiorenza Cipollone, che da anni abita nel rione capitolino, si dice preoccupata da questa movida violenta che ha fatto sporgere più di una denuncia a lei e ad altri residenti, nel tentativo di arginare questi insani passatempi.

«I livelli di violenza toccati ogni notte, ormai non più soltanto nel fine settimana, sono inimmaginabili – racconta, intervistata dal CorSera -. Dalla periferia o anche da fuori Roma arrivano bande di ragazzini vestiti tutti uguali, come in “Arancia meccanica“, con al polso un pugno di ferro. Ci sono anche ragazzi per bene, certo. L’idiozia non prevede distinzioni di censo. E il risultato è sempre lo stesso: il minimo che possono fare è pisciarti sulla porta. Poi, se protesti, organizzano vere e proprie gare, prendendo la mira, e ti sputano sulla maniglia o sul citofono, con la speranza di attaccarti il Covid».



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