Diritto e Fisco | Articoli

Bonus Irpef 2020-2021

21 Luglio 2020 | Autore:
Bonus Irpef 2020-2021

Come funziona la nuova integrazione al reddito che ha sostituito da luglio il bonus Renzi. Chi ne ha diritto e quanto si prende.

Archiviato il bonus Renzi da 80 euro, nelle buste paga di molti dipendenti è arrivato il bonus Irpef 2020-2021. Un’integrazione al reddito entrata in vigore dal mese di luglio 2020 al posto di quella introdotta nel 2014, di importo superiore e per una platea più ampia di lavoratori, con l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale.

Abbiamo detto «nelle buste paga di molti dipendenti» e non «di tutti i dipendenti» perché il bonus Irpef 2020-2021 è vincolato al reddito: c’è un limite oltre il quale o non si ha diritto all’integrazione oppure se ne ha diritto in forma ridotta. Come vedremo tra poco, infatti, entro una determinata soglia tutti i lavoratori dipendenti riceveranno il bonus, poi fino ad un ulteriore scaglione l’importo diminuisce via via fino ad azzerarsi.

Vediamo come funziona il bonus Irpef 2020-2021 e chi ne ha diritto.

Bonus Irpef 2020-2021: che cos’è?

Il bonus Irpef 2020-2021 è un’integrazione al reddito da lavoro dipendente e assimilati introdotta dalla legge di Bilancio 2020 per ridurre la pressione fiscale. È stato pensato per sostituire il bonus Renzi, in vigore dal 2014, che resta comunque in vita per il conguaglio di fine anno.

Bonus Irpef 2020-201: a chi spetta?

Come appena detto, il bonus Irpef 2020-2021 viene erogato a chi percepisce un reddito da lavoro dipendente o assimilato.

Sul dipendente, non dovrebbero esserci dei dubbi: si tratta di chi ha un rapporto di lavoro subordinato a tempo parziale o a tempo indeterminato. Ma chi ha un reddito da lavoro «assimilato» a quello dipendente? Si parla di chi ha:

  • compensi, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20%, come lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca;
  • indennità e compensi a carico di terzi connessi all’attività di lavoro subordinato, esclusi quelli che devono essere riversati al datore di lavoro allo Stato;
  • borse di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente con l’erogante;
  • somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, connessi:
    • alla funzione di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
    • alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
    • alla partecipazione a collegi e commissioni;
    • ad altri rapporti di collaborazione non qualificati come lavoro autonomo o subordinato;
  • remunerazioni dei sacerdoti, nonché le congrue e i supplementi di congrua;
  • compensi per l’attività libero professionale intramuraria:
    • del personale dipendente del Ssn;
    • del personale docente universitario e dei ricercatori che svolgono attività assistenziale presso le cliniche e gli istituti universitari di ricovero e cura;
    • del personale e del personale laureato medico ed odontoiatra di ruolo dell’area tecnico-scientifica e sociosanitaria, che svolga anche le funzioni di assistenza (entro limiti specifici);
  • indennità, gettoni di presenza e altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni, a meno che le prestazioni:
    • non siano rese da soggetti che esercitano un’arte o professione;
    • non siano state effettuate nell’esercizio di impresa commerciale;
  • compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie e agli esperti del tribunale di sorveglianza, ad esclusione di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  • indennità percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo;
  • indennità, comunque denominate, percepite per le cariche elettive e per le funzioni costituzionali, con i conseguenti assegni vitalizi percepiti in dipendenza dalla cessazione delle suddette cariche elettive e funzioni;
  • l’assegno del presidente della Repubblica;
  • rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle aventi funzione previdenziale;
  • pensioni complementari, comunque riconosciute;
  • altri assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro;
  • compensi percepiti per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni di legge.

Bonus Irpef 2020-2021: quanto si prende?

Il nuovo bonus Irpef 2020-2021 ha un importo di 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti o assimilati con un reddito fino a 28mila euro annui.

Significa che per il 2020, gli aventi diritto percepiscono 600 euro all’anno, poiché il bonus viene pagato da luglio a dicembre. Da gennaio a giugno, avranno percepito il bonus Renzi da 80 euro fino ad un massimo di 480 euro. A fine anno, verrà fatto il conguaglio.

E vuol dire anche che nel 2021 ai lavoratori che hanno accesso a questa indennità spetteranno 1.200 euro all’anno, cioè 100 euro per 12 mensilità. Se non ci saranno dei cambiamenti, la stessa cifra verrà erogata anche nel 2022 e negli anni successivi.

Questo per i lavoratori con un reddito annuo fino a 28mila euro. Se, in sede di conguaglio, il reddito supererà questa cifra, verrà trattenuto l’importo eccedente.

Il bonus Irpef, però, spetta anche a chi ha un reddito annuo tra i 28mila ed i 40mila euro, da rapportarsi al periodo di lavoro e di importo inversamente proporzionale al reddito complessivo del dipendente. Significa che il bonus diminuisce con l’aumentare del reddito fino ad azzerarsi quando si arriva alla soglia dei 40mila euro.

Non vengono calcolati ai fini del reddito il trattamento fine rapporto e l’abitazione principale con le relative pertinenze. Rientra, invece, il reddito derivante dalla cedolare secca.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube