Vaccino contro il Coronavirus, buone notizie in arrivo

20 Luglio 2020
Vaccino contro il Coronavirus, buone notizie in arrivo

Il candidato delle aziende Biontech e Pfizer sta dando buoni risultati, in termini di risposta immunitaria.

Dopo la sperimentazione di fase 1 del vaccino antiCovid dell’azienda statunitense Moderna, i cui risultati fanno ben sperare (ve ne abbiamo parlato qui: Vaccino al Coronavirus, l’importante novità sulla ricerca), arriva un’altra notizia incoraggiante, sul fronte della ricerca di una terapia immunizzante dal Coronavirus.

Parliamo di un’altra sperimentazione, avviata dall’azienda tedesca BioNTech, in collaborazione con l’americana Pzifer. Anche in tal caso, l’esito dei primi test è buono: il preparato artificiale, candidato a diventare uno dei possibili vaccini contro il Covid, scatena una forte risposta immunitaria.

È, come spesso accade, l’agenzia di stampa Adnkronos ad aggiornarci sulle ultime novità su questo argomento. Quelli di cui vi parliamo sono dati iniziali che avranno bisogno di conferme, ma la sperimentazione è articolata per questo motivo in una lunga serie di passaggi. Bisognerà capire se i risultati inizialmente positivi reggeranno ai prossimi test. Per ora, quello che emerge dallo studio tedesco è che il candidato vaccino è in grado di indurre una forte risposta immunitaria contro il virus.

Come sono stati condotti i test

I risultati clinici preliminari riguardano il candidato vaccino sperimentale più avanzato nel programma vaccinale Pfizer e BionTech BNT162: BNT162b1. Sessanta gli adulti sani tra i 18 e i 55 anni arruolati nello studio: i dati raccolti riguardano la loro reazione alla somministrazione del preparato. Di questi 60, 12 sono stati vaccinati con BNT162b1 il giorno 1 e il giorno 22, mentre altri 12 partecipanti hanno ricevuto una singola iniezione di 60 µg.

Il vaccino ha indotto anticorpi neutralizzanti elevati e dose-dipendenti e concentrazioni di IgG dopo la seconda dose. Inoltre i risultati iniziali della sperimentazione tedesca dimostrano, per la prima volta per il candidato BNT62b1, un’induzione simultanea di risposte di cellule T CD4 + e CD8 + di alto livello contro Sars-CoV-2. La forza delle risposte delle cellule T variava tra i soggetti. Nel complesso, «i dati hanno suggerito che BNT162b1 potrebbe essere potenzialmente somministrato in modo sicuro, con un profilo di tollerabilità gestibile», si legge in una nota che l’agenzia di stampa riporta.

Gli effetti del vaccino

Le reazioni locali e gli eventi sistemici dopo l’iniezione del candidato vaccino a tutte le dosi sono stati transitori, generalmente da lievi a moderati, con eventi occasionali di sintomi simil-influenzali e reazioni nel sito di iniezione. Tutti gli eventi avversi, cioè gli effetti collaterali, si sono risolti spontaneamente e sono stati gestiti con semplici misure. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi correlati al vaccino.

«È incoraggiante che i dati su BNT162b1 della coorte di studio tedesca siano molto in linea con ciò che abbiamo visto nella coorte di studio degli Stati Uniti. I dati preliminari indicano che il nostro vaccino a base di mRNA è stato in grado di stimolare le risposte degli anticorpi e delle cellule T a livelli di dose notevolmente bassi», ha dichiarato Özlem Türeci, Cmo e co-fondatore di BioNTech.

«Questi risultati provvisori dello studio tedesco, combinati con i dati iniziali dello studio americano, evidenziano il potenziale di questo approccio vaccinale e rappresentano un importante passo avanti nei nostri sforzi di sviluppo per il programma BNT162», ha affermato Kathrin U. Jansen, senior vice president e head of vaccine research & development Pfizer. «Rimaniamo concentrati nello sviluppo di un vaccino efficace per combattere la pandemia di Covid-19». Le aziende stanno programmando un trial di sicurezza ed efficacia di Fase IIb/III, che potrà coinvolgere fino a trentamila partecipanti sani e dovrebbe iniziare alla fine di questo mese.

L’altra buona notizia da Oxford

Anche altre aziende, come noto, stanno contribuendo alla corsa al vaccino per archiviare una volta per tutte la pandemia. Alla partita del vaccino antiCovid partecipano anche aziende italiane come la Irbm, che sta collaborando con Astrazeneca e lo Jenner Institute dell’università di Oxford. I primi dati sperimentali dicono che anche questo vaccino sembra fare il suo dovere, nell’indurre una risposta immunitaria al Coronavirus.

Il candidato vaccino è sicuro, secondo i risultati delle prime fasi di sperimentazione pubblicati sulla rivista specializzata Lancet. Risultati molto promettenti, dunque, anche se ancora preliminari.

Secondo il trial clinico in corso su 1.077 volontari adulti sani, il vaccino ChAdOx1 «induce una consistente risposta da parte di cellule T e anticorpi», spiegano i ricercatori, sottolineando che la risposta immunitaria «potrebbe essere anche più forte dopo una seconda dose», secondo i risultati di uno studio clinico su un piccolo sottogruppo di partecipanti, una decina di persone.

Il vaccino, spiega ancora l’Adnkronos, si basa su un virus che provoca il raffreddore comune negli scimpanzé, geneticamente modificato anche per sembrare più simile al Covid, trasferendo le informazioni genetiche della proteina spike con cui il virus invade le nostre cellule.

Le concentrazioni di cellule T, che coordinano il sistema immunitario e sono in grado di identificare quali cellule sono state infettate e distruggerle, hanno raggiunto il picco 14 giorni dopo la vaccinazione dei volontari sani coinvolti nello studio e i livelli di anticorpi dopo 28 giorni. Lo studio non è durato a sufficienza per capire la durata della risposta immunitaria, che però risultava ancora presente fino a 56 giorni dalla somministrazione del vaccino. Il vaccino è risultato sicuro; non ci sono stati effetti collaterali gravi, il 70% delle persone coinvolte nel trial ha sviluppato febbre e mal di testa.

Questi primi risultati «sono estremamente promettenti – commenta soddisfatto Andrew Pollard, del gruppo di ricerca di Oxford – e crediamo che il tipo di risposta immunitaria possa essere protettivo contro Sars-Cov-2. Lo studio ha mostrato che il 90% dei volontari ha sviluppato anticorpi neutralizzanti dopo una dose, solo 10 hanno ricevuto una seconda dose e l’effetto è stato lo stesso. Stiamo ancora giocando la partita: non conosciamo il livello necessario per la protezione dal virus, ma possiamo massimizzare le risposte immunitarie con una seconda dose».

La soddisfazione dell’Oms

«Davvero una buona notizia quella che arriva dalla pubblicazione su Lancet dei dati sul vaccino di Oxford University ma anche della pubblicazione in pre-print del trial di BioNTech e Pfizer: è davvero grande vedere questi dati, e noi ci congratuliamo con i colleghi di Oxford University, di Astrazeneca e di BioNTech e Pfizer», ha detto il capo delle emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Mike Ryan, in conferenza stampa a Ginevra, rispondendo ai giornalisti sulle ultime novità relative a candidati vaccini anti-Covid.

«Questi vaccini – ha ricordato l’esperto – non hanno provocato seri effetti collaterali e hanno generato anticorpi neutralizzanti. Si tratta di risultati positivi, ma che arrivano ancora da studi di fase I, quindi aspettiamo ulteriori dati. È comunque importante vedere i progressi di due dei 23 candidati vaccini attualmente in fase clinica», ha detto Ryan. «Non facciamo errori: dobbiamo continuare ad accelerare nella ricerca di un vaccino anti-Covid – ha sottolineato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus – mentre facciamo il massimo con ciò che abbiamo».



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