Coronavirus: sfratti bloccati fino al 31 dicembre

20 Luglio 2020 | Autore:
Coronavirus: sfratti bloccati fino al 31 dicembre

Per tutto il 2020 non sarà possibile ottenere il rilascio di qualsiasi tipo di immobile, ad uso abitativo e non, sia per morosità che per finita locazione.

Il Decreto Rilancio ora definitivamente convertito in legge [1] prevede la proroga del blocco degli sfratti fino al 31 dicembre 2020. Senza queste modifiche (l’emendamento è stato approvato nei giorni scorsi in fase di conversione parlamentare) lo stop agli sfratti, introdotto dal Decreto Cura Italia, sarebbe dovuto terminare il 1° settembre.

Il correttivo è stato apportato in maniera molto semplice: semplicemente modificando le parole contenute nella precedente sospensione [2] fino al «1° settembre 2020» con il nuovo termine di operatività del blocco, che ora viene stabilito, senza interruzioni, fino al «31 dicembre 2020».

Il blocco degli sfratti riguarda sia gli immobili ad uso abitativo che quelli ad uso diverso, come negozi, alberghi ed altri esercizi commerciali. E comporta che tutti i provvedimenti di rilascio di immobili già avviati in precedenza ed ora in corso vengono sospesi nella loro attuazione. Di conseguenza, neppure l’ufficiale giudiziario che fosse stato già incaricato in precedenza dello sgombero potrà accedere all’immobile per liberarlo.

Invece anche in questo periodo potranno essere notificate nuove intimazioni di sfratto, sia per morosità sia per finita locazione. Quella che è sospesa, infatti, è l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio dell’immobile, non la loro preordinazione e l’emissione dei provvedimenti necessari.

Così se l’inquilino dovesse rendersi moroso durante il periodo di sospensione, sorgerebbe comunque il presupposto per l’intimazione di sfratto da notificare al debitore ed il giudice, fissata l’udienza, potrebbe anche emettere il provvedimento conseguente, cioè la convalida di sfratto [3] o l’ordinanza provvisoria di rilascio [4], ma essa non potrebbe essere realizzata e portata a materiale compimento nell’anno in corso; potrà essere azionata solo dal 1° gennaio 2021 in poi.

L’operatività della nuova legge è automatica: si applica in maniera generalizzata e non richiede nessuna istanza di parte. Così chi è obbligato al rilascio anche in virtù di un provvedimento del giudice già emanato non dovrà possedere nessun particolare requisito per beneficiare della sospensione del blocco dello sfratto.

In una prospettiva economica, questo significa scaricare sul proprietario il costo degli inadempimenti del suo inquilino che non paga il canone ma può continuare ad occupare l’immobile per tutto il 2020. Contro queste conseguenze reagisce duramente la Confedilizia, che giudica «di gravità inaudita l’estensione sino al 31 dicembre 2020 del blocco degli sfratti, che riguarda situazioni che nulla hanno a che fare con la pandemia» e prevede «effetti depressivi incalcolabili sul mercato immobiliare».

«Col blocco generalizzato degli sfratti si impone ai proprietari che li hanno dati in affitto, senza alcuna forma di indennizzo, di farsi carico di situazioni di morosità e di finita locazione che nulla hanno a che fare con la pandemia e da tempo decise con sentenza. È una pietra tombale sull’affitto in Italia, con conseguenze nefaste sull’accesso all’abitazione e sullo sviluppo delle attività commerciali, dichiara l’associazione dei proprietari.

Di parere opposto l’Unione Inquilini, che segnala la necessità di porre rimedio al disagio abitativo: «se non si riducono gli affitti, se si difende pervicacemente un mercato delle locazioni che cosi come è produce guasti e danni che sono sotto gli occhi di tutti, se non si aumenta l’offerta di case popolari e se non si danno contributi agli affitti decenti come importo e in tempi rapidi, ci può anche non essere la sospensione degli sfratti ma i guasti resteranno, a partire dalla morosità».


note

[1] Art. 17 bis del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, in Legge 17 luglio 2020, n. 77.

[2] Art. 103, comma 6, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, in Legge 24 aprile 2020, n. 27.

[3] Art. 663 Cod. proc. civ.

[4] Art. 665 Cod. proc. civ.


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