Salute e benessere | Articoli

Come abbronzarsi in sicurezza

20 Luglio 2020
Come abbronzarsi in sicurezza

Tutti i nostri consigli per una tintarella senza rischi.

A chi non piace una bella tintarella, d’estate? Finalmente possiamo dimenticare il solito pallore e vederci diversi, almeno per un paio di mesi l’anno. Abbronzarsi va bene, ma va fatto con le dovute cautele, perché i pericoli per la salute sono dietro l’angolo. Non vale la pena correre rischi per un po’ di colorito in più, no? Ecco: in questo breve approfondimento cercheremo di farvi capire quali precauzioni sono necessarie e perché, in modo da darvi tutti i consigli per una tintarella in sicurezza. Un focus sull’abbronzatura per dirvi tutto quello che c’è da sapere.

Che cos’è l’abbronzatura

Che cos’è l’abbronzatura? Al di là di ciò che tutti sappiamo e dei magnifici colori che prendere il sole può regalare alla nostra pelle, volendo andare un minimo più a fondo, si tratta di un meccanismo di difesa. Il nostro corpo lo attiva quando ci esponiamo ai raggi ultravioletti.

La tinta olivastra o dorata non è nient’altro che il riflesso dell’azione dei melanociti [1], cellule del nostro corpo che producono melanina (o meglio melanine, perché si tratta di pigmenti che possono essere rossi, bruni o neri). È proprio questa sostanza a determinare la nostra colorazione estiva e sappiamo anche che l’intensità del colorito dipende dalla quantità di melanina che, per fattori esclusivamente genetici, siamo in grado di produrre. È il principio per il quale, banalmente, alcuni di noi faticano di più ad abbronzarsi: hanno poca melanina, quindi un meccanismo di protezione più carente.

In pratica, la tintarella è il modo in cui il corpo reagisce in autotutela dai raggi del sole e dai loro danni. Nelle prossime righe vedremo più in dettaglio quali.

Quali rischi

Il pericolo principale e più grave che possiamo correre è quello di ammalarci di melanoma [2], tumore maligno della pelle che trasforma i melanociti di cui vi abbiamo parlato poche righe fa in cellule tumorali. Un melanoma può svilupparsi da scottature della pelle, perfino se ci siamo ustionati da bambini: i tempi della trasformazione tumorale sono molto lunghi, perciò è possibile ammalarsi da adulti a partire da una scottatura in età pediatrica. I bimbi, in genere, sono più delicati come tipo di pelle, ma è raro che sviluppino da piccoli questa neoplasia, che risulta essere molto più diffusa tra gli adulti.

I melanomi possono svilupparsi anche dai nei, che altro non sono che agglomerati di melanociti. Ma non è solo l’eccessiva e intermittente esposizione ai raggi solari a provocarne l’insorgenza: ci sono molti altri fattori, come quello genetico-ereditario o il fatto di avere già avuto un melanoma. Si dice, poi, che ognuno di noi abbia un suo fototipo, cioè un particolare tipo di carnagione, in base alla quantità di melanina prodotta (in dermatologia se ne conoscono sei).

È noto, infatti, che chi ha la pelle molto chiara (fototipo 1 – 2) è più esposto rispetto agli olivastri (fototipo 5 – 6) e a chi, in genere, produce più melanina. Sulle probabilità di essere più predisposti al melanoma influisce anche la quantità di nei e la loro grandezza. Il melanoma è probabilmente il tipo di tumore della pelle più diffuso che può derivare da una eccessiva esposizione solare, ma ce ne sono anche altri (carcinoma squamoso della pelle, carcinoma basocellulare, carcinoma squamoso della cornea).

Altri «effetti collaterali» [3] di una non corretta esposizione ai raggi ultravioletti sono:

  • invecchiamento precoce della pelle, aumento delle rughe e delle macchie, perdita di elasticità;
  • danni (non permanenti) alla vista: le scottature non riguardano solo vari punti dell’epidermide corporea, ma anche gli occhi. Una prolungata esposizione al sole può generare fotocheratite e fotocongiuntivite, entrambe molto dolorose ma per fortuna temporanee;
  • infezioni virali e batteriche, possibili, secondo alcuni studi, proprio a seguito di un’indigestione di raggi ultravioletti. Idea controversa, quest’ultima, dal momento che si parla anche del suo contrario, cioè di un’azione battericida del sole.

Quali benefici 

Ricerche sostengono che i benefici dei raggi ultravioletti siano molto meno numerosi rispetto alle conseguenze negative che possiamo ricavare per la nostra salute. Fondamentalmente, tutto sta nel senso della misura di ognuno di noi, quindi nel non esagerare. Dopo tutto quello che abbiamo detto si potrebbe concludere che è meglio non esporsi al sole affatto in modo da evitare rischi inutili. Potete anche regolarvi così, se lo preferite. Ma prendere il sole non è vietato tout court: basta farlo con le giuste accortezze che vi spiegheremo tra poche righe.

Non a caso si parla, ad esempio, di «elioterapia», cioè della scienza che studia i benefici dell’esposizione al sole.  Tra questi, ad esempio, l’effetto rilassante e antimicrobico, l’abbassamento della pressione, l’aumento del numero dei corpuscoli rossi, la percentuale d’emoglobina e il numero dei globuli bianchi, ma anche lo sviluppo della vitamina D, che serve a fissare il calcio nelle ossa, prevenendo malattie come osteoporosi e rachitismo. Secondo alcuni studi, questa sostanza sarebbe anche in grado di rallentare lo sviluppo di alcuni tipi di tumore. Ma bastano pochi minuti di esposizione solare al giorno per fare «un bagno di vitamina D». Non serve passare ore sotto il sole, onde incorrere nei rischi di cui sopra, tra cui quello del melanoma.

Quali protezioni  

Regola numero uno: moderazione. Evitare lunghe «sessioni solari» fin da piccoli può aiutarci a proteggerci e a evitare scottature. Saprete già che è inopportuno – per i motivi di cui sopra – sdraiarsi al sole nelle ore più calde (11 – 15). In generale, è dannosa un’esposizione intensa e intermittente, cioè un’abbronzatura mordi e fuggi, senza gradualità e senza protezioni nelle ore centrali della giornata. Questo perché l’ustione, in tal caso, è praticamente sicura. È bene evitare anche le lampade solari, che possono aumentare addirittura del 70% il rischio di tumore. Secondo Paola Queirolo, direttore Oncologia medica melanoma, sarcoma e tumori rari dell’Istituto europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, intervistata oggi dall’agenzia di stampa Adnkronos, «il loro ruolo di agenti cancerogeni è equiparabile al fumo di sigaretta. Le lampade, già vietate in molti Paesi, presto lo saranno anche in Italia».

Consigliati cappelli, occhiali, creme protettive [4]. Queste devono adattarsi al nostro tipo di pelle: ciò significa che, in base a quanto detto in precedenza, più il nostro fototipo è basso (1 o 2, quindi la nostra carnagione è più chiara), più sarà alto il tipo di protezione adeguato a noi. La crema va applicata più volte, anche sotto l’ombrellone. L’importante è non trattarla come un lasciapassare per un’esposizione eccessivamente prolungata; se la nostra crema è dell’anno scorso, meglio evitare di spalmarcela addosso e comprarne una nuova: il rischio di alterazione del prodotto, comprato l’anno precedente, è più alto, specie se abbiamo tenuto la confezione sotto il sole o non l’abbiamo conservata bene.

Altro compito ineludibile, se vogliamo prenderci cura di noi stessi, è il controllo dei nei. Dapprima da soli, verificando che non abbiano cambiato aspetto, colore, bordi. Nel caso di dubbi in questo senso, è bene rivolgersi a un dermatologo che ci sottoporrà all’esame dell’epiluminescenza, una vera e propria «mappatura» dei nei per saggiare il loro stato di salute e se c’è stata alterazione.


note

[1] Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri;

[2] Fondazione Airc;

[3] Focus;

[4] Ministero della Salute;


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube